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26 Ott 2026, Lun

Il tempo non sarà più lo stesso: a Vienna nasce l’orologio nucleare che sfida i limiti della precisione

Un risultato straordinario della ricerca europea: gli scienziati dell’Università Tecnica di Vienna hanno realizzato un prototipo capace di stabilizzarsi autonomamente per oltre 24 ore. Potrebbe aprire una nuova era nella misurazione del tempo e nello studio delle leggi fondamentali dell’universo.

Thorium-229 laser breakthrough brings optical nuclear clocks closer

C’è una domanda apparentemente banale che accompagna l’umanità da millenni: che cos’è davvero il tempo? Per secoli abbiamo provato a misurarlo osservando il movimento del Sole, seguendo il ritmo delle stelle, costruendo pendoli e perfezionando meccanismi sempre più sofisticati. Poi sono arrivati gli orologi atomici, strumenti capaci di raggiungere livelli di precisione un tempo inimmaginabili.

Oggi, però, da Vienna arriva una notizia destinata a suscitare grande interesse nella comunità scientifica internazionale. Un gruppo di ricercatori della Technische Universität Wien, l’Università Tecnica di Vienna, ha realizzato un prototipo di orologio nucleare ottico in grado di stabilizzarsi autonomamente, compiendo un passo significativo verso una nuova generazione di strumenti per la misurazione del tempo.

Il risultato è stato presentato nell’ottobre 2026 e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. Non si tratta semplicemente di un orologio più sofisticato: la novità riguarda il principio fisico utilizzato per scandire il tempo. 

Dal movimento degli atomi al cuore della materia

Per comprendere la portata della scoperta bisogna partire dagli orologi atomici, che costituiscono una delle conquiste più importanti della fisica moderna.

A differenza dei comuni orologi, questi strumenti non dipendono dal movimento di ingranaggi o oscillatori meccanici. Utilizzano invece frequenze associate alle transizioni energetiche degli atomi, estremamente stabili e riproducibili.

Il nuovo dispositivo sviluppato a Vienna compie un ulteriore passo: sfrutta una transizione energetica del nucleo atomico del torio-229.

Il nucleo è la parte centrale dell’atomo e presenta dimensioni enormemente inferiori rispetto a quelle dell’intero sistema atomico. Proprio questa caratteristica può renderlo meno sensibile a determinati disturbi esterni.

Il torio-229 possiede inoltre una proprietà rarissima: due suoi stati energetici sono separati da una differenza sufficientemente piccola da poter essere studiata mediante tecniche ottiche avanzate.

È questa particolarità ad aver attirato l’attenzione dei ricercatori per decenni.

Un orologio capace di correggersi da solo

L’aspetto più interessante del nuovo prototipo riguarda il suo funzionamento.

In termini semplificati, gli scienziati utilizzano un laser per interagire con nuclei di torio incorporati in un cristallo. Quando la frequenza del laser si allontana dal valore desiderato, il sistema rileva una variazione nel segnale e interviene automaticamente per correggere la frequenza.

In questo modo l’orologio mantiene un riferimento stabile, senza dipendere necessariamente da un altro orologio atomico per la regolazione continua.

Gli esperimenti hanno dimostrato che il dispositivo può funzionare stabilmente per oltre 24 ore senza interventi correttivi esterni.

È un passaggio fondamentale: una cosa è osservare una transizione nucleare in laboratorio, un’altra è trasformarla in uno strumento che possa effettivamente funzionare come orologio.

Un secondo di errore in circa 30 milioni di anni

Il risultato ottenuto è già impressionante.

Secondo i dati comunicati dall’università, la stabilità relativa raggiunta dal prototipo è dell’ordine di \(10^{-15}\), un valore equivalente, in termini indicativi, a uno scarto di un secondo nell’arco di circa 30 milioni di anni.

Una precisione che supera l’esperienza quotidiana e dimostra quanto lontano sia arrivata la ricerca scientifica.

C’è tuttavia una distinzione importante: il prototipo viennese non è ancora più preciso dei migliori orologi atomici ottici oggi disponibili.

Il valore della scoperta consiste soprattutto nell’aver dimostrato la fattibilità di un sistema nucleare autonomo, con ampi margini di miglioramento.

Il professor Thorsten Schumm, tra i protagonisti della ricerca, ha evidenziato proprio questo potenziale. I prossimi sviluppi riguarderanno il miglioramento dei laser, dei cristalli contenenti torio e della stabilità complessiva dell’apparato.

En busca del tiempo exacto: crean el primer reloj nuclear | Diario Crónica

Perché questa scoperta riguarda anche il nostro futuro

Potrebbe sembrare una tecnologia lontanissima dalla vita delle persone. In realtà, la capacità di misurare il tempo con precisione crescente ha avuto conseguenze fondamentali nella società contemporanea.

I sistemi di navigazione satellitare, le reti di telecomunicazione, numerose infrastrutture scientifiche e alcuni processi industriali richiedono riferimenti temporali estremamente affidabili.

Gli orologi nucleari potrebbero, in prospettiva, contribuire a migliorare ulteriormente questi sistemi.

Ma le applicazioni forse più affascinanti riguardano la ricerca fondamentale.

Gli strumenti di precisione vengono utilizzati anche per verificare le teorie fisiche e cercare eventuali variazioni di costanti considerate fondamentali per il funzionamento dell’universo.

Una nuova generazione di orologi potrebbe quindi diventare uno strumento per indagare fenomeni oggi difficilissimi da osservare.

La nuova frontiera della ricerca europea

Il risultato di Vienna dimostra ancora una volta quanto la ricerca di base possa produrre innovazioni dalle conseguenze potenzialmente rivoluzionarie.

L’esperimento è il frutto di competenze altamente specializzate e collaborazioni scientifiche che hanno richiesto anni di sviluppo.

Il prossimo obiettivo non sarà soltanto perfezionare il prototipo, ma comprendere fino a quale livello possa arrivare la precisione di questa nuova tecnologia.

La strada rimane lunga. Il sistema è ancora sperimentale e non è possibile prevedere quando potrà trovare applicazioni commerciali diffuse.

Eppure il passaggio scientifico è già significativo.

Per millenni abbiamo misurato il tempo osservando ciò che si muove intorno a noi. Ora stiamo imparando a cercare il nostro riferimento temporale nel cuore stesso della materia.

E forse, un giorno, sarà proprio un nucleo atomico a insegnarci qualcosa di nuovo sulla natura del tempo.