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24 Ott 2026, Sab

Internet avrà anche un profumo? Nasce Scentronic, la tecnologia che trasmette gli odori a distanza

Un sistema sviluppato alla Ohio State University riesce a riconoscere alcuni profumi e a riprodurli attraverso dispositivi collegati a una piattaforma digitale. Dall’aroma del caffè a quello degli agrumi, si apre una nuova frontiera della comunicazione.

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Coffee cup and coffee beans

November 2023 - Nascentdesign

Il giorno in cui potremmo sentire il profumo di un messaggio

Immaginiamo di ricevere sul telefono una fotografia di una torta appena sfornata.

La osserviamo, magari ne ascoltiamo la descrizione attraverso un video, ma c’è qualcosa che continua a mancare: il profumo.

Da quando esiste Internet, la comunicazione digitale si è sviluppata soprattutto intorno alle immagini, ai testi e ai suoni.

Eppure l’esperienza umana è molto più ricca.

Gli odori ci permettono di riconoscere luoghi, ricordare persone, evocare momenti della vita e persino modificare la nostra percezione delle situazioni.

Ora alcuni ricercatori stanno cercando di aggiungere anche l’olfatto alla comunicazione a distanza.

Il 23 ottobre 2026, Reuters ha raccontato i risultati di un progetto sviluppato alla Ohio State University.

Si chiama Scentronic e potrebbe rappresentare uno dei primi passi verso una nuova forma di esperienza digitale multisensoriale.

Come funziona Scentronic

Il sistema si basa sull’integrazione di tre tecnologie.

La prima è un dispositivo di rilevazione degli odori, comunemente chiamato naso elettronico, dotato di sensori capaci di analizzare le caratteristiche di determinate sostanze presenti nell’aria.

La seconda è un modello di apprendimento automatico, utilizzato per riconoscere gli schemi associati agli odori.

La terza è una piattaforma digitale che permette di inviare le informazioni a un dispositivo ricevente.

Quest’ultimo utilizza sostanze odorose predisposte per ricreare una determinata esperienza olfattiva.

Un aspetto importante: non è il profumo fisico a viaggiare attraverso Internet.

A essere trasmesse sono informazioni digitali, che consentono al dispositivo di destinazione di rilasciare molecole odorose corrispondenti.

In questo senso, il principio ricorda quello della riproduzione audio: la rete trasporta dati, mentre il dispositivo finale genera lo stimolo percepito.

Dal caffè agli agrumi: i primi cinque odori

Secondo le informazioni diffuse dai ricercatori, il prototipo è attualmente in grado di riconoscere cinque odori familiari: birra, torta, caffè, arance e vino rosso.

Può sembrare un repertorio limitato, ma è sufficiente a dimostrare il funzionamento di un sistema integrato.

Il dispositivo di rilevazione ha dimensioni di circa quindici centimetri.

Gli studiosi hanno inoltre sviluppato diverse configurazioni per la diffusione degli odori, comprese versioni indossabili, come braccialetti e collane, e dispositivi portatili.

Non siamo quindi davanti a una semplice idea teorica.

Esistono prototipi fisici che consentono di esplorare concretamente questa possibilità.

Lo shopping del futuro potrebbe cambiare

Uno degli ambiti più interessanti è il commercio elettronico.

Pensiamo all’acquisto di un profumo, a una degustazione di caffè oppure alla scelta di prodotti aromatici.

Attualmente il consumatore può affidarsi soprattutto alle descrizioni, alle recensioni e alle immagini.

La possibilità di riprodurre a distanza un determinato odore potrebbe aggiungere un elemento fino a oggi assente.

Anche musei, videogiochi e realtà virtuale potrebbero utilizzare tecnologie olfattive per creare esperienze più immersive.

Un documentario su una foresta potrebbe accompagnare le immagini con alcune sensazioni aromatiche.

Un museo potrebbe integrare ricostruzioni olfattive all’interno di un percorso espositivo.

E la comunicazione personale potrebbe assumere caratteristiche completamente nuove.

Le difficoltà da superare

Il sistema non è ancora pronto per diventare un accessorio comune degli smartphone.

I ricercatori devono affrontare numerosi problemi tecnici.

Gli odori reali sono spesso composti da miscele complesse di molecole. Riprodurli accuratamente richiede sistemi capaci di distinguere molte più sostanze rispetto a quelle gestite attualmente.

Occorre inoltre lavorare sulla durata dei dispositivi, sulla sostituzione delle sostanze odorose, sui costi e sulla sicurezza.

Un altro problema riguarda la percezione soggettiva.

Lo stesso odore può essere gradevole per una persona e sgradevole per un’altra. La quantità e la durata dell’esposizione sono elementi da considerare attentamente.

Verso un Internet dei cinque sensi

La storia dell’innovazione dimostra che molte tecnologie oggi considerate normali sono nate come esperimenti apparentemente eccentrici.

La possibilità di trasmettere la voce a distanza sembrava straordinaria. La televisione ha aggiunto le immagini. La realtà virtuale cerca di ricreare la sensazione di presenza.

L’olfatto rappresenta un altro terreno da esplorare.

Scentronic è ancora un progetto sperimentale, ma pone una domanda affascinante: che cosa accadrebbe se le comunicazioni digitali non coinvolgessero più soltanto occhi e orecchie?

Forse un giorno un messaggio non ci permetterà soltanto di vedere la tazzina del caffè di un amico lontano.

Potrebbe farcene percepire anche l’aroma.