Dal 18 giugno oltre 527mila studenti affronteranno la prova più importante del percorso scolastico. Ecco tutte le novità del nuovo Esame di Stato tra scritti, colloquio, educazione civica e orientamento al futuro.
L’attesa è quasi terminata. Mercoledì 18 giugno, alle ore 8.30, prenderà ufficialmente il via l’Esame di Stato 2026, uno degli appuntamenti più significativi della vita scolastica italiana. Per oltre mezzo milione di studenti sarà il momento di chiudere un capitolo importante e affacciarsi verso l’università, il mondo del lavoro o nuove esperienze formative.
Quest’anno saranno 527.607 i candidati impegnati nelle prove: 513.479 studenti interni e 14.128 esterni. Numeri che raccontano la portata di un evento che, ogni anno, coinvolge famiglie, insegnanti e istituzioni scolastiche in tutta Italia.
Le commissioni saranno 13.989 per un totale di 27.884 classi esaminate. Una macchina organizzativa imponente che si mette in moto per garantire lo svolgimento regolare di una delle prove più importanti del sistema educativo italiano.

I numeri della Maturità 2026
Analizzando la provenienza degli studenti emerge una fotografia interessante della scuola italiana contemporanea.
La distribuzione dei candidati
Sono:
- 273.854 gli studenti dei licei;
- 167.136 gli studenti degli istituti tecnici;
- 86.617 gli studenti degli istituti professionali.
I licei continuano quindi a rappresentare il bacino più numeroso di maturandi, ma gli istituti tecnici e professionali mantengono un ruolo fondamentale nella formazione delle competenze richieste dal mercato del lavoro.
Un nuovo esame che guarda alla persona
La vera novità dell’edizione 2026 non riguarda soltanto le modalità delle prove, ma la filosofia che ispira il nuovo Esame di Stato.
L’obiettivo non è più soltanto verificare le conoscenze acquisite negli anni di studio. Il nuovo modello punta a valutare il livello di maturazione personale dello studente, la sua autonomia, la capacità di assumersi responsabilità e di collegare le competenze scolastiche alle esperienze vissute.
Si tratta di una visione più moderna dell’istruzione, che considera la formazione come un percorso complessivo di crescita umana e culturale.
Il peso delle competenze trasversali
Nel giudizio finale assumono maggiore rilevanza:
- le attività di formazione scuola-lavoro;
- le competenze digitali;
- l’educazione civica;
- la partecipazione attiva alla vita scolastica;
- il curriculum personale dello studente.
L’idea di fondo è che la scuola non debba limitarsi a trasmettere nozioni, ma preparare cittadini consapevoli e professionisti capaci di affrontare le sfide della società contemporanea.
La prima prova: il tema di italiano
Come da tradizione, il debutto sarà affidato alla prima prova scritta di italiano.
Sette tracce tra cui scegliere
Gli studenti avranno a disposizione sette tracce differenti, tra le quali sceglierne una.
Le tipologie previste consentono di affrontare:
- analisi e interpretazione del testo;
- testo argomentativo;
- tema di attualità.
Il tempo disponibile sarà di sei ore e nessun candidato potrà lasciare l’edificio scolastico prima che siano trascorse almeno tre ore dall’inizio della prova.
Una formula ormai consolidata che permette agli studenti di valorizzare le proprie capacità di scrittura, analisi critica e riflessione personale.
Seconda prova: ogni indirizzo segue la propria strada
Il 19 giugno sarà la volta della seconda prova scritta.
Una verifica legata all’indirizzo di studio
A differenza dell’italiano, la seconda prova varia in base al percorso scolastico frequentato.
Per i licei potrà riguardare discipline caratterizzanti come matematica, latino o lingue straniere; per gli istituti tecnici e professionali saranno invece centrali le materie di indirizzo che definiscono il percorso formativo dello studente.
L’obiettivo è verificare in modo concreto le competenze specifiche maturate nel corso degli anni.
La rivoluzione dell’orale
È però il colloquio finale a rappresentare la novità più significativa della Maturità 2026.
Negli ultimi anni l’esame orale era stato spesso oggetto di discussioni e modifiche. Quest’anno il Ministero ha introdotto un approccio profondamente diverso.
Addio allo “spunto” a sorpresa
Scompare definitivamente il materiale scelto all’ultimo momento dalla commissione per avviare il colloquio.
Al suo posto, il candidato inizierà con una riflessione personale sul proprio percorso di studi.
Un cambiamento che punta a valorizzare la capacità di raccontarsi, di riflettere sul proprio cammino formativo e di collegare le esperienze vissute alle competenze acquisite.
In questa fase assume un ruolo centrale il Curriculum dello Studente, che diventa uno strumento fondamentale per evidenziare attività, progetti, certificazioni ed esperienze extrascolastiche.
Le quattro materie fisse del colloquio
Dopo l’introduzione personale, l’esame entrerà nel vivo.
Un’interrogazione più strutturata
Le domande riguarderanno esclusivamente quattro discipline individuate dal Ministero dell’Istruzione per ciascun indirizzo di studio.
La scelta mira a rendere il colloquio più chiaro, coerente e focalizzato sugli aspetti realmente caratterizzanti del percorso scolastico.
Una soluzione che dovrebbe ridurre l’imprevedibilità delle prove e consentire agli studenti di prepararsi in modo più mirato.
Scuola-lavoro protagonista
Tra gli argomenti centrali del colloquio ci saranno anche le esperienze svolte nei percorsi di formazione scuola-lavoro.
Un ponte tra scuola e professione
Negli ultimi anni queste attività hanno assunto un’importanza crescente all’interno del sistema educativo italiano.
Lo studente dovrà raccontare:
- le attività svolte;
- le competenze sviluppate;
- le difficoltà affrontate;
- le conoscenze acquisite sul campo.
Non si tratterà di una semplice relazione, ma di una riflessione sul valore formativo dell’esperienza.
Educazione civica e sostenibilità al centro
Un’altra grande protagonista dell’esame sarà l’Educazione Civica.
Costituzione, cittadinanza e ambiente
Durante il colloquio verranno affrontati temi legati a:
- principi costituzionali;
- diritti e doveri dei cittadini;
- sostenibilità ambientale;
- partecipazione democratica;
- sviluppo responsabile.
Un segnale chiaro della volontà di formare giovani sempre più consapevoli del proprio ruolo nella società.
La novità che fa discutere: l’orale diventa obbligatorio
Tra le modifiche più rilevanti c’è anche l’eliminazione della possibilità, di fatto esistente in passato, di affrontare il colloquio con un atteggiamento passivo.
Niente più “esame minimo”
Da quest’anno la mancata partecipazione attiva al colloquio può comportare la non promozione.
La norma nasce con l’obiettivo di restituire centralità all’esame orale e valorizzare il dialogo tra commissione e candidato.
L’esame non sarà più soltanto una somma di punteggi, ma una verifica reale delle capacità espressive, argomentative e critiche dello studente.
La storia della Maturità italiana
L’Esame di Stato accompagna la scuola italiana da oltre un secolo.
Nato nel 1923 con la riforma voluta da Giovanni Gentile, è stato modificato numerose volte per adattarsi ai cambiamenti della società.
Nel corso dei decenni è diventato un vero rito di passaggio generazionale. Ogni epoca ha avuto le sue paure, i suoi temi d’esame e i suoi aneddoti, ma il significato simbolico è rimasto immutato: rappresentare il momento in cui un giovane lascia definitivamente il mondo della scuola per costruire il proprio futuro.
Un passaggio che segna una generazione
Dietro i numeri, le statistiche e le riforme, la Maturità resta soprattutto una storia di emozioni.
C’è chi trascorrerà l’ultima notte sui libri, chi ripeterà formule e date storiche fino all’alba, chi entrerà in aula con la sicurezza di essere preparato e chi dovrà fare i conti con l’ansia.
Ogni anno, però, milioni di italiani ricordano quel momento come una delle esperienze più intense della propria giovinezza.
La Maturità 2026 segna l’inizio di una nuova fase per l’Esame di Stato italiano. Le novità introdotte puntano a valorizzare non solo le conoscenze disciplinari, ma anche la crescita personale, le competenze trasversali, l’educazione civica e l’esperienza maturata fuori dall’aula.
Per i 527mila studenti che il 18 giugno si siederanno davanti al foglio della prima prova, non sarà soltanto un esame. Sarà il primo grande confronto con il proprio futuro, un momento destinato a rimanere nella memoria per tutta la vita.
