Colombia, terremoto devastante: centinaia di vittime e migliaia di dispersi

La Colombia continua a fare i conti con le conseguenze del violentissimo terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la parte occidentale del Paese lunedì 10 agosto. Le squadre di soccorso lavorano senza sosta tra edifici crollati, strade interrotte e infrastrutture danneggiate, mentre il bilancio delle vittime continua ad aggiornarsi.

Secondo Associated Press, nelle prime ore di oggi il bilancio ufficiale indicava almeno 181 morti, 2.595 feriti e fino a 4.000 persone segnalate come disperse. Le aree maggiormente colpite comprendono Cali, Pereira, Manizales e Quibdó, dove vigili del fuoco, militari e volontari stanno scavando tra le macerie alla ricerca di eventuali sopravvissuti.

I soccorritori stanno operando in condizioni particolarmente difficili. Molti edifici risultano instabili e diverse zone sono ancora difficilmente raggiungibili a causa dei danni alla rete stradale e alle infrastrutture. In alcune località sono stati danneggiati anche ospedali, scuole e abitazioni, rendendo ancora più complessa la gestione dell’emergenza.

Un bilancio ancora in evoluzione

Le cifre cambiano rapidamente con il procedere delle operazioni. Reuters ha successivamente riportato un bilancio salito ad almeno 254 vittime, con 101 morti nella zona di Pereira e 95 a Cali. Per questo motivo il numero definitivo potrebbe essere sensibilmente superiore rispetto alle prime comunicazioni diffuse dalle autorità.

Sono state registrate inoltre oltre cento scosse di assestamento, mentre migliaia di persone hanno trascorso le ultime notti fuori dalle proprie abitazioni per paura di nuovi crolli.

Il terremoto viene indicato come uno dei più forti registrati in Colombia nel corso di questo secolo. La scossa principale è stata avvertita anche in alcune zone dei vicini Ecuador e Panama.

La corsa contro il tempo

In queste ore la priorità resta individuare le persone rimaste intrappolate. Le prime 72 ore dopo un terremoto sono considerate particolarmente importanti per le possibilità di ritrovare sopravvissuti, e le squadre stanno utilizzando mezzi pesanti, unità cinofile e, in alcuni punti, vere e proprie catene umane per rimuovere i detriti.

Nonostante il drammatico scenario, dalle macerie sono arrivate anche alcune storie di speranza: i soccorritori sono riusciti a estrarre vive diverse persone, tra cui un bambino.

Particolarmente difficile è la situazione nelle comunità indigene del Chocó, vicino all’epicentro, dove problemi alle comunicazioni e alle vie di accesso stanno rallentando l’arrivo degli aiuti.

Scatta la solidarietà internazionale

La comunità internazionale si sta mobilitando. L’Unione Europea ha annunciato uno stanziamento di 2 milioni di euro per sostenere le popolazioni colpite e contribuire alle prime necessità dell’emergenza.

Anche gli Stati Uniti hanno promesso aiuti per oltre 15 milioni di dollari, mentre Messico ed El Salvador hanno annunciato l’invio di personale specializzato, materiali e forniture umanitarie.

Per la Colombia comincia ora una doppia sfida: salvare il maggior numero possibile di persone nelle prossime ore e, successivamente, affrontare una ricostruzione che si preannuncia lunga e complessa.

Il bilancio resta provvisorio e potrebbe continuare a cambiare con l’avanzare delle ricerche.