Intervista esclusiva a Sylvie Lubamba: a JTV Magazine racconta il suo impegno in Futuro Nazionale al Direttore Editoriale Francesco Garofalo

In questa intervista esclusiva rilasciata al Direttore Editoriale di JTV Magazine, Francesco Garofalo, Sylvie Lubamba ripercorre il suo incontro con Roberto Vannacci, spiega le ragioni dell’adesione a Futuro Nazionale, analizza le criticità di Milano e indica le priorità che, a suo giudizio, il Governo dovrebbe affrontare per il futuro dell’Italia.

Francesco Garofalo e Sylvie Lubamba

Nel panorama politico italiano emergono nuove realtà che intendono interpretare il crescente desiderio di cambiamento espresso da una parte dell’elettorato. Tra queste vi è Futuro Nazionale, movimento che sta consolidando la propria presenza sul territorio attraverso figure provenienti da esperienze personali e professionali molto diverse tra loro.

Tra i volti più rappresentativi spicca Sylvie Lubamba, referente del movimento per la città di Milano, una donna dalla storia intensa e spesso al centro dell’attenzione pubblica, che oggi sceglie di raccontarsi senza filtri, affrontando temi di stretta attualità: sicurezza, immigrazione, identità nazionale, politiche sociali e futuro del Centrodestra.

In questa intervista esclusiva rilasciata a JTV Magazine, Sylvie Lubamba ripercorre le ragioni che l’hanno portata ad aderire al progetto politico guidato dal Generale Roberto Vannacci, analizza le criticità e le potenzialità di Milano, indica le priorità che, a suo giudizio, il Governo dovrebbe affrontare con maggiore determinazione e riflette sul ruolo che Futuro Nazionale potrebbe assumere nello scenario politico italiano in vista delle prossime elezioni.

Un confronto diretto, articolato e ricco di spunti, che offre ai lettori l’opportunità di conoscere il pensiero di una protagonista della politica emergente, lasciando spazio alle sue riflessioni e alle sue proposte, nel pieno rispetto del pluralismo e del diritto all’informazione che da sempre contraddistinguono la linea editoriale di JTV Magazine.

La mia scelta nasce innanzitutto dall’incontro umano e dal confronto diretto avvenuto il 1° marzo 2024, a Milano, giorno del mio 52° compleanno, durante la presentazione del primo libro di Roberto Vannacci, Il mondo al contrario, nel periodo in cui era stato sospeso dal suo incarico di Generale per volontà del Ministro della Difesa Guido Crosetto.

Mi considero una “vannacciana della prima ora”. Già condividevo la sua considerazione su Paola Egonu, ossia che, pur essendo italianissima, come la sottoscritta, non presenta palesemente tratti somatici europoidi, bensì negrodi. Dov’è l’offesa?

Prima di esprimere un giudizio, ho voluto ascoltarlo personalmente, senza fermarmi alle etichette, alle polemiche o alle interpretazioni spesso costruite intorno alla sua figura.

Ho trovato un uomo determinato, preparato e capace di esprimere con chiarezza concetti che molti italiani condividono, ma che troppo spesso la politica non ha il coraggio di affrontare.

Mi sono riconosciuta nella difesa dell’identità italiana, della sicurezza, del merito, della libertà di espressione e del rispetto delle regole.

La mia storia personale dimostra che sostenere questi principi non significa essere contro gli stranieri. Sono una donna di origine congolese che ama profondamente l’Italia e che crede nell’integrazione autentica: quella di chi arriva regolarmente, rispetta le leggi, lavora e contribuisce alla crescita della comunità.

Aderire prima al Movimento Il Mondo al Contrario e successivamente a Futuro Nazionale significa, per me, partecipare alla costruzione di una forza politica nuova, concreta, vicina alle persone, senza complessi d’inferiorità e senza timore di affrontare i problemi reali del Paese.

Sylvie Lubamba e Roberto Vannacci

Milano è una città straordinaria. È il motore economico dell’Italia, una capitale europea del lavoro, della moda, dell’impresa, della cultura e dell’innovazione.

È una città capace di accogliere persone provenienti da tutto il mondo e di offrire opportunità a chi possiede talento, volontà e spirito di sacrificio.

Il suo principale punto di forza è proprio questa energia: Milano non aspetta, produce, inventa e costruisce.

Qui convivono culture diverse e, quando esistono rispetto reciproco e regole condivise, questa pluralità rappresenta una ricchezza.

Allo stesso tempo, però, Milano manifesta debolezze sempre più evidenti. Penso alla sicurezza, alla diffusione dello spaccio, alle aggressioni, al degrado di alcune periferie e alla percezione di abbandono vissuta da molti cittadini.

Non possiamo accettare che anziani, donne, commercianti e lavoratori abbiano paura di utilizzare i mezzi pubblici o di rientrare a casa nelle ore serali.

Esistono poi il problema del costo della vita, degli affitti ormai proibitivi, delle difficoltà delle famiglie e della distanza crescente tra il centro più ricco e alcune periferie dimenticate.

Milano deve tornare a essere una città delle opportunità, non una metropoli accessibile soltanto a chi dispone già di grandi risorse economiche.

Serve un’amministrazione che ascolti meno le ideologie e maggiormente i residenti, che valorizzi le Forze dell’Ordine, sostenga il commercio di prossimità e riporti decoro, servizi e presenza istituzionale in ogni quartiere.

Sylvie Lubamba

Al Governo chiedo innanzitutto maggiore sicurezza e certezza della pena.

Le Forze dell’Ordine devono essere messe nelle condizioni di operare con mezzi adeguati, organici sufficienti e una tutela normativa concreta.

Chi commette un reato deve sapere che ne subirà realmente le conseguenze.

In materia di immigrazione occorre distinguere con chiarezza chi entra legalmente, lavora, rispetta l’Italia e contribuisce alla società da chi arriva clandestinamente o utilizza l’accoglienza senza alcuna volontà d’integrarsi.

L’immigrazione deve essere controllata, regolata e collegata alle effettive esigenze del Paese.

Chi vive in Italia deve rispettarne le leggi, la cultura e i valori fondamentali.

Chiedo inoltre politiche più coraggiose a favore del lavoro, delle imprese e delle famiglie: meno burocrazia, una pressione fiscale più sostenibile, incentivi alle assunzioni, tutela del potere d’acquisto e misure concrete per favorire la natalità e l’accesso alla casa.

È necessario investire nelle periferie, nella scuola, nella formazione professionale e nel recupero dei giovani che rischiano di essere attratti dalla criminalità.

La sicurezza non si costruisce soltanto attraverso la repressione, ma anche offrendo prospettive, responsabilità e reali opportunità di crescita.

Infine, chiedo un’Italia più autorevole in Europa e nel mondo, capace di difendere i propri interessi nazionali senza accettare automaticamente decisioni assunte altrove.

Futuro Nazionale appartiene naturalmente all’area della Destra, ma non deve rinunciare alla propria autonomia e alla propria capacità di proporre una linea politica chiara.

Una coalizione può essere utile quando nasce da un accordo serio sui contenuti e non esclusivamente dall’esigenza di sommare voti.

Occorre comprendere quali impegni il Centrodestra sia realmente disposto ad assumere sui temi della sicurezza, dell’immigrazione regolare e controllata, della sovranità nazionale, della tutela delle famiglie, del lavoro e delle imprese.

Non avrebbe senso entrare in una coalizione per poi essere costretti a rinunciare alle ragioni per cui Futuro Nazionale è nato.

Il nostro obiettivo non deve essere ottenere qualche incarico, ma incidere concretamente sulle scelte del prossimo Governo.

Personalmente ritengo che il dialogo con il Centrodestra debba rimanere aperto.

Tuttavia, Futuro Nazionale dovrà presentarsi al confronto con dignità, forza e autonomia, facendo valere il consenso raccolto sul territorio.

Le alleanze devono essere costruite sulla coerenza e sui programmi: prima vengono gli italiani e gli impegni assunti con gli elettori, poi gli equilibri tra i partiti.

Giunti al termine di questa conversazione, desidero rivolgere un sincero ringraziamento a Sylvie Lubamba per la disponibilità, la cortesia e la trasparenza con cui ha scelto di condividere il proprio percorso personale e politico con i lettori di JTV Magazine.

Al di là delle appartenenze ideologiche e delle diverse sensibilità politiche, il confronto rappresenta uno degli strumenti più preziosi per una democrazia matura. Dare voce ai protagonisti della vita pubblica significa offrire ai cittadini l’opportunità di conoscere direttamente idee, progetti e visioni, favorendo un’informazione completa, libera e consapevole.

L’intervista che avete appena letto non intende suggerire giudizi, ma mettere il lettore nelle condizioni di ascoltare, comprendere e formarsi una propria opinione attraverso le parole della protagonista, nel pieno rispetto del pluralismo e del diritto a un’informazione corretta ed equilibrata.

A nome della redazione di JTV Magazine, rinnovo il mio ringraziamento a Sylvie Lubamba per aver concesso questa intervista esclusiva e ringrazio voi, cari lettori, per l’attenzione e la fiducia che quotidianamente continuate ad accordarci.

Il nostro impegno resta quello di raccontare l’attualità attraverso il dialogo, l’approfondimento e il confronto con i protagonisti della società, della cultura, delle istituzioni e della politica, affinché ogni intervista possa trasformarsi in un’occasione di riflessione e di crescita per tutti.