Il professore analizza la crisi dell’egemonia occidentale, l’ascesa delle nuove potenze e propone una “terza via” per superare lo scontro tra blocchi. La presentazione è attesa a ottobre, mentre la distribuzione libraria è indicata da novembre 2026

Un nuovo e ambizioso contributo al dibattito sul futuro dell’Italia e degli equilibri internazionali. Il professor Giuliano Di Bernardo torna in libreria con “Il nuovo ordine mondiale”, un saggio che intreccia filosofia, geopolitica, diritto internazionale e antropologia per interpretare la profonda trasformazione attraversata dalla società contemporanea.
Il volume sarà presentato in anteprima nel mese di ottobre 2026. Le principali librerie online indicano attualmente la disponibilità commerciale dal 27 novembre 2026: il calendario definitivo tra presentazioni, anteprime e distribuzione appare dunque ancora in fase di definizione.
L’opera sarà pubblicata da Editoriale Jouvence, all’interno della collana “Sophia”. Il volume risulta composto da 300 pagine, in formato brossura, con un prezzo di copertina di 18 euro e codice EAN 9791256221738. La scheda editoriale disponibile su Feltrinelli.
Oltre gli slogan sul “nuovo ordine mondiale”
Il titolo richiama un’espressione spesso utilizzata nel dibattito politico e mediatico, ma l’impostazione scelta da Di Bernardo è dichiaratamente filosofica e geopolitica. Il libro non si limita a descrivere il conflitto tra Stati Uniti, Cina, Russia ed Europa: cerca di individuare le radici culturali e antropologiche che orientano le grandi potenze.
Dopo la conclusione della Guerra fredda, il sistema internazionale sembrava destinato a svilupparsi intorno alla supremazia politica, militare ed economica degli Stati Uniti. Quella fase, secondo la prospettiva proposta dal volume, sta progressivamente lasciando spazio a uno scenario multipolare.

La crescita della Cina, il ritorno della Russia come protagonista strategico, la ricerca di maggiore autonomia da parte dell’India e l’incertezza politica dell’Europa stanno modificando rapporti di forza che per decenni erano sembrati consolidati.
Il nuovo ordine mondiale descritto da Di Bernardo non sarebbe pertanto un progetto già compiuto, ma un processo ancora aperto, segnato da conflitti economici, tecnologici, militari e culturali.
Dalla Pace di Westfalia alle Nazioni Unite
Il percorso sviluppato dall’autore parte dalla Pace di Westfalia del 1648, tradizionalmente considerata uno dei passaggi fondamentali nella nascita del moderno sistema degli Stati sovrani.
Da quel momento la riflessione si estende al pensiero di Immanuel Kant, ai progetti di pace universale, alla Società delle Nazioni e infine all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Istituzioni nate con l’obiettivo di regolare i rapporti internazionali, limitare il ricorso alla forza e costruire forme di convivenza tra popoli differenti.
La crisi contemporanea mette però in discussione l’efficacia di questo modello. Il ritorno della guerra come strumento politico, l’indebolimento del multilateralismo e la competizione tra potenze sembrano riportare il mondo verso un sistema nel quale prevalgono forza militare, controllo delle risorse, tecnologia e capacità economica.
Di fronte a questo scenario, Di Bernardo propone una riflessione che non si ferma alla denuncia, ma cerca una possibile alternativa. La presentazione del volume pubblicata da Libreria Universitaria.
La ricerca di una “terza via”
Il punto centrale del libro è rappresentato dalla proposta di una “terza via”, capace di superare la rigida contrapposizione tra Occidente e Oriente.
Per Di Bernardo, un ordine internazionale stabile non può essere costruito soltanto attraverso accordi economici o militari. È necessario comprendere le differenti concezioni dell’uomo, della libertà, dell’autorità, della comunità e del potere che caratterizzano le principali civiltà.
Il sottotitolo riportato nei cataloghi librari, “Un’armonia di antropologie filosofiche”, sintetizza questa impostazione: non eliminare le differenze, ma cercare un sistema capace di armonizzarle.
Nella copertina anticipata compare invece la formula “Idea per un Secondo Rinascimento Italiano”. Un’espressione che attribuisce all’Italia una possibile funzione culturale e politica nella costruzione del futuro. Il nostro Paese, forte della propria tradizione umanistica, filosofica e giuridica, potrebbe diventare uno spazio di dialogo tra civiltà anziché limitarsi a seguire passivamente gli equilibri stabiliti dalle grandi potenze.
L’Italia come laboratorio di una nuova rinascita
Il riferimento al “Secondo Rinascimento” richiama la capacità storica dell’Italia di produrre pensiero, arte, innovazione e nuove concezioni dell’essere umano.
Nella prospettiva suggerita dalla copertina, il Rinascimento non deve essere considerato soltanto come un periodo del passato, ma come un metodo: rimettere l’uomo, la conoscenza e la dignità personale al centro della trasformazione sociale.
L’Italia potrebbe quindi contribuire alla formazione di un nuovo ordine internazionale non attraverso la forza militare, ma mediante la propria cultura, la diplomazia, la ricerca scientifica e la capacità di collegare tradizioni differenti.
Si tratta di una proposta destinata ad alimentare il dibattito. In un mondo dominato dalla competizione tra grandi potenze, Di Bernardo sembra chiedere se possa ancora esistere uno spazio per una politica fondata sulla conoscenza, sull’equilibrio e sulla costruzione di valori condivisi.

La copertina: un mondo diviso che cerca un nuovo equilibrio
L’immagine di copertina traduce graficamente i temi centrali del volume. Da una parte compaiono gli Stati Uniti, rappresentati dalla Statua della Libertà e da un arco monumentale in frantumi; dall’altra la Cina, raffigurata attraverso la pagoda, il drago e la bandiera nazionale.
Al centro, una rete di ingranaggi collega i due mondi, suggerendo l’interdipendenza economica, tecnologica e politica tra Oriente e Occidente. Nella parte inferiore emergono il Colosseo e la bandiera italiana, simboli del ruolo che l’Italia potrebbe assumere nella ricerca di un nuovo equilibrio.
Non una semplice contrapposizione tra potenze, dunque, ma la rappresentazione di un sistema mondiale che deve trovare un diverso meccanismo di funzionamento.
Giuliano Di Bernardo, una vita tra filosofia e analisi della società
Giuliano Di Bernardo è stato professore ordinario di Filosofia della scienza presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Trento. Le sue ricerche si sono concentrate soprattutto sulla fondazione epistemologica delle scienze sociali, sulla natura umana e sui rapporti tra filosofia, religione e organizzazione della società. Profilo dell’autore pubblicato da Marsilio.
È stato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1990 al 1993 e successivamente fondatore della Gran Loggia Regolare d’Italia. Nel 2002 ha dato vita all’Ordine degli Illuminati.
La sua produzione comprende numerosi saggi, tra i quali La conoscenza umana, Filosofia della Massoneria e della tradizione iniziatica, Il futuro di Homo sapiens, Russia-Ucraina: verso la Terza guerra mondiale, Liberalismo contro totalitarismo, Lezioni di Massoneria, La ricostruzione del Tempio, Il Grande Oriente d’Italia e Le sorgenti esoteriche della filosofia.
Nel precedente volume La ricerca della natura umana, Di Bernardo aveva già sviluppato un percorso interdisciplinare tra filosofia, neuroscienze, antropologia, storia delle religioni e geopolitica. Il nuovo saggio sembra proseguire quella ricerca, trasferendola sul terreno dell’organizzazione mondiale e dei rapporti tra civiltà. Scheda ufficiale di Editoriale Jouvence.
Un libro destinato ad aprire il confronto
“Il nuovo ordine mondiale” si presenta come un’opera di forte attualità. Guerre, crisi delle istituzioni internazionali, trasformazioni tecnologiche e competizione tra potenze rendono sempre più urgente una riflessione sul modello di convivenza che potrà guidare il futuro.
La proposta di Giuliano Di Bernardo è netta: il nuovo ordine non può nascere soltanto dalla vittoria di un blocco sull’altro. Deve derivare da una sintesi più alta, capace di mettere in comunicazione differenti visioni dell’uomo e della società.
Il libro si annuncia quindi come un saggio provocatorio e controcorrente, destinato a interessare studiosi, osservatori politici e lettori che vogliono comprendere ciò che sta accadendo oltre la cronaca quotidiana.
