“Canzoni a sdraio (Live in studio)” raccoglie brani meno conosciuti del repertorio del cantautore romano, riletti in una dimensione essenziale e intima. Nel disco anche l’inedito “Sana e Robusta Costituzione”. Il tour partirà il 26 giugno da Porto Torres.
Non una raccolta di successi e nemmeno un’operazione nostalgica. Con Canzoni a sdraio (Live in studio) Daniele Silvestri sceglie di tornare su alcuni brani rimasti ai margini della sua discografia, affidandoli a nuovi arrangiamenti e a una formazione ridotta all’essenziale.

Accanto al cantautore romano, impegnato al pianoforte e alle chitarre, ci sono Davide Savarese alla batteria e alle percussioni e Marco Santoro al fagotto e alla tromba. Una combinazione insolita, nata senza una strategia prestabilita e diventata progressivamente il cuore del progetto.
Un disco lontano dalla fretta del mercato
L’album prende forma in controtendenza rispetto ai ritmi sempre più rapidi dell’industria musicale. Le canzoni vengono registrate dal vivo in studio e conservano l’immediatezza delle esecuzioni, comprese alcune imperfezioni capaci di rendere ogni brano più autentico.
Silvestri recupera composizioni appartenenti a momenti diversi del proprio percorso artistico, riportandole alla loro struttura più profonda. La scelta di lavorare con pochi strumenti limita gli effetti spettacolari, ma restituisce spazio alle parole, alla melodia e all’intesa tra i musicisti.
La sedia a sdraio evocata dal titolo diventa così una metafora del progetto: un luogo simbolico nel quale fermarsi, osservare le canzoni da una prospettiva diversa e sottrarsi all’obbligo di rincorrere continuamente numeri, tendenze e classifiche.
L’inedito dedicato alla Costituzione
Tra i brani del disco trova spazio anche Sana e Robusta Costituzione, un inedito nato durante le sessioni di registrazione. Il clima politico e il dibattito pubblico legato al referendum entrano nello studio e spingono Silvestri a riflettere sulla storia della Carta costituzionale italiana.

Il cantautore non propone indicazioni di voto, ma richiama il valore collettivo della Costituzione e il contesto storico nel quale è stata scritta. La canzone nasce quasi come una deviazione inattesa rispetto al programma iniziale delle registrazioni, assecondata dai musicisti nel momento stesso in cui prende forma.
Da una canzone scritta a 17 anni al brano pensato per Mina
Il viaggio attraversa anche pagine lontane nel tempo. Tra queste c’è Illuso, composta da Silvestri quando aveva soltanto 17 anni: una canzone segnata dalle prime riflessioni sulla fiducia, sull’amore e sulla disillusione.
Un’altra storia particolare riguarda Il secondo da sinistra, brano scritto originariamente per Mina. La versione inserita nel disco nasce da un’esecuzione quasi casuale: Silvestri comincia a suonare senza avere previsto di registrare la canzone, il fonico avvia la registrazione e gli altri musicisti lo seguono. Persino un errore viene conservato e trasformato in un elemento caratteristico dell’arrangiamento.
La musica e il bisogno di prendere posizione
Nel corso dell’intervista, Silvestri torna anche sul rapporto tra musica e politica. Per il cantautore raccontare ciò che accade nel mondo significa inevitabilmente esprimere una prospettiva personale. L’artista rivendica quindi il diritto di affrontare temi sociali e collettivi anche dal palco, senza separare rigidamente la scrittura musicale dalla realtà circostante.
È una posizione coerente con un percorso artistico che ha spesso intrecciato ironia, impegno civile e attenzione alle trasformazioni della società.
Il tour in trio dal 26 giugno
Il nuovo album avrà anche una dimensione dal vivo. Canzoni a sdraio Tour 2026 partirà il 26 giugno da Porto Torres e porterà il trio sui palchi italiani.
I concerti saranno pensati come spazi di racconto e sperimentazione, con una struttura più definita rispetto alle precedenti esibizioni nate dall’adattamento ai singoli luoghi. Al centro resteranno comunque la vicinanza con il pubblico, l’essenzialità degli arrangiamenti e il piacere di condividere la musica senza artifici.
Con Canzoni a sdraio (Live in studio) Daniele Silvestri sceglie dunque di rallentare. Non per guardare indietro, ma per restituire nuova vita a canzoni che avevano ancora qualcosa da dire.
