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24 Ott 2026, Sab

Farmaci più efficaci e cure su misura: da Siena nasce DETHENCO, il progetto italiano che punta a rivoluzionare la ricerca medica

Terzo posto alla Start Cup Toscana 2026 per l’innovativa proposta dell’Università di Siena. Al centro dello studio, l’analisi degli RNA circolanti per migliorare la selezione dei pazienti e ridurre il rischio di insuccesso nello sviluppo di nuovi farmaci.

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SIENA, 21 ottobre 2026 – La medicina del futuro potrebbe essere sempre meno costruita intorno a terapie uguali per tutti e sempre più orientata alle caratteristiche biologiche di ciascun paziente. È in questa direzione che si muove DETHENCO, un progetto nato nell’ambito dell’Università di Siena e recentemente premiato per il suo potenziale innovativo.

L’iniziativa ha conquistato il terzo posto alla Start Cup Toscana 2026, la competizione dedicata alle migliori idee imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico sviluppate nel mondo universitario e della ricerca.

La finale si è svolta il 19 ottobre presso la Scuola IMT Alti Studi Lucca, mentre il risultato è stato comunicato dall’Università di Siena nella giornata del 21 ottobre.

Il riconoscimento rappresenta un risultato importante, ma soprattutto porta l’attenzione su una delle grandi questioni della medicina contemporanea: come individuare più efficacemente i pazienti che potrebbero beneficiare di una determinata terapia.

Il problema dei farmaci che non arrivano ai pazienti

Lo sviluppo di un nuovo farmaco è un processo lungo, complesso e caratterizzato da numerose incognite.

Una sostanza che mostra risultati promettenti nelle prime fasi della ricerca potrebbe non confermare le proprie potenzialità durante gli studi clinici successivi.

Le ragioni possono essere diverse: problemi di sicurezza, efficacia insufficiente, difficoltà metodologiche o caratteristiche biologiche dei pazienti che influenzano la risposta al trattamento.

Non tutte le persone reagiscono infatti nello stesso modo a una terapia.

Differenze genetiche, molecolari e fisiologiche possono modificare sensibilmente la risposta dell’organismo, rendendo particolarmente importante la capacità di distinguere i diversi profili biologici.

È proprio su questa esigenza che si concentra il progetto senese.

DETHENCO: trasformare i dati biologici in informazioni utili

L’iniziativa è sviluppata dal gruppo di ricerca guidato dai professori Guido Sebastiani e Francesco Dotta, del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze dell’Università di Siena.

Il principio alla base del progetto riguarda l’analisi degli RNA circolanti, molecole presenti nei fluidi biologici che possono fornire indicazioni sulle condizioni e sui processi dell’organismo.

Attraverso l’elaborazione di questi dati, DETHENCO punta a realizzare servizi innovativi di stratificazione dei pazienti.

In termini più semplici, l’obiettivo è contribuire a distinguere gruppi di persone che presentano caratteristiche biologiche differenti e che potrebbero quindi rispondere in modo diverso a una determinata terapia.

Una maggiore precisione nella selezione dei partecipanti agli studi clinici potrebbe aiutare a progettare sperimentazioni più mirate e a interpretarne meglio i risultati.

È un campo nel quale l’integrazione tra biologia molecolare, analisi dei dati e ricerca clinica sta aprendo prospettive di grande interesse.

Novel genomic technology provides ultra-sensitive detection of gene fusions from RNA

Un successo che porta la ricerca italiana alla ribalta nazionale

A rappresentare il progetto DETHENCO sono Giuseppina Emanuela Grieco, Daniela Fignani, Guido Sebastiani e Francesco Dotta.

Il terzo posto ottenuto alla competizione toscana è stato accompagnato da un premio di 2.000 euro, da una menzione speciale per l’imprenditoria femminile e da un riconoscimento dello sponsor Società Addì.

Il gruppo ha inoltre conquistato l’accesso alla finale del Premio Nazionale per l’Innovazione, in programma a Bari il 3 e 4 dicembre.

La partecipazione alla competizione nazionale offrirà una nuova opportunità di confronto con altri progetti nati nelle università italiane.

Il valore di iniziative come questa non risiede esclusivamente nei premi assegnati, ma anche nella possibilità di avvicinare ricerca accademica, mondo imprenditoriale e potenziali partner interessati allo sviluppo di nuove tecnologie.

Trasformare una scoperta scientifica in un servizio realmente utilizzabile richiede infatti competenze ulteriori rispetto a quelle di laboratorio: capacità imprenditoriali, validazione, sostenibilità economica e rispetto dei requisiti normativi.

Medicina personalizzata: una delle grandi sfide del futuro

La medicina di precisione parte da una constatazione apparentemente semplice: pazienti che ricevono la stessa diagnosi possono presentare caratteristiche biologiche differenti.

Identificare queste differenze potrebbe consentire di orientare meglio le decisioni cliniche e di sviluppare percorsi terapeutici più appropriati.

Le tecnologie di analisi molecolare, insieme alla crescente disponibilità di dati biologici, stanno rendendo possibili approcci che soltanto pochi anni fa sarebbero apparsi estremamente complessi.

Questo non significa che la medicina personalizzata possa garantire cure infallibili.

Significa, piuttosto, che la ricerca sta cercando strumenti più precisi per affrontare l’incertezza che accompagna molti trattamenti.

Progetti come DETHENCO si inseriscono in questa trasformazione, con l’obiettivo di contribuire alla qualità dello sviluppo farmaceutico.

Dalla ricerca al beneficio concreto per i cittadini

Il riconoscimento ottenuto a Lucca costituisce un risultato imprenditoriale e scientifico incoraggiante, ma non rappresenta ancora una validazione clinica definitiva della tecnologia.

Saranno le successive attività di sviluppo e verifica a stabilire quali applicazioni potranno essere concretamente realizzate e con quale efficacia.

Proprio questa distinzione è fondamentale quando si racconta l’innovazione medica: il valore di un progetto risiede tanto nella sua ambizione quanto nella capacità di dimostrare, attraverso risultati verificabili, le proprie potenzialità.

L’Università di Siena porta così all’attenzione nazionale una proposta che affronta una delle questioni decisive per il futuro della sanità.

Perché il progresso della medicina non consiste soltanto nel cercare nuovi farmaci, ma anche nel comprendere meglio a chi, quando e perché una determinata terapia potrebbe essere utile.

Ed è da questa conoscenza che può nascere una medicina sempre più precisa, consapevole e vicina alle esigenze delle persone.