Dalle battaglie radicali alla Farnesina, dall’Europa ai diritti civili: oltre mezzo secolo di vita pubblica
ROMA – Emma Bonino è morta oggi, 11 settembre 2026, all’età di 78 anni. La notizia della scomparsa è stata comunicata da +Europa, il movimento di cui era stata tra le fondatrici. Nei giorni scorsi Bonino era stata ricoverata a Roma a seguito di una grave crisi respiratoria; ieri aveva lasciato la terapia intensiva del Santo Spirito per essere trasferita in una struttura privata, mentre il quadro clinico continuava a essere definito delicato.
Nata a Bra il 9 marzo 1948, Emma Bonino ha attraversato oltre cinquant’anni di storia politica italiana mantenendo un’identità difficilmente sovrapponibile a quella dei tradizionali apparati di partito. La sua vicenda pubblica è stata legata fin dagli anni Settanta al movimento radicale e alle grandi battaglie sui diritti individuali e civili.

Il suo percorso politico ha avuto anche una fortissima dimensione europea e internazionale. È stata parlamentare italiana ed europea, commissaria europea dal 1995 al 1999 e, tra il 2013 e il 2014, ministra degli Affari Esteri nel governo Letta. Ha legato il proprio nome anche alle campagne contro la pena di morte, ai diritti delle donne e all’intervento umanitario nelle grandi crisi internazionali.
Bonino è stata inoltre una convinta sostenitrice dell’integrazione europea. Proprio questa dimensione rappresenta probabilmente uno dei fili più continui della sua carriera: l’idea che una parte crescente delle grandi questioni politiche, economiche e sociali non potesse più essere affrontata esclusivamente dentro i confini nazionali.

La sua figura ha spesso diviso l’opinione pubblica. Le sue posizioni su aborto, eutanasia, droghe, diritti individuali e laicità dello Stato hanno provocato scontri durissimi. Ma anche molti dei suoi avversari politici le hanno riconosciuto una caratteristica non comune: la continuità delle proprie battaglie, portate avanti spesso quando erano ancora minoritarie.
Negli ultimi anni la sua attività pubblica era proseguita nonostante una lunga storia clinica segnata dal tumore al polmone diagnosticato nel 2015. La malattia non l’aveva però allontanata stabilmente dalla politica e dal dibattito pubblico.
Con Emma Bonino scompare così non soltanto un’ex ministra o una leader politica, ma una protagonista di una stagione nella quale referendum, disobbedienza civile e campagne d’opinione cercavano di modificare la società prima ancora delle leggi.
La valutazione sulla sua eredità politica continuerà inevitabilmente a dividere. È però difficile raccontare l’Italia degli ultimi cinquant’anni senza incontrare, prima o poi, il nome di Emma Bonino.
