Mario Draghi torna protagonista del dibattito economico europeo.
L’ex presidente della BCE ed ex presidente del Consiglio è tra i promotori del Rhine Group, nuova organizzazione che vuole trasformare il grande dibattito sulla perdita di competitività dell’Europa in proposte concrete.
Draghi condivide la guida del progetto con Patrick Collison, cofondatore e CEO di Stripe. Il gruppo riunisce circa 55 personalità provenienti dal mondo dell’impresa, dell’economia, dell’università e della tecnologia.

L’Europa rischia di perdere la corsa tecnologica
Il punto di partenza è quello già evidenziato dal rapporto sulla competitività presentato da Draghi nel 2024.
L’Europa possiede università, ricerca, capitale umano e grandi imprese, ma fatica molto più degli Stati Uniti a trasformare innovazione e startup in colossi tecnologici mondiali.
Un dato ricordato dai promotori del Rhine Group rende bene la dimensione del problema: tra le 50 maggiori aziende tecnologiche mondiali, solamente una piccola parte è europea.
AI, energia, difesa, finanza e innovazione diventano quindi elementi dello stesso problema.
Dal rapporto Draghi alle decisioni
L’obiettivo dichiarato del nuovo gruppo non sarebbe produrre l’ennesimo documento teorico.
La sfida sarà individuare riforme concretamente applicabili nei Paesi europei.
Tra i membri figurano personalità legate a realtà come Bending Spoons, Klarna, Atomico, Celonis e Iliad.
Per Draghi si apre quindi una nuova fase: non un ritorno immediato alla politica istituzionale, ma una presenza sempre più forte nel dibattito sul futuro strategico dell’Unione.
