L’Europa potrà diventare una vera potenza soltanto recuperando la propria identità storica e costruendo una politica indipendente. Per il professor Giuliano Di Bernardo, l’Unione non deve limitarsi a essere una struttura economica e burocratica subordinata alle strategie americane.
L’Europa contemporanea non appare ancora in grado di agire come una potenza politica e strategica autonoma. Le divisioni sulla difesa comune, sulla politica estera e sui rapporti con Stati Uniti, Russia e Cina dimostrano la difficoltà dell’Unione Europea nel definire una linea condivisa.
Secondo il professor Giuliano Di Bernardo, l’Europa risulta sostanzialmente inserita nella strategia occidentale guidata dagli Stati Uniti. Questa condizione le impedisce di elaborare una posizione indipendente sui principali conflitti e sulle trasformazioni geopolitiche internazionali.
Il problema non riguarda soltanto la creazione di un esercito europeo o il rafforzamento delle istituzioni comunitarie. La questione più profonda interessa la concezione stessa della civiltà europea.
L’Europa ha infatti elaborato alcuni dei principi fondamentali delle moderne relazioni internazionali: la sovranità degli Stati, il rispetto reciproco tra le nazioni e la costruzione di un sistema giuridico capace di limitare l’uso arbitrario della forza.
La Pace di Westfalia ha affermato il principio secondo cui ogni Stato è sovrano, indipendentemente dalle proprie dimensioni e dalla propria potenza. Da questa concezione nasce l’idea che una nazione più forte non abbia il diritto di occupare o dominare uno Stato più debole.
Successivamente, Immanuel Kant sviluppò ulteriormente questa prospettiva attraverso il progetto della pace perpetua, contribuendo alla formazione di una visione giuridica e razionale delle relazioni internazionali.
Oggi, però, tali principi sembrano essere nuovamente messi in discussione. Quando la forza militare o economica viene considerata sufficiente per imporre la propria volontà, il diritto rischia di essere sostituito dalla legge del più forte.
L’Occidente e la stessa Europa potrebbero così abbandonare progressivamente la propria tradizione giuridica, accettando una logica di conflitto permanente e di contrapposizione tra blocchi.
Per Di Bernardo, l’Europa potrà diventare una vera potenza soltanto recuperando la propria identità storica e sviluppando una politica autonoma. Non dovrebbe limitarsi a essere un’unione economica, una struttura burocratica o un semplice prolungamento della politica americana.
Una nuova Europa dovrebbe tornare a essere interprete della sovranità, del diritto internazionale, della civiltà e della pace. In questo processo l’Italia potrebbe svolgere un ruolo determinante, proponendo una sintesi originale tra Oriente e Occidente e contribuendo alla nascita di una visione europea finalmente indipendente.
