Oris, il tempo che protegge gli oceani

Nel mondo dell’alta orologeria, ci sono marchi che misurano il tempo e marchi che provano a dargli un significato. Oris appartiene a questa seconda categoria. Fondata a Hölstein, in Svizzera, nel 1904, la maison indipendente ha costruito la propria identità su orologi meccanici dal carattere autentico, ma negli ultimi anni ha scelto di legare il proprio nome anche a una missione più ampia: contribuire a un cambiamento concreto, misurabile, necessario. Il motto “Change for the Better” non è soltanto una dichiarazione d’intenti, ma un percorso che unisce design, innovazione, responsabilità ambientale e protezione degli oceani.

L’acqua, per Oris, non è solo un elemento narrativo. È origine, energia, movimento. È il mondo da cui nascono molte delle sue collezioni subacquee e, allo stesso tempo, un patrimonio fragile da proteggere. Da decenni il brand sostiene progetti di conservazione marina, collaborazioni con fondazioni e iniziative dedicate alla tutela degli ecosistemi acquatici: dalla Grande Barriera Corallina al recupero delle reti da pesca abbandonate, fino alla sensibilizzazione contro la plastica dispersa nei mari.

Questa visione prende forma anche negli orologi. Modelli come l’Oris Aquis Date Upcycle raccontano in modo immediato il problema della plastica negli oceani: il quadrante è realizzato con plastica riciclata, trasformando un rifiuto in un elemento estetico unico. Nessun quadrante è identico all’altro, perché il materiale riciclato genera venature, colori e texture irripetibili. Ogni esemplare diventa così un piccolo manifesto da polso: ciò che inquina può essere recuperato, ripensato, valorizzato.

Sulla stessa linea si colloca l’Oris X Bracenet, versione speciale dell’Aquis Date nata dalla collaborazione con Bracenet, realtà impegnata nel recupero e nella trasformazione delle reti da pesca “fantasma”. Queste reti, abbandonate in mare, continuano per anni a intrappolare la fauna marina. Oris le porta simbolicamente fuori dall’oceano e le trasforma in quadranti dal forte impatto visivo, dove la bellezza non cancella il problema, ma lo rende visibile. L’orologio diventa così racconto, memoria e invito all’azione.

In questo scenario, la figura di Luca Da Prato, atleta paralimpico e ambassador, aggiunge al messaggio di Oris una dimensione profondamente umana. Luca non rappresenta soltanto la performance sportiva: incarna la rinascita, la resilienza e il legame vitale con l’acqua. Dopo il grave incidente automobilistico del 2023 che lo ha costretto in carrozzina, ha trasformato la riabilitazione in una nuova vita agonistica, trovando nel nuoto non solo una disciplina, ma una forma di libertà.

Il suo percorso sportivo è oggi quello di un campione capace di parlare a tutti: agli atleti, ai giovani, alle persone che affrontano una difficoltà e a chi crede che il limite possa diventare un punto di partenza. Campione mondiale nei 100 metri dorso ai World Para Swimming di Lima, con record nazionali italiani in più specialità, Da Prato è una delle figure più luminose del nuoto paralimpico italiano.

La sua impresa più recente è arrivata agli IDM Berlin 2026, uno degli appuntamenti internazionali più importanti del nuoto paralimpico. A Berlino Luca Da Prato ha firmato una prestazione storica: record mondiale nei 200 dorso con il tempo di 2:40.83, riportando il primato in Italia dopo anni di dominio straniero. Ha inoltre stabilito il record europeo nei 100 dorso con 1:13.40, il record europeo nei 50 dorso con 34.14 e il record nazionale italiano nei 50 farfalla con 32.58. Nei 50 stile libero ha nuotato in 29.34, risultando tra i migliori interpreti mondiali della specialità nel quadriennio 2023-2026. Il bilancio della competizione parla di due medaglie d’argento, una medaglia di bronzo, oltre a piazzamenti internazionali di altissimo livello.

Sono risultati che vanno oltre il cronometro. Perché, nel caso di Luca Da Prato, ogni tempo segnato in vasca racconta un altro tempo: quello della riabilitazione, della fatica quotidiana, della fiducia ricostruita bracciata dopo bracciata. È qui che il legame con Oris diventa naturale. Da un lato un marchio che misura il tempo e lo usa per parlare di responsabilità; dall’altro un atleta che il tempo lo ha trasformato, reinventandolo in una storia di coraggio.

Oris e Luca Da Prato condividono un linguaggio comune: l’acqua come ambiente da rispettare, ma anche come spazio di possibilità. Gli oceani da proteggere e la piscina in cui Luca vola sono parti dello stesso racconto. Un racconto in cui sostenibilità, sport e inclusione non sono mondi separati, ma forze capaci di amplificarsi a vicenda.

Indossare un Oris legato alla salvaguardia marina, come l’Aquis Date Upcycle o l’Oris X Bracenet, significa portare con sé un messaggio preciso: il cambiamento non nasce dai proclami, ma dai gesti concreti. Recuperare plastica, ridare valore a materiali destinati a inquinare, sostenere progetti di conservazione, dare voce ad ambassador capaci di ispirare: tutto questo compone una visione contemporanea dell’orologeria.

In un’epoca in cui il lusso non può più essere soltanto estetica, Oris dimostra che un orologio può essere bello, meccanico, affidabile e allo stesso tempo portatore di responsabilità. E Luca Da Prato, con i suoi record e la sua storia, ne diventa il volto più autentico: un campione che ha trasformato l’acqua in rinascita e il tempo in vittoria.

Perché il vero valore, oggi, non è soltanto misurare i secondi. È scegliere come usarli