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26 Lug 2026, Dom

Turismo in Emilia-Romagna 2026: una regione sempre più attrattiva tra mare, arte, natura e sapori

Un avvio d’anno positivo per il turismo regionale

Il turismo dell’Emilia-Romagna affronta il 2026 con risultati incoraggianti e prospettive di ulteriore crescita. Nei primi due mesi dell’anno la regione ha registrato oltre 1,1 milioni di arrivi e circa 2,7 milioni di presenze, confermando la capacità del territorio di attrarre visitatori anche al di fuori della tradizionale stagione estiva. 

A distinguersi maggiormente è stato l’Appennino, che ha ottenuto un incremento del 18,53% negli arrivi e del 16,74% nei pernottamenti. Un risultato significativo, che testimonia la crescente attenzione verso il turismo naturalistico, sportivo e sostenibile. 

Anche le località collinari hanno mostrato un andamento favorevole, con un aumento del 9,33% delle presenze e del 6,43% degli arrivi

Il 2025 ha lasciato un’eredità da record

La crescita del 2026 si inserisce in un percorso già consolidato durante l’anno precedente. Nel 2025 l’Emilia-Romagna ha superato i 44,1 milioni di pernottamenti, con oltre 13,2 milioni di arrivi.

Rispetto al 2024, le presenze sono aumentate del 3,9%, mentre gli arrivi hanno fatto segnare una crescita del 7,8%. La Riviera ha mantenuto il primato regionale per numero di turisti e pernottamenti, ma risultati positivi sono arrivati anche dalle città d’arte, dall’Appennino e dai territori collinari. 

Si tratta di numeri che confermano l’Emilia-Romagna tra le destinazioni italiane più solide, complete e riconoscibili.

Una regione capace di offrire molte vacanze in una sola

Uno dei principali punti di forza dell’Emilia-Romagna è la varietà della sua offerta. Il visitatore può passare dalle spiagge dell’Adriatico ai borghi appenninici, dalle città d’arte ai circuiti automobilistici, attraversando campagne, castelli, stabilimenti termali e distretti enogastronomici.

La Riviera Romagnola continua a rappresentare il volto più conosciuto dell’accoglienza regionale. Rimini, Riccione, Cattolica, Cervia, Milano Marittima, Cesenatico e le altre località costiere propongono un modello turistico capace di unire spiagge attrezzate, ospitalità familiare, intrattenimento, sport ed eventi.

Accanto al mare cresce però una domanda più articolata, orientata verso esperienze autentiche, soggiorni brevi e itinerari distribuiti durante tutto l’anno.

Bologna e le città d’arte conquistano il turismo internazionale

Bologna occupa una posizione centrale nello sviluppo turistico della regione. La città unisce cultura, università, gastronomia, fiere e collegamenti strategici con il resto d’Italia e con l’Europa.

I grandi Comuni dell’Emilia-Romagna concentrano il 52% degli arrivi regionali e il 48% dei pernottamenti. Nel primo bimestre 2026 hanno registrato incrementi superiori al 5% sia negli arrivi sia nelle presenze. Il 32% dei visitatori delle principali città proveniva dall’estero. 

Oltre a Bologna, il turismo culturale trova destinazioni di grande prestigio a Parma, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Piacenza, Cesena e Forlì.

Ravenna, con il suo straordinario patrimonio di mosaici, Ferrara con il centro rinascimentale, Parma con la musica e l’arte, Modena con il patrimonio storico e motoristico rappresentano soltanto alcune delle esperienze possibili lungo la Via Emilia.

Appennino e turismo lento protagonisti del 2026

La forte crescita dell’Appennino segnala un cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori. Sempre più persone cercano cammini, percorsi ciclabili, attività all’aria aperta, piccoli borghi e luoghi nei quali rallentare.

L’Emilia-Romagna dispone di un circuito regionale composto da 22 cammini, attorno ai quali vengono sviluppate esperienze di turismo lento, spirituale, ambientale ed enogastronomico. 

L’Appennino parmense, piacentino, reggiano, modenese, bolognese e romagnolo può diventare uno dei principali motori della destagionalizzazione. La montagna non viene più percepita soltanto come destinazione invernale, ma come territorio da vivere in primavera, estate e autunno.

Escursioni, cicloturismo, castelli, laghi, parchi naturali e cucina tradizionale contribuiscono a costruire un’offerta alternativa alle località più frequentate.

La Food Valley come ambasciatrice nel mondo

Il turismo emiliano-romagnolo è strettamente legato alla gastronomia. Parma, Piacenza e Reggio Emilia vengono promosse congiuntamente come un territorio nel quale cibo, natura e cultura si incontrano. 

Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, mortadella, culatello, tortellini, cappelletti, piadina e vini locali rappresentano un patrimonio culturale prima ancora che commerciale.

Visite ai caseifici, cantine, aziende agricole, acetaie e laboratori artigianali consentono al visitatore di conoscere direttamente i luoghi e le persone che custodiscono queste eccellenze.

Il turismo enogastronomico favorisce inoltre una distribuzione più equilibrata dei visitatori, coinvolgendo territori rurali e piccoli Comuni spesso lontani dai principali flussi del turismo di massa.

Motor Valley, sport ed eventi internazionali

Il 2026 viene promosso anche come un anno di grandi appuntamenti sportivi e di nuove esperienze legate al turismo lento. La Regione ha presentato questa offerta alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano attraverso uno spazio coordinato da APT Servizi Emilia-Romagna. 

La Motor Valley continua a esercitare una forte attrazione internazionale grazie ai marchi automobilistici e motociclistici nati nel territorio, ai musei, alle collezioni e agli autodromi.

Modena, Maranello, Imola e Misano rappresentano tappe fondamentali per gli appassionati di motori, ma anche strumenti di promozione capaci di collegare sport, innovazione, industria e turismo.

A questa proposta si aggiungono fiere, festival musicali, manifestazioni culturali e competizioni sportive che contribuiscono a mantenere alta l’attenzione sulla regione durante tutto l’anno.

Terme e benessere, un patrimonio da rilanciare

Un ruolo importante può essere svolto anche dal sistema termale. Salsomaggiore Terme, Tabiano, Castrocaro, Riolo, Bagno di Romagna, Porretta e le altre località regionali possiedono una lunga tradizione legata alla salute, alla cura e al benessere.

Il turismo termale può intercettare una domanda sempre più interessata alla prevenzione, alla qualità della vita e ai soggiorni rigenerativi.

La sfida consiste nel collegare le terme agli altri prodotti del territorio: cultura, natura, gastronomia, sport e congressi. In questo modo il soggiorno termale può diventare parte di un’esperienza più ampia e contemporanea.

Una destinazione sempre meno stagionale

I dati del 2026 indicano che l’Emilia-Romagna sta progressivamente rafforzando la propria attrattività durante tutto l’anno. La crescita registrata nei mesi invernali dimostra che l’offerta regionale non dipende esclusivamente dalla stagione balneare.

Per proseguire questo percorso sarà fondamentale valorizzare i collegamenti tra costa ed entroterra, sostenere la qualità delle strutture ricettive e sviluppare una comunicazione coordinata sui mercati internazionali.

Il turismo straniero rappresenta infatti uno dei principali margini di crescita, soprattutto per città d’arte, Food Valley, Motor Valley, cammini e vacanze attive.

Emilia-Romagna, una terra che sa accogliere

L’Emilia-Romagna si conferma una regione capace di trasformare le proprie tradizioni in esperienze turistiche moderne e competitive.

Il mare resta un pilastro fondamentale, ma oggi dialoga sempre più intensamente con cultura, montagna, terme, motori, ciclismo ed enogastronomia.

Il risultato è una destinazione completa, nella quale ogni territorio può contribuire alla crescita generale. Una regione che non offre soltanto luoghi da visitare, ma occasioni per vivere, conoscere e ricordare.