Dal 1° al 4 ottobre Fiera Roma ospita la 37ª edizione di Romics. Comics, gaming, animazione, cosplay, musica e cinema dimostrano come la cultura pop sia diventata una delle grandi economie creative contemporanee.
ROMA – Per molto tempo il fumetto è stato considerato un prodotto destinato quasi esclusivamente ai ragazzi. Il videogioco un passatempo. Il cosplay una stravaganza riservata a pochi appassionati.

Oggi basta entrare in manifestazioni come Romics per capire quanto il mondo sia cambiato.
Dal 1° al 4 ottobre 2026, Fiera Roma ospita la 37ª edizione del Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, uno degli appuntamenti italiani più importanti dedicati alla cultura pop. Romics
Il programma attraversa linguaggi differenti e coinvolge illustratori, sceneggiatori, animatori, game designer, doppiatori, cosplayer, editori e creatori di contenuti.
Fra i protagonisti premiati con il Romics d’Oro figurano quest’anno Paola Barbato, storica sceneggiatrice di Dylan Dog, l’animatore e regista giapponese Takeshi Koike, il regista e illustratore Stefano Bessoni e Sir Ian Livingstone, figura fondamentale della storia dei giochi di ruolo e cofondatore di Games Workshop. Romics
Quattro nomi diversissimi che spiegano perfettamente l’evoluzione del settore.
Il confine fra fumetto, cinema, videogioco e intrattenimento digitale è infatti sempre più sottile.
Un personaggio può nascere sulla carta, diventare serie televisiva, trasformarsi in videogame, produrre merchandising e alimentare community internazionali. La proprietà intellettuale diventa così un ecosistema.
Ed è proprio questo il passaggio economico più importante.
La cultura pop non è più una nicchia ma una componente dell’industria creativa globale.
Dietro un manga ci sono editori, traduttori e illustratori. Dietro un videogioco lavorano programmatori, sceneggiatori, musicisti e designer. Dietro un costume cosplay possono esserci centinaia di ore di progettazione e lavorazione artigianale.
Persino la musica trova un proprio spazio strutturato. Romics ospita anche la quinta edizione di Musicomics, premio dedicato alle colonne sonore per cinema, televisione e videogiochi. Romics
Il fenomeno generazionale è altrettanto interessante.
A frequentare queste manifestazioni non sono più soltanto adolescenti. Chi è cresciuto negli anni Ottanta e Novanta con fumetti, console e cartoni animati oggi ha quaranta o cinquant’anni e continua a essere consumatore.
Il pubblico della cultura pop è quindi diventato intergenerazionale.
E questo ne aumenta enormemente la forza economica.

Romics racconta bene questa trasformazione perché mette insieme nostalgia e innovazione. Da una parte personaggi che appartengono alla storia dell’animazione; dall’altra nuove tecnologie e nuovi linguaggi narrativi.
Un esempio è l’omaggio dedicato a Lupin III attraverso il lavoro di Takeshi Koike, protagonista anche della campagna dell’edizione 2026. Romics
Il messaggio è chiaro: ciò che un tempo chiamavamo semplicemente “fumetti” è diventato molto di più.
È editoria, cinema, software, moda, artigianato, musica, collezionismo e turismo.
In altre parole: cultura.
E sempre più spesso, anche una grande industria.
