Il ritorno del nucleare nel dibattito energetico italiano assume una dimensione sempre più concreta. Il gruppo francese EDF punta alla realizzazione di dieci Small Modular Reactors (SMR) nell’Unione europea entro il 2035, e uno degli impianti previsti potrebbe essere collocato proprio in Italia.

Il progetto utilizzerà la tecnologia sviluppata da NUWARD, controllata di EDF. Il primo reattore dovrebbe essere costruito in Francia, mentre per quello italiano viene indicato un possibile coinvolgimento di Edison, insieme a realtà industriali come Saipem e Webuild. EDF sta inoltre discutendo possibili progetti in Polonia, Belgio e Finlandia.
La dimensione industriale è considerevole: il programma complessivo richiederebbe investimenti nell’ordine delle decine di miliardi di euro. Ogni unità NUWARD dovrebbe arrivare a circa 400 megawatt, producendo non soltanto elettricità ma anche calore utilizzabile per le attività industriali. EDF indica come obiettivo un costo dell’energia nell’ordine dei 100 euro per megawattora.
Per l’Italia la questione assume particolare rilevanza perché il quadro legislativo sul nucleare è in fase di evoluzione. Reuters riferisce che il governo è atteso nelle prossime settimane a ulteriori passaggi sul nuovo impianto normativo, dopo quasi quarant’anni nei quali il Paese non ha prodotto energia nucleare.
Il punto centrale sarà capire se i piccoli reattori modulari riusciranno davvero a trasformarsi da promessa tecnologica in infrastrutture economicamente sostenibili. Se questo avvenisse, l’Italia potrebbe ritrovarsi coinvolta non soltanto come mercato energetico, ma anche attraverso una filiera industriale nazionale.
