Attacchi armati negli Stati di Sokoto e Zamfara. Uccise almeno dodici persone, mentre donne e bambini sono stati portati via dai villaggi
Una nuova ondata di violenze ha colpito il nord-ovest della Nigeria, dove gruppi di uomini armati hanno assaltato villaggi, abitazioni e presidi delle forze di sicurezza. Gli episodi più gravi sono stati segnalati negli Stati di Sokoto e Zamfara, territori da tempo interessati dalle incursioni delle bande criminali comunemente definite bandits.

Nello Stato di Sokoto almeno dodici persone sono state uccise durante un attacco notturno contro il villaggio di Lajinge. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, gli aggressori sarebbero entrati nell’insediamento intorno alle 23, proseguendo le violenze fino alle prime ore del mattino.
Tra le vittime figurerebbero anche sei componenti della stessa famiglia, morti dopo che gli uomini armati avrebbero incendiato la loro abitazione. Diverse donne e alcuni bambini sarebbero stati rapiti, mentre altre persone sono rimaste ferite. Gli assalitori avrebbero inoltre sottratto bestiame e beni appartenenti agli abitanti prima di abbandonare la zona.
Attacco contro un villaggio e una base militare
Un secondo grave episodio è stato segnalato nello Stato di Zamfara. Uomini armati arrivati a bordo di motociclette avrebbero assaltato una base militare, riuscendo successivamente a raggiungere il vicino villaggio di Kasuwar Daji.

Secondo le prime informazioni diffuse da fonti locali, almeno 52 persone sarebbero state sequestrate, tra le quali anche donne e bambini. Nel corso dell’incursione sarebbero stati uccisi un militare e un agente di polizia.
Il bilancio resta provvisorio e le autorità stanno verificando il numero effettivo delle persone scomparse. Le forze di sicurezza avrebbero avviato operazioni di ricerca nelle aree rurali e forestali dove potrebbero essere stati condotti gli ostaggi.
I rapimenti come fonte di finanziamento
Nel nord-ovest della Nigeria operano numerose bande armate specializzate nei sequestri a scopo di estorsione, nel furto di bestiame e negli attacchi contro le comunità rurali.
Le vittime vengono spesso trasferite in accampamenti nascosti nelle foreste e liberate soltanto dopo lunghe trattative o il pagamento di un riscatto. Zamfara è considerato uno degli epicentri di questa emergenza: nell’aprile 2026 le autorità nigeriane avevano già avviato una vasta caccia all’uomo dopo il rapimento di numerosi abitanti di diversi villaggi dello Stato.

La scarsità di presidi di sicurezza, le difficoltà nel controllare vaste aree isolate e la circolazione di armi favoriscono le attività dei gruppi criminali. In alcuni casi le bande riescono a occupare temporaneamente interi villaggi, imponendo tasse alla popolazione e impedendo agli agricoltori di raggiungere i campi.
Comunità costrette ad abbandonare le proprie case
Le continue violenze stanno provocando conseguenze sempre più pesanti per la popolazione. Numerose famiglie sono costrette a lasciare le proprie abitazioni, mentre scuole, mercati e attività agricole vengono sospesi per il timore di nuovi attacchi.
L’insicurezza contribuisce anche ad aggravare la crisi alimentare, perché molti agricoltori rinunciano a coltivare i terreni o a trasportare i prodotti verso i mercati locali. Le comunità chiedono una presenza più stabile dell’esercito e interventi capaci di impedire alle bande di tornare nei territori già colpiti.
La Nigeria deve affrontare contemporaneamente la minaccia delle bande criminali nel nord-ovest e quella delle organizzazioni jihadiste nel nord-est. I sequestri di massa, compresi quelli ai danni di studenti e insegnanti, continuano a rappresentare una delle principali emergenze del Paese.
Le operazioni per individuare gli aggressori e liberare le persone rapite risultano ancora in corso.
