Dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso e la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, la FIGC valuta un allenatore di prestigio internazionale. Contattato Ancelotti, dialogo con Guardiola; restano sullo sfondo Conte, Pirlo e Mancini.
La Nazionale italiana è alla ricerca di un nuovo commissario tecnico chiamato ad aprire una delle fasi più delicate della storia recente del calcio azzurro. Dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso, arrivate in seguito alla mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale per la terza edizione consecutiva, la Federazione ha avviato una profonda riorganizzazione tecnica.
A guidare la scelta del nuovo allenatore sarà Paolo Maldini, nominato l’11 luglio direttore tecnico della FIGC. L’ex capitano del Milan e della Nazionale, affiancato da Leonardo nel ruolo di consulente, ha ricevuto il compito di ricostruire non soltanto la prima squadra, ma l’intero progetto tecnico del calcio italiano.

Il primo tentativo con Carlo Ancelotti
Maldini ha confermato che la Federazione ha sondato inizialmente la disponibilità di Carlo Ancelotti, uno degli allenatori italiani più vincenti e rispettati a livello internazionale.
Il tecnico emiliano, tuttavia, è legato alla Nazionale brasiliana e non avrebbe manifestato l’intenzione di interrompere il proprio incarico, nonostante l’eliminazione del Brasile dall’ultimo Mondiale. La FIGC ha quindi rivolto la propria attenzione verso altri profili di altissimo livello.
Il contatto con Ancelotti dimostra comunque l’ambizione del nuovo corso federale: affidare la Nazionale a una personalità capace di garantire esperienza, autorevolezza e credibilità internazionale.
Il sogno Pep Guardiola
Il nome più prestigioso valutato dalla Federazione sarebbe quello di Pep Guardiola, reduce da un ciclo decennale alla guida del Manchester City.
Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa internazionale, Maldini e Leonardo avrebbero avuto colloqui con l’allenatore spagnolo, presentandogli il progetto di rilancio della Nazionale. La trattativa resta però complessa sia per le richieste economiche sia per la volontà di Guardiola di prendersi un periodo lontano dalla panchina.
Le indiscrezioni indicano una distanza significativa tra la possibile offerta della FIGC e le condizioni richieste dal tecnico. Guardiola, inoltre, preferirebbe trascorrere più tempo con la famiglia a Barcellona prima di assumere un nuovo incarico.
Nonostante le difficoltà, il dialogo rappresenta un segnale importante: la Federazione vuole individuare un allenatore capace di proporre una nuova identità tecnica e di intervenire anche sulla formazione dei giovani.
Antonio Conte, la soluzione italiana di maggiore esperienza
Tra le alternative viene indicato Antonio Conte, già commissario tecnico dell’Italia dal 2014 al 2016.
Conte conosce perfettamente l’ambiente azzurro e ha dimostrato di saper costruire squadre competitive anche in tempi relativamente brevi. Il suo possibile ritorno incontrerebbe però ostacoli legati agli impegni con il calcio di club e alle condizioni necessarie per accettare nuovamente la guida della Nazionale.
Una parte del movimento italiano considererebbe Conte il profilo più immediatamente pronto per restituire disciplina, intensità e spirito competitivo agli Azzurri. Il suo nome era già stato indicato tra i principali candidati nelle settimane successive alle dimissioni di Gattuso.
Pirlo, l’ipotesi di un progetto giovane
Un’altra candidatura circolata è quella di Andrea Pirlo, campione del mondo nel 2006 e figura fortemente identificata con la storia della Nazionale.
Pirlo rappresenterebbe una scelta differente rispetto ad Ancelotti, Guardiola o Conte: un allenatore più giovane, con un’idea di calcio orientata alla qualità tecnica e al possesso del pallone, ma con un’esperienza ancora limitata ai massimi livelli internazionali.
La sua eventuale nomina avrebbe il significato di una scommessa sul futuro e di un collegamento diretto tra la generazione campione del mondo nel 2006 e il nuovo ciclo azzurro. Al momento, tuttavia, non risulta annunciata alcuna decisione ufficiale.
Mancini, ritorno complicato
Nelle indiscrezioni compare anche il nome di Roberto Mancini, il commissario tecnico che ha condotto l’Italia alla vittoria dell’Europeo nel 2021.
Un suo ritorno avrebbe un forte valore simbolico, ma appare complesso dopo le dimissioni presentate nel 2023 e la successiva separazione dalla Federazione. Mancini ha inoltre negato l’esistenza di contatti concreti per un nuovo incarico, ridimensionando almeno per il momento l’ipotesi.
La sua esperienza vittoriosa resta comunque un punto di riferimento nel dibattito sulla ricostruzione della Nazionale.
Maldini: «Vogliamo scegliere la persona giusta»
La linea indicata da Paolo Maldini è quella di non prendere una decisione affrettata. La FIGC punta a un allenatore di alto profilo e sarebbe disposta ad attendere il tempo necessario pur di individuare la figura considerata più adatta al progetto.
Il nuovo commissario tecnico dovrà occuparsi della prima squadra, ma anche collaborare alla costruzione di un’identità comune tra le diverse selezioni giovanili. L’obiettivo è creare un percorso che accompagni i migliori talenti italiani fino alla Nazionale maggiore.

Maldini e Leonardo sembrano intenzionati a intervenire su scouting, formazione, metodologia tecnica e rapporto con i club, cercando di superare una crisi che non riguarda soltanto i risultati della prima squadra.
Una crisi che viene da lontano
La mancata qualificazione al terzo Mondiale consecutivo ha confermato le difficoltà strutturali del calcio italiano. Dopo l’ultima partecipazione nel 2014, gli Azzurri hanno mancato le edizioni del 2018, del 2022 e del 2026.
Il successo a Euro 2020, disputato nel 2021, aveva restituito entusiasmo e prestigio alla Nazionale, ma non è stato seguito da una continuità di risultati. Il nuovo allenatore dovrà quindi ricostruire fiducia, competitività e identità, affrontando contemporaneamente il problema del limitato impiego dei giovani italiani nei club.
La scelta che definirà il futuro azzurro
La nomina del prossimo commissario tecnico sarà una delle decisioni più importanti del nuovo corso federale.
Guardiola rappresenterebbe la scelta più ambiziosa e rivoluzionaria; Conte offrirebbe esperienza immediata e conoscenza dell’ambiente; Pirlo incarnerebbe un progetto giovane; Mancini costituirebbe un ritorno al recente passato vincente. Ancelotti, invece, appare al momento difficilmente raggiungibile.
Al di là del nome, l’Italia ha bisogno di un progetto stabile, capace di andare oltre il risultato della singola partita. Il prossimo commissario tecnico dovrà restituire agli Azzurri una direzione chiara e riportare la Nazionale sul palcoscenico mondiale.
