Il ritorno di Nanni Moretti in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia guida una nutrita presenza italiana tra autori affermati e nuove conferme.
Dopo quasi quarant’anni di assenza dal concorso della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Nanni Moretti torna al Lido con Succederà questa notte, uno dei titoli più attesi della 83ª edizione del Festival. Il suo rientro rappresenta molto più della semplice partecipazione di un autore simbolo del cinema italiano: è il segnale di una stagione che vede la produzione nazionale ritrovare spazio, autorevolezza e centralità in una delle più prestigiose vetrine cinematografiche del mondo.
Accanto a Moretti, il concorso accoglie altri quattro registi italiani: Marco Bechis con Ritorno a Buenos Aires, Edoardo De Angelis con Il fuoco che ti porti dentro, Andrea Pallaoro con The Echo Chamber e Paolo Strippoli con L’estranea. Cinque film italiani in competizione rappresentano un dato perfettamente in linea con la tradizione del Festival, ma assumono un valore particolare dopo un anno in cui il cinema nazionale sembrava aver perso visibilità nelle principali manifestazioni internazionali.

Il ritorno di Nanni Moretti dopo quasi quarant’anni
Il nome di Nanni Moretti è inevitabilmente quello che catalizza maggiore attenzione. Il suo ultimo film in concorso a Venezia risale infatti al 1989, quando presentò Palombella Rossa. Da allora il rapporto tra il regista romano e la Mostra veneziana è rimasto segnato da una lunga distanza.
All’epoca, infatti, molti osservatori davano per certa la presenza di Palombella Rossa nella competizione ufficiale della 46ª Mostra di Venezia. La decisione di escludere il film dal concorso, proponendolo soltanto come evento speciale della Settimana Internazionale della Critica, provocò un acceso confronto tra Moretti, l’organizzazione della Mostra e parte della critica cinematografica. Quelle polemiche contribuirono ad allontanare il regista dal Lido per decenni, trasformando la sua assenza in una delle vicende più discusse della storia recente del festival.
Proprio per questo motivo il ritorno assume oggi anche un valore simbolico. Non si tratta soltanto del rientro di uno dei più importanti autori italiani contemporanei, ma della ricomposizione di una distanza che appartiene ormai alla storia del cinema nazionale.
Alberto Barbera: “Un Moretti inedito”
Ad accrescere la curiosità attorno a Succederà questa notte sono anche le parole del direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera, che ha definito il nuovo lavoro del regista un’opera inattesa.
Secondo Barbera, il film sorprende proprio perché si discosta dai temi che hanno caratterizzato gran parte della filmografia più recente di Moretti.
«È un film inaspettato, sorprendente, diverso dai film di Moretti o quantomeno dagli ultimi. Non c’è nessuna dimensione politica esplicita in quest’opera. È un film intimo, un film d’amore, una storia di una passione, un melodramma sentimentale, ma come può essere fatto da Moretti.»
Parole che delineano un autore intenzionato ancora una volta a rimettersi in discussione, scegliendo una narrazione più privata e sentimentale rispetto alle opere che ne hanno consolidato il profilo pubblico.
Un’annata che rilancia il cinema italiano
La forte presenza italiana nasce, come ha spiegato Barbera, da una situazione che fino a pochi mesi fa appariva completamente diversa.
Nei primi mesi dell’anno il panorama produttivo sembrava attraversare una fase di stallo. Pochissimi film risultavano pronti per i grandi festival internazionali e il cinema italiano era rimasto assente dalle competizioni principali di Berlino e Cannes.
Una circostanza che aveva alimentato riflessioni pessimistiche sullo stato di salute dell’intero settore.
Lo stesso direttore artistico ha ricordato come molti interpretassero quella situazione come il possibile segnale di una crisi profonda. Successivamente, però, lo scenario è cambiato rapidamente grazie all’arrivo di numerose opere capaci di raggiungere livelli qualitativi tali da meritare la selezione veneziana.
I cinque italiani in concorso
Accanto al ritorno di Moretti, il concorso offre un panorama particolarmente ricco della produzione italiana contemporanea.
Marco Bechis presenta Ritorno a Buenos Aires, un’opera che riporta il regista nei luoghi della dittatura argentina già affrontati in Garage Olimpo. Il nuovo film racconta la vicenda di un ex detenuto politico chiamato a testimoniare nel processo contro gli ex militari responsabili del suo sequestro e delle torture subite durante il regime.
Con Il fuoco che ti porti dentro, tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchino, Edoardo De Angelis propone invece un intenso racconto familiare. Al centro della narrazione vi è una madre possessiva interpretata da una Vanessa Scalera che Barbera ha definito straordinaria, capace di costruire un personaggio sospeso tra durezza, ironia e profonda umanità.
Grande interesse circonda anche The Echo Chamber di Andrea Pallaoro. Il film nasce infatti dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci, rimasta incompiuta fino a oggi. Secondo Barbera, pur conservando una forte impronta autobiografica del grande maestro emiliano, l’opera mantiene pienamente lo stile personale di Pallaoro, sostenuto dalle interpretazioni di Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
Chiude il gruppo italiano in concorso L’estranea di Paolo Strippoli, autore che continua il proprio percorso di ricerca all’interno del cinema di genere. Pur conservando elementi horror evidenti, il film viene descritto come un significativo salto di maturità artistica, capace di ampliare il linguaggio del regista e di confermarne le potenzialità nel panorama internazionale.
Anche Orizzonti e Fuori Concorso parlano italiano
La presenza nazionale non si limita alla competizione principale.
Nella sezione Orizzonti trovano spazio La ragazza con la Leica di Alina Marrazzi, Una storia di Anna Foglietta con Alba Rohrwacher, La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini e I figli della scimmia di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio.
Anche il Fuori Concorso parla italiano grazie a tre firme autorevoli del nostro cinema: Giovanni Veronesi con Dio ride, Gianni Amelio con Nessun Dolore e Mario Martone con Scherzetto.
Una distribuzione che conferma come il cinema italiano sia presente trasversalmente in tutte le principali sezioni del Festival, offrendo uno spaccato articolato della produzione contemporanea.
Venezia torna a essere la casa del cinema italiano
La Mostra di Venezia si conferma ancora una volta uno spazio privilegiato per raccontare l’evoluzione del cinema nazionale. Il ritorno di Nanni Moretti assume un valore che supera il singolo film e diventa il simbolo di un dialogo ritrovato con una manifestazione che negli anni ha contribuito a scrivere pagine fondamentali della storia della settima arte.
Accanto a lui emerge una generazione di autori diversi per sensibilità, linguaggio e percorso creativo, ma accomunati dalla volontà di raccontare storie capaci di confrontarsi con il pubblico internazionale senza rinunciare alla propria identità.
Dopo mesi in cui si era parlato di una possibile crisi produttiva, Venezia offre una fotografia decisamente diversa. Il cinema italiano torna a occupare il centro della scena con opere che spaziano dal dramma intimista alla memoria storica, dal racconto familiare al cinema d’autore, dimostrando una vitalità che il Festival si prepara ora a mettere sotto gli occhi del mondo.
