Il centrosinistra discute sulle primarie per scegliere il successore di Giuseppe Sala. In campo diversi profili politici e civici, mentre il giornalista Mario Calabresi si dice disponibile a «fare la propria parte» per la città.
La partita per il futuro di Palazzo Marino è ufficialmente iniziata. In vista delle elezioni comunali del 2027, il centrosinistra milanese sta cercando di definire il percorso attraverso il quale individuare il candidato chiamato a raccogliere l’eredità politica e amministrativa di Giuseppe Sala.
Al centro del confronto c’è soprattutto la possibilità di organizzare delle primarie di coalizione, considerate da una parte degli alleati lo strumento più adatto per selezionare una candidatura condivisa e coinvolgere direttamente gli elettori. Il metodo, tuttavia, non ha ancora ottenuto il consenso definitivo di tutte le forze del cosiddetto campo largo.
Mario Calabresi apre alla candidatura
Il nome che nelle ultime ore ha maggiormente animato il dibattito è quello di Mario Calabresi, giornalista, scrittore ed ex direttore de La Stampa e la Repubblica.

Durante un incontro alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi, Calabresi ha dichiarato di stare pensando seriamente alla possibilità di candidarsi. Ha spiegato di voler comprendere quale percorso verrà scelto dalla coalizione, se si terranno le primarie e se esisteranno concretamente le condizioni per una sua partecipazione.
La sua disponibilità introduce nella competizione un profilo civico, conosciuto a livello nazionale e non direttamente legato agli apparati tradizionali dei partiti. Calabresi non ha ancora formalizzato una candidatura, ma ha espresso il desiderio di contribuire al futuro della città.
Le primarie diventano più probabili
L’apertura del giornalista avrebbe rafforzato l’ipotesi delle primarie. Anche Pierfrancesco Majorino, esponente del Partito Democratico e già candidato alla presidenza della Regione Lombardia, viene indicato tra i sostenitori di un confronto aperto attraverso i gazebo.
Secondo le ricostruzioni della stampa milanese, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle guarderebbero con crescente favore a questa soluzione, mentre resterebbe da definire la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra.

Il rischio per il centrosinistra è che una competizione interna non sufficientemente regolamentata possa produrre divisioni. Al contrario, primarie partecipate e costruite attorno a un programma comune potrebbero rappresentare un’occasione per rilanciare la coalizione e aprirla alla società civile.
I possibili candidati del centrosinistra
Il quadro delle candidature è ancora in formazione. Tra i nomi citati nel dibattito compaiono, oltre a Calabresi e Majorino, esponenti dell’attuale amministrazione e figure provenienti dal mondo civico.
Nei mesi scorsi sono stati indicati, tra gli altri, la vicesindaca Anna Scavuzzo, l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte e Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1. È circolato anche il nome dell’avvocato Umberto Ambrosoli, considerato un possibile profilo capace di unire l’area riformista e moderata.
Alleanza Verdi e Sinistra potrebbe inoltre presentare una propria candidatura alle primarie, ampliando ulteriormente il campo della competizione.
La sfida del dopo Sala
Giuseppe Sala guida Milano dal 2016 ed è stato confermato nel 2021. Non potendo ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo, la coalizione che lo ha sostenuto dovrà trovare una nuova leadership e ridefinire il proprio progetto per la città.
La successione non sarà soltanto una questione di nomi. Il nuovo candidato dovrà confrontarsi con problemi strutturali che negli ultimi anni hanno assunto un peso crescente:
- costo degli affitti e accesso alla casa;
- sicurezza e vivibilità dei quartieri;
- mobilità e qualità dell’aria;
- gestione delle periferie;
- servizi sociali e sostegno alle fasce fragili;
- sviluppo economico e attrattività internazionale;
- equilibrio tra grandi trasformazioni urbane e tutela dei residenti.
Milano resta una delle città più dinamiche del Paese, ma anche una metropoli nella quale le disuguaglianze economiche e territoriali possono influenzare in modo decisivo la prossima campagna elettorale.
Il centrodestra cerca ancora il proprio candidato
Anche il centrodestra non ha ancora individuato una figura unitaria. Le forze della coalizione continuano a confrontarsi su diversi nomi e sulla possibilità di candidare una personalità civica, manageriale oppure espressione diretta dei partiti.
La definizione del candidato avversario sarà determinante anche per le strategie del centrosinistra. Un nome moderato e fortemente civico potrebbe spingere il campo progressista verso un profilo altrettanto trasversale; una candidatura maggiormente politica potrebbe invece favorire uno scontro più netto tra coalizioni.
Nelle scorse settimane lo stesso Sala aveva parlato di primarie ormai difficilmente evitabili per il centrosinistra, mentre aveva ironizzato sul prolungato confronto interno al centrodestra.
Civismo o esperienza politica
La possibile candidatura di Mario Calabresi apre un tema centrale: Milano deve affidarsi a una personalità proveniente dalla società civile oppure a un amministratore con una lunga esperienza politica?
I sostenitori di un candidato civico ritengono che una figura esterna ai partiti possa intercettare elettori moderati, professionisti e cittadini non direttamente legati alle organizzazioni politiche.
Chi preferisce una candidatura politica sottolinea invece la necessità di conoscere la macchina comunale, i rapporti con i Municipi, la complessità delle partecipate e gli equilibri istituzionali di una città metropolitana con oltre un milione di abitanti.

La scelta dovrà quindi trovare un equilibrio tra competenza amministrativa, capacità comunicativa, autorevolezza pubblica e costruzione di una coalizione sufficientemente ampia.
Un programma prima dei nomi
Il confronto sulle candidature rischia di essere prematuro senza una piattaforma condivisa. La coalizione dovrà stabilire quale modello di città proporre dopo dieci anni di amministrazione Sala.
Casa, trasporti, sicurezza, ambiente e welfare saranno probabilmente i temi decisivi. Il candidato che riuscirà a presentare soluzioni credibili su questi fronti potrà conquistare un vantaggio importante, indipendentemente dalla propria provenienza politica o professionale.
La corsa per Palazzo Marino è dunque soltanto all’inizio. Dopo l’estate sono attese decisioni più chiare sulle primarie, sulle regole della competizione e sulle candidature ufficiali.
