La FIGC ritira il sostegno alla ricandidatura del presidente FIFA. La UEFA valuta di interrompere il boicottaggio, ma chiede riforme
Il calcio italiano prende le distanze da Gianni Infantino. La FIGC ha ritirato il proprio sostegno alla sua candidatura per le elezioni presidenziali della FIFA previste nel marzo 2027.
La decisione non rappresenta un semplice cambiamento diplomatico. L’Italia si schiera con la UEFA e con il suo presidente Aleksander Čeferin nella contestazione delle recenti scelte adottate ai vertici del calcio mondiale.

Lo scontro è esploso dopo la proposta di cedere partecipazioni economiche nella Coppa del Mondo e in altre importanti competizioni internazionali. Il progetto aveva provocato la reazione delle 55 federazioni associate alla UEFA, arrivate a minacciare il boicottaggio dei tornei organizzati dalla FIFA.
La proposta è stata ritirata a luglio. Secondo le indiscrezioni raccolte da Reuters, la UEFA sarebbe ora pronta a sospendere la minaccia di boicottaggio dopo avere ricevuto rassicurazioni sul fatto che il progetto non verrà ripresentato.
La fine del possibile boicottaggio non equivale però a una riconciliazione. La pressione su Infantino rimane elevata e avrebbe coinvolto anche la Confederazione asiatica e la CONCACAF. Sarebbe stata discussa persino l’ipotesi di un voto di sfiducia.

Infantino conserva invece importanti consensi nelle federazioni africane e sudamericane. La battaglia si sposta quindi sulle alleanze internazionali e sul rapporto diretto con le singole federazioni nazionali.
Dietro lo scontro istituzionale si trova una questione economica enorme: chi deve controllare e valorizzare commercialmente le competizioni più importanti del pianeta? La risposta coinvolge diritti televisivi, sponsor, fondi di investimento e miliardi di ricavi.
Il ritiro del sostegno italiano è dunque un passaggio politicamente pesante e potrebbe contribuire alla costruzione di un fronte alternativo alla leadership attuale.
