L’aumento dei carburanti pesa su famiglie e imprese. Sul tavolo una nuova proroga e lo scontro sugli extraprofitti
Il caro carburanti torna al centro dell’agenda politica italiana. Con benzina e gasolio ancora in aumento, il Governo è chiamato a decidere se prorogare gli interventi sulle accise e introdurre ulteriori misure per contenere le conseguenze della crisi petrolifera.
Lo sconto disposto nei giorni precedenti arrivava fino al 26 agosto. Il Consiglio dei ministri convocato alle 18 deve quindi affrontare il problema della continuità dell’intervento e quello della sicurezza operativa degli impianti energetici strategici.

Non si tratta solamente di quanto costa riempire il serbatoio. L’aumento del carburante incide direttamente sul trasporto delle merci, sulla logistica, sull’agricoltura e sui costi sostenuti dalle imprese. Una parte di questi rincari rischia inevitabilmente di trasferirsi sui prezzi finali pagati dai consumatori.
Secondo Confesercenti, il caro carburanti potrebbe comportare per le vacanze degli italiani un aggravio complessivo di circa 1,8 miliardi di euro. L’associazione considera utile la proroga del taglio, ma chiede una soluzione strutturale.
All’interno della maggioranza rimane inoltre aperto il confronto sull’eventuale tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è dichiarato nettamente contrario a questa ipotesi.
Il Governo si trova quindi davanti a tre difficoltà: reperire le risorse necessarie, evitare interventi troppo brevi e impedire che i rincari compromettano consumi e competitività.
Per automobilisti e aziende, la domanda è concreta: quanto durerà la protezione pubblica e cosa accadrà quando lo sconto terminerà definitivamente?
