Lontana dal turismo più rumoroso e standardizzato, Lerici conserva il fascino di una destinazione raffinata, capace di unire mare, letteratura, borghi, gastronomia e qualità della vita. Nel Golfo dei Poeti, una Liguria ancora autentica.
Ci sono località che conquistano attraverso la notorietà e altre che costruiscono il proprio fascino proprio sulla capacità di non concedersi completamente al turismo di massa.
Lerici appartiene alla seconda categoria.
Affacciata sul Golfo dei Poeti, all’estremità orientale della Liguria, è una destinazione nella quale la bellezza non ha bisogno di essere ostentata. Il suo centro storico si raccoglie tra il mare e l’imponente castello, mentre tutt’intorno si susseguono insenature, spiagge, borghi e promontori.

Ed è forse proprio questo il suo maggiore privilegio.
Un’altra idea di turismo
Definire Lerici una destinazione di nicchia non significa considerarla poco conosciuta. Al contrario, la sua fama è internazionale e il territorio porta con sé una storia culturale straordinaria.
La differenza sta nel tipo di esperienza che offre.
Qui il viaggio può ancora essere fatto di passeggiate sul lungomare, piccoli ristoranti, barche nel porto, bagni in baie raccolte, conversazioni nelle piazze e tramonti osservati senza fretta.
È un turismo più vicino alla ricerca della qualità che alla quantità: adatto a chi desidera il mare senza rinunciare alla cultura e a chi considera il lusso non soltanto come disponibilità di servizi esclusivi, ma come possibilità di vivere un territorio autentico.
Nel Golfo che conquistò poeti e scrittori
Non è casuale che questo tratto di Liguria sia conosciuto come Golfo dei Poeti.
I suoi paesaggi hanno affascinato nel tempo figure come Lord Byron e Percy Bysshe Shelley, insieme ad altri scrittori e intellettuali che hanno contribuito a costruire l’immaginario culturale del territorio.
A San Terenzo, Mary e Percy Shelley trascorsero parte della loro esperienza italiana. Quella relazione tra paesaggio e letteratura continua ancora oggi a dare a Lerici qualcosa di diverso rispetto a una semplice località balneare.

Qui il mare diventa parte di un racconto.
E il visitatore non incontra soltanto una spiaggia, ma un territorio stratificato di storia, arte e memoria.
Il Castello, guardiano del golfo
A dominare Lerici è il suo Castello, costruito sulla roccia sopra il porto.
Dal mare rappresenta quasi la firma visiva della città: mura imponenti sopra un promontorio, case colorate ai piedi e imbarcazioni raccolte nella baia.
Il centro storico si sviluppa proprio tra la fortezza e l’acqua, in un intreccio di vicoli, scalinate ed edifici dai tradizionali colori liguri.
È una dimensione urbana che conserva ancora una forte identità, ben diversa dai resort costruiti intorno alle esigenze del turismo contemporaneo.
San Terenzo, il lato elegante e discreto del golfo
Procedendo lungo il mare si raggiunge San Terenzo, che conserva un carattere differente ma complementare.
Il borgo si sviluppa attorno alla sua baia ed è dominato da un altro castello, parte integrante del patrimonio storico del territorio.
San Terenzo è uno dei luoghi nei quali emerge maggiormente quell’eleganza discreta tipica di Lerici: ville, passeggiate sul mare, piccoli stabilimenti, bar e ristoranti senza la sensazione di trovarsi all’interno di una destinazione costruita artificialmente per il visitatore.
Tellaro, il gioiello nel gioiello
Poi c’è Tellaro.
Una manciata di case colorate aggrappate alla scogliera, vicoli stretti che scendono verso l’acqua e la chiesa di San Giorgio praticamente sospesa sul mare.
Tellaro rappresenta forse meglio di qualsiasi altro luogo la filosofia turistica di questo territorio.
Non ha bisogno di grandi attrazioni artificiali: è il borgo stesso a essere l’esperienza.
Arrivarci, camminare senza una meta precisa tra i carruggi, fermarsi davanti al mare al tramonto significa riscoprire una dimensione del viaggio che molte destinazioni italiane stanno progressivamente perdendo.
Fiascherino e le piccole baie
Tra Lerici e Tellaro si incontra Fiascherino, con una costa frastagliata nella quale si aprono spiagge e piccole insenature.
Anche qui il fascino nasce dalla scala ridotta.

Piccole spiagge raggiungibili attraverso scalinate, rocce, macchia mediterranea e mare.
Una Liguria intima, quasi privata.
Una destinazione per chi cerca qualità
Lerici possiede una caratteristica oggi sempre più rara: riesce ad attirare visitatori senza perdere completamente il proprio ritmo.
Il turista che la sceglie spesso non cerca soltanto il mare.
Cerca buona cucina, paesaggio, cultura, nautica, escursioni, silenzio e una certa qualità estetica dell’ambiente.
È un pubblico potenzialmente molto interessante per il turismo italiano: meno interessato al consumo veloce della destinazione e maggiormente disposto a investire in esperienze, ristorazione, ospitalità di qualità e permanenze più consapevoli.
Ed è precisamente su questo terreno che Lerici può continuare a distinguersi.
La cucina come parte del viaggio
Nel Golfo dei Poeti anche la gastronomia diventa elemento identitario.
Pesce, muscoli – come vengono tradizionalmente chiamate in questa parte della Liguria le cozze – focaccia, pesto, olio, vini liguri e ricette della tradizione marinara accompagnano una cucina strettamente legata al territorio.
Mangiare affacciati sul porto o in una terrazza sul mare non è quindi un semplice servizio turistico, ma parte del racconto stesso della destinazione.
Il vero lusso? Poter rallentare
In un’epoca nella quale molte destinazioni competono per aumentare continuamente il numero delle presenze, Lerici potrebbe avere interesse a percorrere una strada differente.
Proteggere il proprio valore invece di inseguire soltanto i grandi numeri.
Un turismo selezionato non necessariamente per disponibilità economica, ma per sensibilità: visitatori interessati alla cultura, al territorio, all’ambiente e alla qualità dell’esperienza.
Il futuro delle destinazioni più preziose potrebbe infatti essere proprio questo: meno turismo standardizzato e maggiore capacità di offrire esperienze autentiche.
In questo senso Lerici possiede già quasi tutto ciò che serve.
Una perla italiana da custodire
Dal Castello di Lerici alle case di San Terenzo, dalle baie di Fiascherino fino ai vicoli di Tellaro, il territorio offre una sorprendente concentrazione di bellezza.
Lerici non deve diventare un’altra destinazione.
Deve continuare a essere Lerici.
Una località elegante senza ostentazione, culturale senza essere museale, internazionale senza aver perso la propria anima ligure.
Ed è forse questa la sua più grande forza: essere una delle perle del turismo di nicchia italiano, un luogo nel quale il privilegio più grande non consiste nell’essere visti, ma nell’avere ancora il tempo di guardare il mare.
