Il presidente statunitense rinuncia per ora a una nuova offensiva. Al centro dei negoziati il programma nucleare iraniano e la riapertura dello Stretto di Hormuz
WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di sospendere un nuovo attacco militare contro l’Iran, lasciando spazio a un tentativo diplomatico per fermare l’escalation in Medio Oriente.
L’annuncio è arrivato mentre gli Stati Uniti e alcuni Paesi della regione lavorano alla definizione di un’intesa che dovrebbe comprendere la riapertura completa dello Stretto di Hormuz, il ritorno ai negoziati sul programma nucleare iraniano e la cessazione degli attacchi contro le infrastrutture e le rotte commerciali regionali. Trump ha comunque subordinato la sospensione delle operazioni militari alla conclusione rapida di un accordo.

Decisivo il colloquio con Mohammed bin Salman
La decisione del presidente americano sarebbe maturata anche dopo un colloquio con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Il leader saudita avrebbe insistito sulla necessità di privilegiare la diplomazia, mettendo in guardia Washington dalle conseguenze di una nuova offensiva.
L’Arabia Saudita e gli altri Paesi del Golfo temono infatti che un’ulteriore escalation possa provocare attacchi iraniani contro impianti petroliferi, infrastrutture energetiche e basi militari presenti nella regione.
Trump ha dichiarato di intravedere la possibilità di un’intesa rapida e ha sostenuto che anche Israele sarebbe favorevole a concedere tempo alla trattativa. Da parte israeliana rimane tuttavia alta l’attenzione sulla capacità missilistica e nucleare di Teheran.
Nessun accordo definitivo con Teheran
Nonostante l’apertura americana, non risulta ancora pubblicamente confermato un accordo definitivo con il governo iraniano. La sospensione dei nuovi attacchi deve quindi essere considerata una tregua condizionata e non la conclusione della crisi.

Teheran continua a rivendicare il proprio ruolo nello Stretto di Hormuz e respinge le richieste che possano essere interpretate come una rinuncia al controllo della strategica via marittima. Nelle settimane precedenti, gli Stati Uniti avevano chiesto all’Iran di garantire il passaggio delle navi e di interrompere gli attacchi contro il traffico commerciale.
Lo Stretto di Hormuz al centro della crisi
Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e rappresenta una delle rotte energetiche più importanti del pianeta. In condizioni normali, attraverso questo passaggio transita circa un quinto del petrolio commercializzato a livello mondiale.
Le restrizioni alla navigazione, gli attacchi contro le petroliere e il timore di una chiusura prolungata hanno avuto pesanti ripercussioni sui mercati energetici, facendo crescere i prezzi del petrolio e aumentando i costi del trasporto marittimo.
La sua riapertura completa rappresenta pertanto uno degli obiettivi principali della trattativa. Washington chiede che tutte le corsie siano accessibili senza attacchi o imposizioni unilaterali, mentre l’Iran vuole ottenere garanzie economiche, politiche e di sicurezza.
Diplomazia ancora fragile
La scelta di Trump riduce nell’immediato il rischio di una nuova offensiva, ma la situazione rimane estremamente instabile. Le precedenti tregue tra Washington e Teheran sono state più volte compromesse da nuovi attacchi, incidenti marittimi e divergenze sull’applicazione degli accordi.

Le prossime ore saranno decisive per comprendere se la sospensione delle operazioni militari potrà trasformarsi in un negoziato concreto oppure se il mancato raggiungimento di un’intesa riaprirà la strada a una nuova escalation.
