A Birmingham Gianmarco Tamberi torna sul tetto d’Europa. Oro nel salto in alto con 2,32 metri, quarto titolo continentale della carriera e terzo consecutivo. Una vittoria che arriva dopo mesi complicati e che il campione azzurro dedica alla piccola Camilla.
Ci sono campioni che vincono gare e campioni capaci di trasformare ogni gara in una storia. Gianmarco “Gimbo” Tamberi appartiene alla seconda categoria.
Il 14 agosto 2026, agli Europei di atletica di Birmingham, il saltatore azzurro ha scritto un’altra pagina della propria straordinaria carriera conquistando nuovamente la medaglia d’oro nel salto in alto.

La misura decisiva è stata 2,32 metri. Abbastanza per tornare davanti a tutti e aggiungere un altro titolo a una collezione che ormai colloca Tamberi tra i più grandi atleti italiani di sempre.
Per Gimbo si tratta del quarto titolo europeo della carriera e del terzo consecutivo, a dieci anni dal suo primo successo continentale.
Ma limitarsi alle statistiche significherebbe raccontare soltanto una parte della storia.
Quasi 300 giorni lontano dalle gare
Il 2026 di Tamberi non era cominciato come una normale stagione agonistica.
Il campione olimpico di Tokyo era rimasto lontano dalle competizioni per quasi 300 giorni. Il ritorno era arrivato soltanto il 10 luglio a Montecarlo, sulla stessa pedana che dieci anni prima aveva segnato uno dei momenti più dolorosi della sua carriera.
Al debutto aveva superato 2,23 metri, chiudendo al sesto posto. Non era ancora il Tamberi dominante dei giorni migliori, ma rappresentava un segnale importante: Gimbo era tornato.
Poco più di un mese dopo, Birmingham ha dato la risposta definitiva.
Tamberi non era semplicemente tornato a gareggiare.
Era tornato per vincere.

Quella capacità quasi unica di rinascere
È probabilmente questo il tratto che più di ogni altro ha caratterizzato la carriera dell’atleta marchigiano.
Tamberi è nato a Civitanova Marche il 1° giugno 1992 e gareggia per le Fiamme Oro. Nel corso degli anni ha costruito una carriera fatta di successi internazionali, ma anche di cadute, infortuni e ripartenze.
La sua storia sportiva sembrava sul punto di interrompersi proprio alla vigilia delle Olimpiadi di Rio 2016, quando un grave infortunio alla caviglia gli impedì di partecipare ai Giochi.
Quel momento sarebbe potuto diventare il confine definitivo tra ciò che avrebbe potuto essere e ciò che non sarebbe mai stato.
Tamberi lo trasformò invece nel punto di partenza.
Cinque anni più tardi, a Tokyo, arrivò il momento che tutto il mondo dello sport ricorda: l’oro olimpico condiviso con Mutaz Essa Barshim, dopo una delle finali più emozionanti della storia recente dell’atletica.
Poi il titolo mondiale di Budapest 2023, gli ori europei e tante altre serate nelle quali la pedana del salto in alto è diventata il suo palcoscenico.
Gimbo non gareggia soltanto: coinvolge il pubblico
Tamberi ha portato nell’atletica italiana qualcosa che va oltre il risultato tecnico.
La barba tagliata a metà, le urla prima del salto, il dialogo continuo con gli spalti, le corse sotto la curva dopo una vittoria: ogni gara con Gimbo rischia di diventare uno spettacolo.
È un modo di vivere l’atletica molto personale.
Dietro quella teatralità, però, rimane un atleta capace di esprimersi ai massimi livelli internazionali per oltre un decennio.

Il suo record italiano all’aperto è 2,39 metri, misura realizzata proprio a Montecarlo nel 2016.
Dieci anni dopo, a 34 anni, Tamberi continua a essere l’uomo da battere in Europa.
Un oro dal sapore diverso
Quello conquistato a Birmingham ha inoltre un significato personale particolare.
Alla vigilia degli Europei, Tamberi aveva parlato apertamente della figlia Camilla. E il successo è arrivato proprio in coincidenza con il suo primo compleanno.
European Athletics ha infatti raccontato la vittoria come un oro dedicato alla bambina, rendendo ancora più speciale una serata già importante dal punto di vista sportivo.
È forse anche questo il nuovo capitolo della storia di Gimbo.
L’atleta che per anni ha trasformato ogni successo in un’esplosione quasi adolescenziale di gioia oggi è anche un padre che continua a inseguire l’asticella più alta.
Un’Italia dell’atletica che continua a vincere
La vittoria di Tamberi non è arrivata isolata.
La serata di Birmingham ha regalato all’Italia anche l’oro di Nadia Battocletti nei 10.000 metri, il bronzo di Matteo Sioli nel salto in alto e quello di Fausto Desalu nei 200 metri.
Dopo cinque giornate degli Europei, l’Italia si era così portata al comando del medagliere con 5 ori, 2 argenti e 3 bronzi.
Anche questo rende il successo di Gimbo simbolico.
Tamberi è stato uno degli uomini che hanno accompagnato la rinascita dell’atletica italiana nell’ultimo decennio. Oggi, accanto a lui, stanno crescendo campioni più giovani che dimostrano come quella stagione di successi non sia necessariamente destinata a finire.
E adesso, quanto può durare ancora?
A 34 anni la domanda potrebbe sembrare inevitabile.
Quanto può continuare Gianmarco Tamberi?
Ma è una domanda che accompagna Gimbo praticamente da quando, dopo l’infortunio del 2016, qualcuno pensava che sarebbe stato difficile tornare ai massimi livelli.
Da allora ha conquistato Olimpiadi, Mondiali ed Europei.
Birmingham aggiunge quindi un’altra risposta.
Finché c’è un’asticella davanti a lui, probabilmente Tamberi proverà ancora a superarla.
Perché la carriera di Gimbo insegna soprattutto questo: quando sembra arrivato il momento di considerarlo finito, lui trova spesso il modo di tornare dall’altra parte dell’asticella con le braccia al cielo.
E ancora una volta, nel 2026, il re d’Europa è Gianmarco Tamberi.
