Giffoni 2026, da Garuda a Morten: tutti i film premiati

Il Giffoni 2026 celebra il cinema che parla ai giovani: da “Garuda – Dare to Dream” a “Morten”, ecco tutti i vincitori della 56ª edizione del festival.

Il Giffoni 2026 si congeda confermandosi uno dei più autorevoli laboratori internazionali dedicati al cinema per ragazzi e alle nuove generazioni. La cerimonia conclusiva della 56ª edizione ha incoronato opere provenienti da tutto il mondo, premiando storie capaci di affrontare con sensibilità temi come la crescita personale, il coraggio, la memoria, la solidarietà e la ricerca della propria identità. Ancora una volta sono stati i giovani giurati, cuore pulsante della manifestazione, a decretare i vincitori, scegliendo film e cortometraggi che hanno saputo trasformare emozioni, paure e speranze in autentico linguaggio cinematografico.

Garuda conquista il Gryphon Award degli Elements +6

Tra i protagonisti assoluti del Giffoni 2026 spicca “Garuda – Dare to Dream”, produzione indonesiana diretta da Ronny Gani, premiata dalla giuria della sezione Elements +6.

Il film racconta la storia di un tredicenne affetto da asma che sogna di indossare la maglia della nazionale di calcio dell’Indonesia. Un obiettivo apparentemente irraggiungibile che diventa metafora della capacità di superare i propri limiti attraverso determinazione, fiducia e sacrificio.

Durante l’incontro con il pubblico, Ronny Gani ha spiegato di aver scelto un protagonista fragile proprio per trasmettere un messaggio universale: nessuno nasce vincitore, ma ciascuno può diventarlo trovando il coraggio di affrontare le proprie difficoltà.

Una storia che ha emozionato profondamente i giovani giurati, perfettamente in sintonia con il tema dell’edizione, dedicato alle “cose impossibili” che diventano possibili grazie alla forza della volontà.

“Just Call Me Frida” emoziona gli Elements +10

Il Gryphon Award della sezione Elements +10 è stato assegnato alla regista tedesca Katja Benrath per “Just Call Me Frida”, un’opera delicata e intensa che affronta con grande sensibilità il rapporto tra vita e morte.

Il protagonista Samuel vive da anni in ospedale a causa di una grave malattia autoimmune. La sua esistenza cambia quando incontra Frida, una giovane Mietitrice che, prima di diventare la Morte, deve imparare a conoscere il significato della vita.

Il viaggio che i due affrontano insieme diventa un percorso di crescita reciproca, capace di raccontare il valore dell’esistenza senza mai cedere alla retorica.

La stessa Benrath ha invitato i ragazzi a vivere senza paura, ricordando come la consapevolezza della fragilità umana debba trasformarsi in uno stimolo a inseguire i propri sogni con coraggio.

“The Altar Boys” racconta il coraggio di ribellarsi alle ingiustizie

La sezione Generator +13 ha premiato il film polacco “The Altar Boys”, diretto da Piotr Domalewski.

L’opera affronta un tema delicato attraverso lo sguardo di un gruppo di adolescenti chierichetti che, delusi dall’indifferenza degli adulti e delle istituzioni davanti alle ingiustizie sociali, decidono di agire in prima persona.

Il film accompagna lo spettatore lungo il sottile confine tra bene e male, mostrando come la ricerca della giustizia richieda responsabilità, maturità e spirito critico.

Una narrazione intensa che ha saputo coinvolgere la giuria per il suo equilibrio tra denuncia sociale e racconto di formazione.

Morten conquista la sezione Generator +15

Tra le opere più apprezzate del Giffoni 2026 figura anche “Morten”, coproduzione tra Estonia e Lituania diretta da Ivan Pavljutskov, vincitrice nella sezione Generator +15.

Il protagonista è un ragazzo di quindici anni introverso, costretto a vivere con uno zio disoccupato in una fattoria decadente mentre la madre lavora all’estero.

Isolato dai coetanei e segnato da un forte senso di vergogna, Morten trova nella fotografia il mezzo attraverso cui osservare e interpretare il mondo.

L’incontro con due ragazze cambierà profondamente il suo percorso, trasformando il dolore in occasione di crescita personale.

Il regista ha definito il film un viaggio di autoconsapevolezza, nel quale memoria, amicizia e scoperta di sé diventano strumenti per costruire il futuro.

“You Believe in Angels, Mr. Drowak?” conquista pubblico e critica

Per la sezione Generator +18 il riconoscimento è andato a “You Believe in Angels, Mr. Drowak?”, coproduzione tra Germania e Svizzera diretta da Nicolas Steiner.

Il film intreccia le vite di Lena, giovane tutor di scrittura, e Hugo Drowak, ex senzatetto dotato di uno straordinario talento narrativo.

Attraverso la scrittura riaffiorano ricordi dolorosi e ferite mai rimarginate, trasformando il racconto in un potente percorso di rinascita.

L’opera ha ricevuto anche il Best Cinematography – Gaetano Del Mauro Memorial Award, confermando il valore artistico della fotografia e della costruzione visiva del film.

Il documentario vincitore racconta dieci anni di vita

La sezione GEX DOC ha premiato “One in a Million”, diretto da Itab Azzam e Jack MacInnes.

Girato nell’arco di dieci anni, il documentario segue la crescita di Israa, giovane costretta a lasciare la Siria per affrontare il difficile percorso dell’esilio verso la Germania.

Ne nasce un racconto profondamente umano che affronta guerra, identità, appartenenza e speranza, offrendo una testimonianza autentica sulle conseguenze dei conflitti contemporanei.

I cortometraggi premiati

Anche la sezione dedicata ai cortometraggi ha premiato opere provenienti da diversi Paesi, confermando la vocazione internazionale del festival.

Per gli Elements +3 il riconoscimento è andato all’animazione tedesca “Snorri, Catch Me If You Candy!” di Thierry Marchand, divertente avventura di un piccolo polpo blu alle prese con un gigantesco lecca-lecca.

La categoria Parental Experience ha invece premiato “Where We Sit Together” del regista taiwanese Joshua Yang, delicato racconto sul valore della famiglia e della condivisione attorno alla tavola.

Per gli Elements +6 ha vinto “The Little Hotel Detective” dell’olandese Julia van Braak, mentre gli Elements +10 hanno scelto l’italiano “Il Murales del Campione” di Massimiliano Pacifico, dedicato al mito di Diego Armando Maradona e al potere evocativo della street art.

Giffoni conferma la sua vocazione internazionale

La 56ª edizione del Giffoni 2026 conferma ancora una volta la capacità del festival di trasformare il cinema in uno straordinario strumento di dialogo tra culture, generazioni e sensibilità diverse.

Le opere premiate raccontano storie profondamente differenti tra loro, ma accomunate dalla volontà di affrontare temi universali come il coraggio, la resilienza, l’amicizia, la memoria e la speranza.

È proprio questa pluralità di linguaggi, unita allo sguardo autentico dei giovani giurati provenienti da decine di Paesi, a rendere Giffoni uno degli appuntamenti cinematografici più significativi a livello internazionale. Un festival che continua a dimostrare come il cinema possa essere non soltanto intrattenimento, ma anche uno spazio privilegiato di crescita culturale, confronto e formazione delle nuove generazioni.