Europa e Canada mai così vicini: Bruxelles apre la porta a una nuova formula di appartenenza all’Unione
Potrebbe nascere una categoria completamente nuova nei rapporti tra l’Unione europea e il resto del mondo. Nel discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato il 16 settembre a Strasburgo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto di lavorare affinché il Canada diventi il primo “membro associato” dell’UE.

Non si tratterebbe dell’ingresso del Canada nell’Unione come ventottesimo Stato membro. Anzi, proprio questo rende la proposta particolarmente interessante: lo status di “membro associato” non è attualmente previsto dai trattati europei e i suoi contenuti devono ancora essere definiti. La proposta richiederebbe quindi ulteriori negoziati e il coinvolgimento degli Stati membri.
L’obiettivo delineato da von der Leyen è portare le relazioni con Ottawa a un livello molto più profondo dell’attuale accordo commerciale CETA. I settori indicati comprendono sicurezza economica, industria avanzata, tecnologie, difesa, Artico, energia, materie prime critiche, batterie, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e cybersicurezza.

Alla sessione del Parlamento europeo era presente anche il primo ministro canadese Mark Carney. Il passaggio dedicato al Canada è stato accolto favorevolmente in aula, ma resta aperto il punto decisivo: quale forma giuridica e quali diritti comporterebbe effettivamente l’associazione.
Ed è proprio questo l’aspetto più rilevante. Se la formula prendesse corpo, Bruxelles inaugurerebbe un modello di integrazione internazionale diverso sia dalla piena adesione sia dai normali accordi con Paesi terzi. Potenzialmente un precedente destinato ad attirare l’attenzione di altri partner dell’Europa.
Per ora, dunque, non esiste ancora un “Canada membro dell’UE”: esiste una proposta politica di portata inedita, il cui sviluppo potrebbe incidere sugli equilibri economici e strategici transatlantici.
