Sabato 26 settembre il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna accoglierà ufficialmente nella propria collezione l’opera monumentale dell’artista lombarda. Dopo la presentazione, il concerto “Scolpire la musica” con Alessio Bidoli al violino e Luigi Moscatello al pianoforte.
Bologna torna a intrecciare arte contemporanea, musica e memoria con un appuntamento che arricchisce in modo permanente uno dei suoi luoghi culturali più affascinanti.
Sabato 26 settembre 2026, alle ore 17, il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, in Strada Maggiore 34, presenterà al pubblico “Stele”, opera che l’artista Domenica Regazzoni ha deciso di donare al museo. Alle 17.30seguirà nella Sala Eventi il concerto inaugurale “Scolpire la musica”, con il violinista Alessio Bidoli e il pianista Luigi Moscatello. La presentazione sarà a ingresso libero, mentre per il concerto, anch’esso gratuito, è prevista la prenotazione.

Una scultura di due metri e mezzo nel cuore di Palazzo Sanguinetti
“Stele” è stata realizzata nel 2020 in alluminio e misura 250 centimetri di altezza per appena 15 centimetri di larghezza e 20 di profondità. Una presenza verticale e minimale che verrà collocata nel primo cortile interno di Palazzo Sanguinetti, accanto all’ingresso dello spazio espositivo del Museo della Musica.
La scelta del luogo non è casuale. La scultura appartiene infatti a quel filone della ricerca di Regazzoni nel quale arte, musica e liuteria diventano linguaggi che si sovrappongono.
Nel cortile l’opera dialogherà inoltre con la luce grazie a un intervento di Viabizzuno, realtà bolognese specializzata nell’illuminazione architetturale. Non una semplice illuminazione funzionale, ma un progetto pensato per valorizzare forme, ombre e rapporto fra la scultura e l’architettura storica che la circonda.
È quasi una traduzione visiva del suono: materia, luce e spazio diventano parte della stessa narrazione.
Domenica Regazzoni, una vita tra pittura, scultura e musica
Nata a Bellano nel 1953, Domenica Regazzoni è figlia del liutaio Dante Paolo Regazzoni. Cresciuta tra vernici, legni e strumenti musicali, ha iniziato a dipingere nei primi anni Settanta per poi orientare, dagli anni Novanta, la propria ricerca verso linguaggi più astratti e informali.
Il suo rapporto con la musica non è rimasto sul piano dell’ispirazione.

Nel corso della carriera ha lavorato artisticamente a partire dalle parole e dall’universo creativo di autori come Mogol e Lucio Dalla, trasformando musica, testi e suggestioni sonore in pittura e scultura. Il sito ufficiale dell’artista conferma anche per il 26 settembre l’appuntamento bolognese dedicato alla donazione di “Stele”.
Particolarmente importante è proprio il rapporto con Bologna.
Nel 2001 la città ospitò la mostra Regazzoni & Dalla nell’ex Chiesa di San Mattia. Nel 2020 quel sodalizio artistico fu nuovamente celebrato con Domenica Regazzoni & Lucio Dalla a 4 mani, nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio. Nel 2008, invece, il Museo della Musica aveva già dedicato a Regazzoni la personale “Scolpire la Musica”, composta da oltre quaranta opere.
La donazione di “Stele” diventa così non soltanto l’acquisizione di una nuova opera, ma un nuovo capitolo di una storia culturale iniziata oltre venticinque anni fa.
Dopo la scultura, saranno violino e pianoforte a “scolpire” la musica
La giornata proseguirà alle 17.30 con il concerto di Alessio Bidoli e Luigi Moscatello.
Il programma attraverserà quasi due secoli di musica per violino e tastiera, partendo dalla Sonata in sol minore H. 542.5di Carl Philipp Emanuel Bach, per poi incontrare una delle composizioni più celebri e virtuosistiche di Giuseppe Tartini, Il trillo del diavolo.


Il viaggio continuerà con la Sonata n. 1 in re minore per violino e pianoforte, Op. 75 di Camille Saint-Saëns, per concludersi con la spettacolare Tzigane di Maurice Ravel, composta nel 1924.
Bidoli, diplomato con il massimo dei voti e lode al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ha suonato anche alla Carnegie Hall di New York e al Musikverein di Vienna ed è oggi docente di violino al Conservatorio Guido Cantelli di Novara. Un particolare rende ancora più significativo il concerto bolognese: fra gli strumenti da lui utilizzati figura anche un violino appartenuto al nonno, il liutaio Dante Regazzoni.
Moscatello, bolognese, si è formato al Conservatorio Martini e all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola e oggi svolge attività concertistica e didattica.
Un’opera che resterà a Bologna
La forza dell’appuntamento sta proprio nella sua permanenza.
Terminato il concerto, “Stele” non lascerà il Museo. Rimarrà nella collezione come testimonianza del legame tra Domenica Regazzoni, Bologna e quella ricerca che da decenni prova a trasformare il suono in materia e la musica in forma.
In una città riconosciuta dall’UNESCO come Città Creativa della Musica, l’ingresso dell’opera nel patrimonio museale assume quindi un significato che va oltre il singolo evento: pittura, scultura, liuteria e repertorio classico tornano a incontrarsi dentro uno stesso spazio.
Appuntamento: sabato 26 settembre 2026, ore 17, Museo internazionale e biblioteca della musica, Strada Maggiore 34, Bologna. Concerto alle 17.30.
