Auto elettriche condivise, il piccolo paese inglese che prova a cambiare la mobilità

A Tilton due veicoli a zero emissioni sono a disposizione degli abitanti. Il progetto riduce l’isolamento, rafforza la comunità e propone un’alternativa al possesso dell’auto privata

Un piccolo paese del Leicestershire, nel cuore dell’Inghilterra, sta sperimentando un nuovo modo di intendere la mobilità. A Tilton gli abitanti possono utilizzare due automobili elettriche condivise, prenotandole per alcune ore oppure per un’intera giornata.

L’iniziativa è nata dopo la pandemia, quando l’agricoltrice Miriam Stoate si è resa conto che molte persone del paese avevano difficoltà a spostarsi. Le auto parcheggiate non mancavano, ma non tutti potevano utilizzarne una nel momento del bisogno. Alcuni residenti non erano più in grado di guidare, mentre altre famiglie avrebbero avuto necessità di un secondo veicolo solo occasionalmente.

Con il sostegno dell’organizzazione comunitaria Green Fox e grazie ai finanziamenti del progetto Motability e del consiglio distrettuale di Harborough, nel 2023 è stato quindi creato un vero e proprio club delle auto elettriche. Gli iscritti pagano un abbonamento mensile e possono noleggiare i veicoli a ore o a giornata. Per chi non può guidare sono disponibili anche alcuni autisti volontari.

Non solo trasporti, ma anche relazioni sociali

Il progetto non ha migliorato soltanto gli spostamenti. Secondo i promotori, la condivisione delle automobili ha contribuito anche a rafforzare i rapporti tra gli abitanti.

Persone che prima si conoscevano appena hanno cominciato a collaborare, organizzarsi e aiutarsi. Il servizio è diventato così uno strumento contro l’isolamento, particolarmente importante per gli anziani e per chi vive nelle zone rurali, dove autobus e collegamenti pubblici sono spesso insufficienti.

L’esperienza di Tilton rappresenta un’iniziativa locale, ma si inserisce in una questione molto più ampia. Nel Regno Unito il settore dei trasporti rimane una delle principali fonti di emissioni di carbonio e il solo trasporto di superficie produce circa un quarto delle emissioni annuali del Paese.

Crescono le vendite di auto elettriche

Il mercato britannico dei veicoli elettrici sta registrando una forte crescita. Ad aprile le vendite sarebbero aumentate del 59 per cento, arrivando a rappresentare circa un quarto delle nuove automobili vendute.

La transizione, tuttavia, non è priva di difficoltà. Le associazioni ambientaliste temono che le pressioni dell’industria automobilistica possano indebolire lo Zero Emission Vehicle Mandate, il sistema di regole che obbliga i costruttori a vendere una quota progressivamente crescente di veicoli a zero emissioni.

La normativa britannica prevede che dal 2035 tutte le nuove automobili vendute siano elettriche. Secondo gli ambientalisti, eventuali ulteriori deroghe potrebbero ridurre l’offerta di modelli accessibili e rallentare il ricambio delle vecchie vetture con motore termico.

L’elettrico da solo non basta

La sostituzione delle auto a benzina e diesel con quelle elettriche è considerata fondamentale, ma non sufficiente. Una vera politica di mobilità sostenibile richiede anche trasporti pubblici più economici, autobus più frequenti, collegamenti ferroviari efficienti, piste ciclabili e città progettate per favorire gli spostamenti a piedi.

Gli esperti sottolineano che autobus e ferrovie britanniche risentono di decenni di investimenti insufficienti. Le tariffe ferroviarie restano elevate e numerosi territori rurali hanno perso progressivamente collegamenti e servizi.

Greenpeace UK chiede investimenti pubblici più consistenti, una revisione delle tariffe ferroviarie e un abbassamento del tetto giornaliero dei prezzi degli autobus. Tra le altre proposte figurano nuove piste ciclabili, limiti di velocità più bassi nelle aree urbane e una tassazione maggiore per i veicoli più pesanti e inquinanti, come i grandi Suv.

Meno automobili private e più veicoli condivisi

Secondo Greg Marsden, docente di politiche dei trasporti all’Università di Leeds, il Regno Unito rischia di non rispettare gli obiettivi climatici previsti per il settore. Anche applicando le politiche attualmente programmate, il Paese potrebbe superare del 15 per cento la quota di emissioni assegnata ai trasporti.

La soluzione non sarebbe quindi soltanto aumentare il numero di auto elettriche private, ma ripensare complessivamente il modo in cui i cittadini si spostano.

Tra le possibilità indicate dagli studiosi ci sono flotte di veicoli elettrici condivisi nei centri urbani e nelle campagne, automobili più leggere ed economiche per i tragitti brevi e servizi di car sharing disponibili presso le principali stazioni ferroviarie.

L’obiettivo è garantire alle persone la mobilità necessaria senza obbligarle a sostenere i costi dell’acquisto, dell’assicurazione e della manutenzione di un’automobile utilizzata soltanto poche ore alla settimana.

Un modello che potrebbe essere replicato

Il club di Tilton ha dovuto affrontare anche diversi ostacoli. Tra questi, il costo delle assicurazioni e la diffidenza iniziale di alcuni residenti anziani nei confronti delle automobili elettriche.

Nonostante le difficoltà, l’esperienza sta attirando l’attenzione di altri paesi della zona, interessati a creare servizi simili. Il sostegno di organizzazioni specializzate nella mobilità condivisa ha permesso ai volontari di risolvere numerosi problemi pratici e amministrativi.

Il caso di Tilton dimostra che la transizione ecologica non deve necessariamente partire soltanto dalle grandi città o dalle decisioni dei governi. Anche una piccola comunità può sperimentare soluzioni capaci di ridurre le emissioni, migliorare gli spostamenti e avvicinare le persone.