Svezia, il centrosinistra a un passo dal Governo: Andersson avanti per soli tre seggi. Frenano i Democratici Svedesi

Il voto svedese può diventare uno dei risultati politici più significativi dell’Europa del 2026. Il blocco guidato dall’ex premier socialdemocratica Magdalena Andersson è proiettato a 176 seggi contro i 173 della maggioranza uscente. Ma il risultato definitivo arriverà soltanto con il completamento dello scrutinio.

STOCCOLMA – 14 settembre 2026. Tre seggi. Tanto potrebbe bastare per cambiare nuovamente il colore politico della Svezia e riportare Magdalena Andersson alla guida del Paese.

I risultati preliminari delle elezioni legislative indicano infatti il blocco di centrosinistra in vantaggio con 176 seggi sui 349 del Riksdag, contro i 173 attribuiti allo schieramento che sostiene il premier uscente Ulf Kristersson. Il margine è quindi minimo e impone prudenza: devono ancora essere contabilizzati alcuni voti, compresi quelli provenienti dall’estero, e il quadro definitivo è atteso mercoledì. 

https://www.reuters.com/resizer/v2/NIOHH7YRIZJ47B423HMKBZ7HMQ.jpg?auth=78a3ecf7478f65a8fb6438d24f638159969a85396183b3d2127edf1b53ddbcd5&quality=80&width=1080

La vera sorpresa: arretra la destra radicale

Il dato che sta attirando maggiormente l’attenzione europea non riguarda soltanto il possibile ritorno al governo dei socialdemocratici.

Democratici Svedesi, formazione nazionalista e fortemente restrittiva sull’immigrazione che negli ultimi quattro anni ha esercitato una forte influenza sulla maggioranza di centrodestra, risultano in arretramento. Secondo i dati preliminari, il partito scenderebbe intorno al 17,6%, perdendo circa tre punti percentuali e una decina di seggi rispetto alla precedente legislatura. 

È un passaggio importante perché la campagna elettorale era stata letta anche come un test sulla possibilità che i Democratici Svedesi passassero dall’influenza parlamentare a un ruolo ancora più diretto nelle istituzioni.

Il voto sembra invece aver prodotto un risultato diverso: il centrodestra resta competitivo, ma l’avanzata della destra radicale si interrompe.

La Svezia torna a sinistra? Non esattamente

Sarebbe però semplicistico interpretare il risultato come un ritorno alla vecchia Svezia socialdemocratica.

Negli ultimi anni il Paese ha profondamente modificato le proprie politiche sull’immigrazione e sull’asilo, adottando norme molto più restrittive rispetto al passato. Anche un eventuale nuovo governo Andersson difficilmente cancellerebbe completamente questo cambio di rotta.

https://dims.apnews.com/dims4/default/5fa165b/2147483647/strip/true/crop/3943x2629%2B0%2B0/resize/599x399%21/quality/90/?url=https%3A%2F%2Fassets.apnews.com%2F84%2F60%2F3b2e3e89f4fe094d80896fb9206c%2F86f01878b7524ef28a879b3f9db2f5b2

Reuters sottolinea infatti come, anche in caso di vittoria del centrosinistra, non sia previsto un ritorno alle precedenti politiche migratorie particolarmente aperte. Sicurezza, criminalità e integrazione sono ormai entrati stabilmente al centro dell’agenda politica svedese. 

Ed è forse questo l’aspetto più interessante del voto: cambia il possibile governo, ma alcune trasformazioni della società svedese sembrano ormai strutturali.

Il problema adesso si chiama maggioranza

Per Andersson vincere matematicamente non significherebbe automaticamente governare con facilità.

Il centrosinistra è composto da forze con posizioni differenti e la formazione di una coalizione potrebbe rivelarsi complessa. In particolare, il Partito di Centro mantiene forti riserve nei confronti della Sinistra, mentre sul piano fiscale e della spesa pubblica esistono divergenze che dovranno essere ricomposte. 

La futura maggioranza potrebbe quindi nascere con numeri ridottissimi e con la necessità di continue mediazioni parlamentari.

Un segnale per tutta Europa?

È inevitabile che il voto svedese venga osservato anche fuori dai confini nazionali.

Negli ultimi anni numerosi Paesi europei hanno registrato una crescita dei movimenti populisti, sovranisti e anti-immigrazione. Il risultato svedese, qualora fosse confermato, rappresenterebbe invece una battuta d’arresto per questa tendenza in uno dei Paesi politicamente più osservati del Nord Europa

Ma parlare già di inversione europea sarebbe prematuro.

La Svezia racconta piuttosto un continente sempre più frammentato, dove maggioranze e opposizioni possono essere separate da pochissimi seggi e dove il voto si decide sempre più su sicurezza, costo della vita, welfare, immigrazione e identità nazionale.

Per Magdalena Andersson la porta di Rosenbad, sede del Governo, sembra oggi molto più vicina.

Ma con appena tre seggi di vantaggio, in Svezia nessuno può ancora permettersi di festeggiare definitivamente.