Fortunato e Mihai conquistano l’argento agli Europei di atletica, bronzo per Cosi: la marcia italiana torna protagonista sulle strade di Birmingham.
La marcia italiana agli Europei di atletica lascia ancora una volta un segno profondo. Sulle strade di Birmingham arrivano tre medaglie che raccontano solidità, continuità e capacità di competere ai massimi livelli continentali: Francesco Fortunato conquista l’argento nella mezza maratona di marcia, Andrea Cosi completa una preziosa doppietta azzurra con il bronzo, mentre Alexandrina Mihai sale sul secondo gradino del podio nella prova femminile. Tre risultati che, nella stessa mattinata, rafforzano il bilancio dell’Italia agli Europei e confermano il valore di una scuola che continua a trovare interpreti capaci di misurarsi con le grandi potenze internazionali.

A imporsi nella gara maschile è lo spagnolo Paul McGrath, protagonista di una prestazione di alto livello e vincitore in 1h23’23”. Alle sue spalle gli azzurri riescono però a occupare entrambi i restanti posti sul podio, trasformando la prova in una delle pagine più significative della spedizione italiana a Birmingham.
Europei di atletica, Fortunato d’argento e Cosi di bronzo
La mezza maratona di marcia maschile consegna all’Italia un’immagine particolarmente significativa: due azzurri sul podio della stessa gara. Francesco Fortunato chiude secondo, Andrea Cosi terzo, mentre davanti a tutti c’è McGrath.
Non è soltanto una questione di medaglie. Il risultato conferma la capacità del movimento italiano di presentarsi nelle competizioni internazionali con più atleti in grado di lottare per le posizioni che contano. Fortunato e Cosi erano stati selezionati insieme a Gianluca Picchiottino per rappresentare l’Italia nella mezza maratona maschile degli Europei di Birmingham.
Per Fortunato, in particolare, il piazzamento assume un significato importante all’interno di un percorso internazionale ormai consolidato. Il marciatore pugliese aveva già conquistato il bronzo agli Europei di Roma 2024 e si presentava all’appuntamento britannico come uno dei punti di riferimento della squadra italiana.
Birmingham restituisce così la fotografia di un atleta capace di mantenersi ai vertici continentali e di affrontare una specialità nella quale gestione dello sforzo, precisione tecnica e lucidità tattica diventano decisive tanto quanto la condizione fisica.
Accanto a lui emerge il bronzo di Andrea Cosi. Un risultato che acquista ulteriore valore proprio perché ottenuto nella stessa prova in cui l’Italia porta un altro atleta sul secondo gradino del podio. La doppietta certifica la profondità del settore azzurro e offre alla nazionale due medaglie in una gara dominata, per l’oro, dalla Spagna.
McGrath detta il ritmo, l’Italia risponde
Paul McGrath conferma a Birmingham la propria crescita internazionale. Lo spagnolo, già argento europeo nel 2024, riesce a trasformare la gara britannica nella consacrazione continentale, precedendo i due italiani e regalando alla Spagna il titolo europeo.
La sfida tra Italia e Spagna diventa così uno dei fili conduttori della mattinata dedicata alla marcia. Se nella prova maschile è McGrath a respingere l’assalto azzurro, poco dopo è un’altra grande interprete spagnola, María Pérez, a imporsi nella gara femminile.
Dietro i vincitori, tuttavia, l’Italia dimostra di esserci. E lo fa con risultati concreti, non affidandosi a un unico protagonista ma distribuendo le proprie medaglie tra atleti diversi. È forse questo uno degli elementi più interessanti della giornata: la capacità della squadra di trovare continuità ad alto livello.
La marcia, disciplina storicamente importante per l’atletica italiana, continua dunque a rappresentare un settore capace di produrre risultati nelle grandi manifestazioni. Cambiano distanze, generazioni e interpreti, ma resta la capacità di costruire competitività internazionale attraverso tecnica, preparazione e una tradizione che continua a rinnovarsi.
Alexandrina Mihai, un argento conquistato fino al traguardo
La terza medaglia italiana arriva dalla prova femminile e porta il nome di Alexandrina Mihai. L’azzurra conquista l’argento con il tempo di 1h31’04”, alle spalle della spagnola María Pérez.
Per Mihai il finale è particolarmente intenso. La marciatrice italiana deve difendere il secondo posto dall’attacco dell’ucraina Lyudmila Olyanovska, che chiude in 1h31’07”. Tre secondi separano le due atlete al traguardo: un margine ridottissimo dopo oltre ventuno chilometri di gara, sufficiente però a consegnare all’Italia un altro argento.
È una medaglia costruita anche sulla capacità di rimanere lucida nella fase decisiva. Quando la fatica rende ogni gesto più complesso e il distacco si misura ormai in pochi secondi, Mihai riesce a conservare il vantaggio necessario per difendere la seconda posizione.
Davanti, María Pérez completa la giornata d’oro della Spagna. La campionessa spagnola vince in 1h30’06”, tempo indicato dalle cronache internazionali come nuovo record mondiale della specialità.
La prova femminile registra anche il quinto posto di Antonella Palmisano, altro nome di primo piano della marcia italiana. Un piazzamento che, pur non traducendosi in una medaglia, contribuisce a descrivere la presenza dell’Italia nelle zone alte della classifica.
Tre medaglie che raccontano la forza della marcia italiana
Argento, bronzo, argento. Il bilancio della mattinata di Birmingham assume un peso che va oltre il semplice conteggio del medagliere.
Fortunato rappresenta l’esperienza e la continuità ad alto livello. Cosi porta sul podio la profondità di una squadra capace di occupare contemporaneamente due delle prime tre posizioni. Mihai aggiunge la forza di una prova femminile combattuta fino agli ultimi metri.
Tre storie sportive differenti che finiscono per comporre la stessa immagine: quella di un movimento ancora competitivo e capace di confrontarsi con una Spagna che, nella giornata britannica, conquista entrambi i titoli individuali.
Il risultato assume valore anche nella prospettiva della continuità. Nelle discipline tecniche dell’atletica non è sufficiente affidarsi al talento del singolo campione. Servono programmazione, ricambio generazionale e la capacità di costruire un gruppo nel quale più atleti possano avvicinarsi alle posizioni di vertice.
La doppietta maschile e l’argento femminile indicano proprio questa direzione.
Birmingham premia la continuità azzurra
Gli Europei sono, per loro natura, una prova nella prova. Ogni gara misura la condizione dell’atleta, ma contemporaneamente racconta lo stato di salute di un intero movimento nazionale. Nella marcia, almeno nella mattinata di Birmingham, la risposta dell’Italia è arrivata con particolare chiarezza.
Il valore delle medaglie di Fortunato, Cosi e Mihai sta anche nella loro diversità. Non c’è un solo campione a trascinare il settore, ma una pluralità di interpreti capaci di raggiungere il podio nella stessa giornata.
Ed è probabilmente questo il dato destinato a rimanere oltre le classifiche e i tempi.
La marcia italiana agli Europei di atletica torna infatti a raccontare una tradizione che non vive soltanto del proprio passato, ma continua a cercare spazio nel presente. Birmingham consegna all’Italia tre nuove medaglie e, insieme, una conferma: quando la tecnica incontra la preparazione e la capacità di resistere alla pressione delle grandi competizioni, gli azzurri sanno ancora camminare — letteralmente — tra i migliori d’Europa.
