Dalla piscina alle Dolomiti, una nuova sfida per l’atleta paralimpico azzurro: partenza alle tre del mattino e arrivo alla Forcella Lavaredo
Ci sono imprese sportive che si misurano con il cronometro e altre che assumono un significato molto più ampio. Luca Da Prato, atleta della Nazionale italiana di nuoto paralimpico, ha scelto questa volta di lasciare temporaneamente piscine e corsie per affrontare una sfida completamente diversa: raggiungere in carrozzina i 2.454 metri della Forcella Lavaredo, nel cuore delle Dolomiti, per assistere all’alba davanti alle Tre Cime di Lavaredo.


Un’impresa suggestiva e impegnativa, iniziata quando era ancora notte. Da Prato è partito infatti alle 3 del mattino dal Rifugio Auronzo, utilizzando una carrozzina equipaggiata con ruote off-road e un dispositivo elettrico Triride, indispensabile per affrontare un terreno decisamente lontano dagli ambienti normalmente associati alla mobilità in carrozzina.
Al suo fianco c’era il fotografo professionista Marco Ray, grande conoscitore delle Dolomiti, che lo ha accompagnato lungo il percorso fino alla forcella.
Un’alba conquistata metro dopo metro
L’obiettivo era preciso: arrivare alla Forcella Lavaredo prima che il sole comparisse dietro le montagne.
Da lì, a 2.454 metri di quota, Da Prato ha potuto assistere a uno degli spettacoli naturali più affascinanti delle Dolomiti: l’alba sulle Tre Cime.
Una scena che trasforma questa esperienza in qualcosa che va oltre la semplice escursione. La montagna diventa infatti il simbolo concreto di un limite apparentemente invalicabile che può essere affrontato attraverso preparazione, tecnologia, collaborazione e determinazione.
Lo stesso Da Prato ha spiegato di aver voluto dimostrare come determinazione e volontà possano consentire di raggiungere traguardi considerati impossibili.
Dalla montagna agli Europei
L’impresa arriva durante il periodo di preparazione che il nuotatore paralimpico sta svolgendo in Cadore, territorio scelto per il proprio percorso atletico e riabilitativo.

L’obiettivo agonistico è già fissato: i Campionati Europei di nuoto paralimpico, in programma dal 7 al 12 settembre 2026 a Kocaeli, in Turchia, dove Da Prato tornerà a gareggiare con i colori dell’Italia.
La permanenza nelle Dolomiti non è stata però dedicata esclusivamente agli allenamenti. L’atleta ha preso parte anche a diverse iniziative sportive locali, dalle manifestazioni di canoa e paracanoa sul lago di Auronzo agli eventi sul lago di Misurina, fino agli allenamenti nelle acque dei laghi di Auronzo e Braies.
Una sfida costruita insieme
Da Prato ha voluto attribuire una parte importante del successo dell’iniziativa proprio a Marco Ray, sottolineando come la conoscenza della montagna e l’accompagnamento lungo il percorso siano stati fondamentali per affrontare l’ascesa in sicurezza.
Dopo aver raggiunto la Forcella Lavaredo e ammirato l’alba, i due sono scesi verso il Rifugio Lavaredo, dove si sono fermati per una colazione prima dell’arrivo dei primi escursionisti della giornata.
Luca Da Prato, oltre i record
Per Luca Da Prato questa esperienza rappresenta un’altra tappa di un percorso sportivo nel quale il risultato agonistico si accompagna sempre più spesso a un messaggio di inclusione.
L’immagine della carrozzina davanti alle Tre Cime racconta infatti qualcosa di immediato: l’accessibilità non deve significare necessariamente rinunciare alla scoperta, allo sport o alla possibilità di confrontarsi con ambienti complessi.
La tecnologia può aiutare, l’allenamento è indispensabile e la presenza di persone competenti può fare la differenza. Ma alla base rimane la scelta di provare.
Dalla superficie immobile di una piscina alle pareti verticali delle Dolomiti, Da Prato continua così a costruire la propria storia attraverso sfide profondamente diverse tra loro.
Questa volta non c’era un tabellone elettronico ad aspettarlo al traguardo.
C’erano le Tre Cime, 2.454 metri di quota e il sole che iniziava a sorgere sulle Dolomiti.
E forse proprio per questo il risultato assume un valore ancora più particolare.
