Commissione Covid, scontro Conte-Meloni: «Mai commessi illeciti, la premier mi affronti»

ROMA – Si riaccende lo scontro politico sulla gestione della pandemia. Al centro del confronto c’è l’audizione dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, durata circa cinque ore e destinata a proseguire il prossimo 14 settembre.

Conte ha difeso con decisione l’operato dei governi da lui presieduti durante l’emergenza sanitaria, sostenendo di non aver commesso illeciti e dichiarandosi disponibile a rispondere a ogni approfondimento della Commissione. «Potete scavare quanto volete», è stata in sostanza la posizione espressa dall’ex premier durante l’audizione.

Il leader del Movimento 5 Stelle ha però duramente contestato l’impostazione dei lavori, arrivando a definire la Commissione un «plotone d’esecuzione» costruito politicamente contro di lui e accusando Giorgia Meloni di essere la regista degli attacchi nei suoi confronti.

Conte ha quindi chiamato direttamente in causa la presidente del Consiglio, invitandola a un confronto personale sulle decisioni adottate negli anni più difficili della pandemia.

Il botta e risposta ha riguardato diversi aspetti della gestione dell’emergenza, dal Green Pass ai vaccini, fino alle decisioni prese durante le prime fasi dell’epidemia. La tensione politica tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia resta dunque molto alta.

Dal fronte della maggioranza, Giorgia Meloni ha ribadito l’importanza di ricostruire quanto avvenuto durante la pandemia, sottolineando che conoscere la verità rappresenta un diritto dei cittadini.

L’audizione di Conte non chiude quindi il confronto. Dopo la pausa estiva, l’ex presidente del Consiglio tornerà davanti alla Commissione il 14 settembre, quando riprenderanno le domande e l’esame delle scelte compiute durante l’emergenza Covid.