Chi l’ha visto? e la scelta della continuità

Quando la televisione dimostra che non sempre serve un volto nuovo per scrivere una nuova pagina

Ci sono notizie che, più di altre, hanno il pregio di confermare una riflessione.

Qualche settimana fa avevo scritto del futuro di Chi l’ha visto?. Più che immaginare il nome di un possibile successore di Federica Sciarelli, mi interessava osservare quale potesse essere la scelta più giusta per un programma che, dopo oltre vent’anni, si preparava ad aprire una nuova stagione.

Raffaella Griggi

La riflessione nasceva da un’idea precisa: alcuni programmi non hanno bisogno di una celebrità, ma di una professionista che ne conosca il linguaggio, i valori e il metodo di lavoro.

La decisione della Rai sembra andare proprio in questa direzione.

La nuova conduttrice sarà Raffaella Griggi, giornalista che da anni fa parte della squadra di Chi l’ha visto? e che ha seguito, come inviata, alcuni dei casi più complessi affrontati dalla trasmissione.

Una scelta che racconta molto più di un semplice cambio di conduzione.

Il passaggio di testimone è sempre uno dei momenti più delicati nella vita di un programma televisivo. Quando un volto entra nelle case degli italiani per così tanti anni, è naturale che finisca per identificarsi con la trasmissione stessa.

Eppure i grandi programmi riescono a superare questi momenti proprio perché hanno costruito un’identità che va oltre chi li conduce.

Per questo motivo la scelta migliore non coincide sempre con quella più sorprendente.

Talvolta la televisione dimostra la propria maturità quando ha il coraggio della continuità.

Ed è proprio questo il messaggio che sembra emergere dalla decisione della Rai.

Accanto a Raffaella Griggi continueranno infatti ad avere un ruolo centrale anche gli storici inviati Francesco Paolo Del Re, Chiara Cazzaniga e Veronica Briganti.

Un dettaglio solo in apparenza secondario.

In realtà racconta una precisa linea editoriale: non reinventare Chi l’ha visto?, ma accompagnarlo verso una nuova fase valorizzando quella squadra che, negli anni, ha contribuito a costruirne autorevolezza e credibilità.

Anche le prime parole della nuova conduttrice sembrano confermare questa impostazione.

Parlando del nuovo incarico, Raffaella Griggi ha ricordato il grande senso di responsabilità che accompagna questa eredità, definendo Chi l’ha visto? «un programma di servizio pubblico puro». E soprattutto ha pronunciato una frase destinata a raccontare meglio di molte analisi il significato di questo passaggio:

«Nessuno sostituisce nessuno.»

Sono parole che rivelano una visione della televisione.

Non quella che cerca di stupire cambiando tutto, ma quella che riconosce il valore di un lavoro costruito nel tempo e sceglie di proseguirlo con rispetto.

Negli ultimi anni la televisione ha spesso inseguito il cambiamento come se fosse, di per sé, sinonimo di innovazione.

Nuovi volti, nuovi linguaggi, nuove formule.

Ma esistono trasmissioni che non chiedono di essere rivoluzionate.

Chiedono semplicemente di continuare a essere credibili.

Chi l’ha visto? appartiene a questa categoria.

Se il rigore giornalistico, il rispetto per le persone e il senso autentico del servizio pubblico continueranno a rappresentarne il cuore, allora il cambio di conduzione non sarà ricordato come una frattura.

Sarà la dimostrazione che alcune eredità non si raccolgono cercando di imitare chi ci ha preceduto, ma comprendendo il valore del lavoro che ci viene affidato.

Perché i grandi programmi non vivono soltanto nel volto di chi li conduce.

Vivono nella fiducia che riescono a costruire nel tempo.

Ed è proprio quella fiducia, più di qualsiasi nome, la vera eredità che vale la pena custodire.