La forza della parola e l’incanto della scena: Nathan Romania di Piscopo illumina “Le Veglie di Agata”

Nella suggestiva e storica cornice del Palazzo della Cultura di Catania (Cortile Platamone), ha preso vita un appuntamento letterario di rara intensità nell’ambito della prestigiosa manifestazione “Le Veglie di Agata”.

Il celebre palinsesto artistico, ideato e promosso dalla direttrice artistica e padrona di casa Valentina Giua, si è riconfermato cenacolo d’elezione per le voci più vibranti della poesia e della letteratura contemporanea.

Alla guida di questo ambizioso progetto, Valentina Giua ha dimostrato ancora una volta una straordinaria lungimiranza culturale, unita a una sensibilità d’animo e a una grazia accogliente che sanno trasformare ogni evento in un salotto d’arte intimo e raffinato. La sua dedizione e la cura instancabile con cui valorizza i talenti del territorio rappresentano un dono inestimabile per l’intero panorama culturale catanese.

In un’atmosfera sospesa e densa di sacralità laica, l’attenzione della serata si è catalizzata sulla figura dell’autrice Nathan Romania di Piscopo (al secolo Natalina Romania), introdotta con stima e sincero trasporto proprio da Valentina Giua.

A tessere le fila critiche ed emotive dell’incontro è stata successivamente la Prof.ssa Maria Liliana Nigro, firma della prefazione dell’opera, la quale ha guidato la presentazione con un’esegesi appassionata, svelando al pubblico la genesi e la profondità lirica del volume dal titolo evocativo “Questa è l’ultima… poi smetto… forse”.

Il culmine del pathos si è toccato nel momento della lettura drammatizzata. Con una recitazione magistrale, magnetica e carica di vibrante sensibilità, l’autrice ha dato corpo e respiro a un passo cruciale del proprio testo, affiancata sulla scena dal Dott. Vincenzo Di Natale, superbo interprete nel ruolo del tormentato Tancredi.

Il perfetto contrappunto delle due voci, l’eleganza dell’interpretazione e la forza intrinseca della scrittura hanno letteralmente ammaliato la platea, rapita da un dialogo che è parso squarciare il tempo.

Un successo autentico che consacra la pagina scritta a monumento eterno dell’anima, lasciando un’impronta indelebile nel cuore culturale della città e di questa straordinaria rassegna.