Michele Guardì emoziona Agrigento con “Che sarà”: il racconto di una vita tra Rai e ricordi

Davanti alla casa natale di Luigi Pirandello, Michele Guardì ripercorre la sua storia, dall’infanzia a Casteltermini alla carriera in Rai, tra musica, emozioni e la toccante dedica finale alla moglie Rita.

Lo spettacolo “Che sarà”, andato in scena sabato 18 luglio alle 21.30 al Piazzale Caos di Agrigento, davanti alla casa natale di Luigi Pirandello, si è trasformato in un intenso viaggio nella memoria e nella vita di Michele Guardì. Lo storico autore e regista televisivo ha ripercorso, attraverso il racconto, la musica e numerosi aneddoti, le tappe fondamentali della propria esistenza e della sua lunga carriera.

Michele Guardi

Il racconto è iniziato con i ricordi dell’infanzia a Casteltermini, il paese in cui è cresciuto e dove, ancora bambino, allestiva piccoli spettacoli nel cortile di casa. È stato lì che è nata la sua passione per il teatro e per lo spettacolo, una passione che lo ha accompagnato fino a trasformarsi nella professione di una vita.

Dal paese natale il viaggio è proseguito con gli anni del liceo classico, durante i quali Guardì ha ricordato i compagni di scuola, gli episodi vissuti tra i banchi, gli aneddoti sui professori e perfino il “secchione” della classe, rievocati con l’ironia che ha sempre contraddistinto il suo modo di raccontare.

Il percorso biografico è continuato con gli anni trascorsi ad Agrigento e Palermo fino all’approdo a Roma e alla Rai, dove ha costruito una carriera straordinaria, diventando uno degli autori e registi più importanti della televisione italiana. Non sono mancati i ricordi degli incontri con protagonisti dello spettacolo e della politica che hanno segnato il suo percorso umano e professionale.

Ad accompagnarlo sul palco è stata l’Orchestra del Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera, diretta dal maestro Tom Sinatra, chitarrista e arrangiatore Rai, mentre la voce solista è stata quella di Ilaria Mongiovì. Musica e parole si sono alternate in un dialogo continuo, dando vita a uno spettacolo intimo ed emozionante.

Il finale è stato uno dei momenti più intensi della serata. Guardì ha interpretato “La canzone dell’amore perduto” in un emozionante duetto con Ilaria Mongiovì, regalando al pubblico un epilogo carico di sentimento.

A chiudere definitivamente lo spettacolo è stata una dedica alla moglie Rita, pronunciata con grande commozione: «Quanto ti ho amato e quanto ti amo non lo sai, non te l’ho detto e non te lo dirò mai.»

Parole semplici e profonde che hanno emozionato il pubblico e sono state accolte da un lungo e caloroso applauso.