il percorso di Federico Guerini
Un inizio quasi casuale

Federico Guerini si avvicina alla palestra nel 2015, quasi per caso. È una pausa dal calcio, un invito degli amici, niente che lasci presagire un cambiamento profondo. E invece è proprio lì che succede qualcosa. Da quel momento, l’allenamento smette di essere un semplice passatempo e diventa una parte centrale della sua vita. Quella che all’inizio era curiosità si trasforma presto in passione. Una passione vera, di quelle che non ti lasciano più.
Un rifugio e una costruzione
Con il tempo, la palestra diventa molto più di un luogo fisico. È un rifugio. Uno spazio in cui il rumore esterno si abbassa e tutto si concentra su un unico obiettivo: migliorarsi. È lì che Federico trova equilibrio, ma anche sfida. Perché ogni allenamento è un confronto con sé stessi. Non si tratta solo di costruire un corpo più forte, ma di sviluppare una mentalità diversa, più solida e più resistente.

Le lezioni che restano
Nel tempo, l’ambiente della palestra gli trasmette qualcosa che va oltre l’aspetto fisico. Valori concreti, che diventano parte della quotidianità. L’umiltà di partire da zero, la pazienza nel vedere risultati che arrivano lentamente, la capacità di non mollare quando diventa difficile. E soprattutto l’attenzione alle piccole cose, quelle che spesso passano inosservate ma che fanno la differenza nel lungo periodo. Sono insegnamenti che escono dalla palestra e si riflettono nella vita di tutti i giorni.
Un sogno messo in pausa
Nel 2019, insieme al suo allenatore Mauro, nasce un obiettivo preciso: salire su un palco e competere. Un’idea che accende qualcosa di profondo, una direzione chiara da seguire. Poi arriva la pandemia e, come per molti, tutto si ferma. Quel sogno però non scompare. Rimane lì, silenzioso ma vivo. Non si spegne, aspetta.

Il ritorno e la costruzione
Nel 2023 quel fuoco torna a farsi sentire, più forte e più definito. Federico e il suo allenatore riprendono il percorso con un obiettivo chiaro: arrivare pronti a competere nella federazione WABBA. Da quel momento inizia una fase fatta di disciplina vera. Due anni in cui ogni giorno conta, in cui si sceglie di continuare anche quando sarebbe più semplice fermarsi. Si mettono da parte scuse, dubbi e paure per lasciare spazio al lavoro. Non è un cambiamento improvviso, ma una costruzione costante, giorno dopo giorno.
Verso il palco
Oggi quel percorso è vicino a concretizzarsi. La prima gara è fissata: Vicenza, 25 aprile 2026. Non è solo una data, è il punto di arrivo — e allo stesso tempo di partenza — di anni di lavoro. L’emozione è forte, ma ancora più forte è la consapevolezza di aver fatto tutto il necessario per arrivarci. Su quel palco non salirà solo un fisico allenato. Salirà una storia fatta di costanza, sacrificio e determinazione, una trasformazione che va ben oltre l’aspetto estetico.

