La band Black Label Society omaggia il compianto Ozzy

“Engines of Demolition”, l’ultimo lavoro della band heavy metal guidata da Zakk Wylde.

I Black Label Society premono subito sull’acceleratore in “Engines of Demolition” e sfoderano i riff hard rock, i groove blues e le ballate soul che da quasi 30 anni contraddistinguono la band heavy metal guidata da Zakk Wylde.

Ma il freno si aziona completamente, e forse sgorgheranno anche alcune lacrime, con l’attesissimo tributo al compianto Ozzy Osbourne, amico di lunga data e compagno di band di Wylde, presente nel dodicesimo album in studio dei BLS , in uscita venerdì.

Album: Engines of Demolition

“Ozzy’s Song”, la tredicesima traccia, inizia con un pianoforte malinconico e una delicata chitarra acustica entrambi suonati da Wylde mentre il fondatore della Black Label Society si mette a nudo in un omaggio straziante, ma appropriatamente rock, a Osbourne, la superstar dell’heavy metal scomparsa lo scorso luglio all’età di 76 anni.

“Il cielo può piangere / Ma io resisterò, resisterò”, canta dolcemente Wylde senza nominare Osbourne, rendendo il brano comprensibile a chiunque abbia vissuto una perdita. “Alla fine dei conti / Non potrei chiedere di più.”

A metà brano, Wylde si lancia in un assolo elettrizzante, una compendio emozionante del suo lavoro svolto in quasi quarant’anni con la band solista di Osbourne. Sebbene possa essere il brano più discusso del primo album dei BLS dal 2021, anno di uscita di “Doom Crew Inc.”, non è certo l’unico a brillare.

Ozzy Osbourne

L’album “Engines of Demolition” è composto da Dario Lorina (chitarra), John DeServio (basso) e Jeff Fabb (batteria). Wylde ha trascorso gli ultimi quattro anni a scrivere e registrare, intervallando le esibizioni con i tour celebrativi dei Pantera, che hanno reso omaggio alla storia della band metal con i suoi membri superstiti.

Negli ultimi 18 mesi Wylde ha pubblicato quattro singoli come anticipazioni dell’album. “The Gallows” è un brano cupo e malinconico. “Lord Humungus”, un omaggio al cattivo del film del 1981 “Mad Max 2: Il guerriero della strada”, è un inno trascinante. La potente voce di Wylde mette in risalto il ritmo incalzante di “Broken and Blind”.

Black Label Society

“Name in Blood”, l’ultimo singolo, è il brano d’apertura che definisce il tono dell’album, con un assolo caratteristico di Wylde e un ritornello audace e incisivo. Ci sono pochi punti deboli, persino in “Better Days & Wiser Times” e “Back to Me” e nelle loro sonorità più leggere e dalle sfumature country, che ricorrono in tutto il catalogo dei Black Label Society.

Le chitarre incalzanti rendono “Gatherer of Souls” immediatamente orecchiabile. “Above & Below” ha melodie suggestive e un ritornello angelico, quasi come se la battaglia tra il bene e il male si svolgesse attraverso le casse acustiche.

“Pedal to the Floor”, “Broken Pieces” e “The Stranger”, che precedono “Ozzy’s Song”, sono brani ricchi di riff e facili da cantare a squarciagola.

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