Un modello di sviluppo culturale, sociale ed economico
La città di Ancona è stata ufficialmente designata Capitale Italiana della Cultura 2028. L’annuncio è stato dato al Collegio Romano dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al termine di un processo di selezione che ha coinvolto alcune tra le realtà urbane più dinamiche del panorama nazionale.
Il riconoscimento rappresenta non solo un importante traguardo simbolico, ma anche un’opportunità concreta di sviluppo per il territorio marchigiano, che si prepara a diventare un punto di riferimento culturale a livello nazionale e internazionale.

Un progetto culturale solido e innovativo
La scelta della giuria si è basata sulla qualità e sulla visione strategica del dossier presentato da Ancona. Il progetto si distingue per la capacità di integrare la valorizzazione dell’identità locale con una forte apertura internazionale, in particolare verso la dimensione europea e mediterranea.
Al centro della proposta emerge una concezione della cultura come leva trasversale di sviluppo, in grado di incidere su diversi ambiti:
- Rigenerazione urbana, attraverso interventi che migliorano la vivibilità degli spazi cittadini
- Inclusione sociale, con iniziative rivolte a tutte le fasce della popolazione
- Partecipazione attiva, che coinvolge cittadini, associazioni e istituzioni
Il programma si caratterizza inoltre per un approccio interdisciplinare, capace di attrarre pubblici diversi lungo l’intero arco dell’anno, rafforzando il ruolo di Ancona come città dinamica e aperta.
Cultura come motore di crescita
Il dossier vincitore pone la cultura al centro di un più ampio progetto di sviluppo sostenibile. Ancona viene descritta come una “città-porto” e “città-parco”, crocevia di scambi e relazioni nel Mediterraneo, capace di coniugare tradizione e innovazione.
La strategia di investimento, giudicata coerente e ben strutturata, prevede un impatto significativo sul tessuto socio-economico locale. Fondamentale è il coinvolgimento di una rete ampia e articolata che comprende:
- istituzioni culturali
- sistema della ricerca
- realtà associative
- operatori del territorio
Particolare rilievo è attribuito ai giovani, considerati non solo destinatari delle iniziative, ma veri protagonisti dei processi creativi.

Un riconoscimento che guarda al futuro
Grazie alla nomina, Ancona riceverà un finanziamento di un milione di euro destinato alla realizzazione delle attività previste nel programma. Si tratta di un investimento strategico che si inserisce in un percorso avviato dal Ministero della Cultura nel 2014, volto a promuovere la cultura come strumento di crescita economica e sociale.
Attualmente, il titolo di Capitale Italiana della Cultura è detenuto da L’Aquila, mentre per il 2027 è stata designata Pordenone. L’ingresso di Ancona in questo circuito conferma la vitalità culturale diffusa nel Paese.
Il valore delle città finaliste
Nel suo intervento, il Ministro Giuli ha voluto sottolineare anche il contributo delle città finaliste, tra cui Forlì, Catania, Tarquinia e altre, che hanno dimostrato una forte capacità progettuale e una grande vivacità culturale. Il processo di selezione si configura così come un’occasione di crescita collettiva, capace di generare valore ben oltre la città vincitrice.
“Cantiere Città”: continuità e valorizzazione
Anche per l’edizione 2028 è prevista la quinta edizione di “Cantiere Città”, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. Il progetto mira a sostenere tutte le città finaliste, valorizzando le idee, le relazioni e le competenze sviluppate durante la candidatura.
Conclusioni
La nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028 rappresenta un esempio virtuoso di progettazione culturale integrata, capace di coniugare identità, innovazione e partecipazione. Più che un riconoscimento, si tratta di una sfida: trasformare la cultura in un motore duraturo di sviluppo, inclusione e crescita per l’intero territorio.
Un percorso ambizioso che, se realizzato pienamente, potrà lasciare un’eredità significativa ben oltre il 2028.
