RAI, FINISCE L’ERA RANUCCI A REPORT: IL CAMBIO CHE RIAPRE IL DIBATTITO SULL’INFORMAZIONE PUBBLICA

Ranucci fuori dalla conduzione di Report: arrivano Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. La redazione si spacca e il caso diventa politico

Non è un semplice cambio di conduttore.

La decisione della Rai di affidare la prossima stagione di Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, togliendo la conduzione a Sigfrido Ranucci, sta diventando uno dei casi mediatici e politici più forti di queste ore.

Ranucci guidava il programma dal 2016, quando aveva raccolto il testimone da Milena Gabanelli. Ora la Rai gli avrebbe prospettato diverse possibilità di ricollocazione professionale, mentre il giornalista ha reagito annunciando che continuerà quella che considera una battaglia per la libertà di stampa.

La questione, però, va molto oltre il destino professionale di un singolo giornalista.

La reazione della squadra di Report

Il punto forse più delicato riguarda infatti il futuro della redazione.

Alcuni storici inviati della trasmissione hanno espresso una posizione durissima sulla nuova organizzazione del programma. Il Corriere riferisce che Giulio Valesini e Bernardo Iovene hanno rifiutato la proposta di assumere il ruolo di capi autori, mentre all’interno della squadra sono emersi forti malumori.

Questo elemento cambia completamente la lettura della vicenda.

Report non è infatti un format televisivo costruito prevalentemente attorno alla figura del presentatore. È una macchina giornalistica basata su mesi di ricerca, documenti, fonti, verifiche e lavoro investigativo.

Cambiare il volto del programma significa quindi inevitabilmente interrogarsi anche sulla sua futura identità editoriale.

Chi sono Presutti e Piervincenzi

La Rai ha comunque scelto due giornalisti con esperienza nel giornalismo sul campo.

Giulia Presutti lavora da anni come giornalista investigativa e inviata di Report.

Daniele Piervincenzi ha invece collaborato con diversi programmi Rai ed è diventato noto al grande pubblico anche per l’aggressione subita a Ostia durante un servizio giornalistico legato al clan Spada.

La questione, quindi, non può essere ridotta a uno scontro tra “giornalisti d’inchiesta” e nuovi conduttori privi di esperienza.

Il problema è differente: quale Report vuole costruire la Rai dopo Ranucci?

Il caso diventa immediatamente politico

Come spesso accade quando si parla di servizio pubblico, la decisione ha immediatamente provocato reazioni politiche contrapposte.

Matteo Salvini ha accolto positivamente l’uscita di Ranucci dalla conduzione, mentre Elly Schlein e altre forze di opposizione hanno letto la decisione come il risultato di una pressione politica esercitata sul giornalista e sulla trasmissione.

Sono interpretazioni politiche, naturalmente, e devono essere distinte dai fatti.

Il fatto accertato è che la Rai ha deciso di cambiare conduzione.

Il resto appartiene a un confronto molto più ampio sul rapporto tra servizio pubblico, politica e giornalismo investigativo.

Una questione che riguarda tutta la Rai

Ed è probabilmente qui che la vicenda assume un interesse nazionale.

La Rai non è un’emittente privata.

È il servizio pubblico radiotelevisivo italiano e, proprio per questo, ogni scelta riguardante un programma di inchiesta particolarmente esposto finisce inevitabilmente sotto una lente diversa.

La domanda diventa quindi istituzionale prima ancora che televisiva:

quanto deve essere autonoma un’inchiesta giornalistica quando viene realizzata all’interno di un’azienda pubblica i cui vertici sono inevitabilmente inseriti in un sistema di nomine influenzato dalla politica?

È una questione che accompagna la Rai praticamente dalla sua nascita.

Dopo quasi trent’anni, Report entra in un’altra fase

Il programma nasce nel 1997 con Milena Gabanelli.

Dal 2016 il volto è diventato quello di Sigfrido Ranucci.

Ora comincia una terza fase.

Milena Gabanelli, interrogata sulla nuova conduzione, ha scelto pochissime parole:

“Lunga vita a Report”.

Probabilmente è proprio questo il vero interrogativo.

Non se Report continuerà ad andare in onda.

Ma quanto del Report conosciuto fino a oggi continuerà a esistere.