Monopattini elettrici, dal 17 luglio scatta l’obbligo dell’Rc. Sharing: «Caschi e targhe? Per molti restano solo sulla carta»

Dal 17 luglio entrerà in vigore l’obbligo di assicurazione Rc per i monopattini elettrici, sia privati sia in sharing. Mentre gli operatori del noleggio dichiarano di essersi già adeguati alle nuove disposizioni, cresce il dibattito sull’effettiva applicazione delle altre misure previste dalla normativa, come l’obbligo del casco e del contrassegno identificativo.

Dopo il rinvio deciso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in accordo con il settore assicurativo, scatterà tra pochi giorni l’obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile per tutti i monopattini elettrici. La misura rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di regolamentazione della micromobilità urbana, ma solleva interrogativi sulla sua concreta applicazione, soprattutto per quanto riguarda i circa un milione di proprietari di monopattini privati.

Le società di sharing: «Noi siamo già in regola»

Le aziende del settore del noleggio assicurano di aver recepito tutte le prescrizioni previste dalla legge. Assosharing, l’associazione che rappresenta gli operatori, sottolinea come i servizi di sharing siano «l’unico segmento autorizzato, controllato e assicurato da sempre».

Secondo l’associazione, le maggiori criticità riguardano invece il comparto privato. «Forse non in regola sono i privati: circa un milione di persone che dal 17 luglio rischiano di circolare fuori norma», evidenziano gli operatori.

Assosharing rivendica inoltre i risultati ottenuti sul fronte della sicurezza, ricordando che non si registrano vittime tra gli utenti dei monopattini in sharing dal novembre 2021, quando l’introduzione del limite di velocità a 20 km/h è stata implementata sui mezzi attraverso sistemi di controllo software.

Casco e targhino: norme poco rispettate

Parallelamente all’obbligo assicurativo, restano aperte le questioni relative al rispetto delle altre disposizioni già in vigore. L’obbligo del casco, introdotto due anni fa, e quello del contrassegno identificativo, operativo da maggio 2026, secondo diverse associazioni continuano a essere largamente disattesi.

Il presidente nazionale di Assoutenti, Gabriele Melluso, denuncia una situazione diffusa nelle principali città italiane. «La violazione dell’obbligo del casco è sistematica, indipendentemente dall’età degli utilizzatori. Allo stesso modo, continua a essere ignorato il divieto di trasportare un passeggero, con monopattini che circolano quotidianamente con due persone a bordo», afferma.

Secondo Melluso, il problema principale è rappresentato dalla scarsità dei controlli. «Le sanzioni sono ancora troppo poche e, senza un’efficace attività di vigilanza, qualsiasi obbligo rischia di rimanere solo sulla carta.»

Le perplessità sull’obbligo dell’Rc

Gli operatori del noleggio esprimono anche dubbi sull’efficacia concreta dell’obbligo assicurativo per il settore dello sharing. A loro avviso, la nuova Rc non comporterebbe un incremento delle tutele per gli utenti o per i pedoni, ma determinerebbe soprattutto un aumento dei costi gestionali.

Secondo Assosharing, i mezzi in sharing sono già completamente tracciabili grazie ai sistemi GPS, all’identificazione del veicolo e alle applicazioni che registrano l’identità del conducente, il percorso e gli orari di utilizzo. Per questo motivo, sostengono, il contrassegno fisico fornirebbe informazioni inferiori rispetto a quelle già disponibili attraverso i sistemi digitali.

Un settore alle prese con costi e nuove regole

Le aziende evidenziano infine il peso economico delle recenti modifiche normative. Nel giro di pochi mesi il settore ha dovuto affrontare nuovi obblighi amministrativi, procedure di registrazione e l’adeguamento alle nuove polizze assicurative, con ulteriori costi operativi.

Gli operatori temono che un eccessivo aggravio regolatorio possa penalizzare proprio il comparto maggiormente controllato, lasciando invece irrisolto il problema dei monopattini privati che circolano senza rispettare gli obblighi previsti.

Con l’entrata in vigore dell’Rc obbligatoria, la sfida per le istituzioni sarà quindi quella di garantire non solo l’applicazione delle nuove norme, ma anche un sistema di controlli efficace, affinché le regole vengano rispettate in modo uniforme da tutti gli utilizzatori della micromobilità elettrica.