Massimo Scandella, il giovane presidente del BIM: la nuova generazione che guida la montagna bergamasca

C’è una nuova generazione che sta prendendo spazio nelle istituzioni locali, portando con sé un linguaggio diverso, più diretto e spesso più vicino ai territori. In provincia di Bergamo, uno dei nomi che meglio rappresenta questo cambio di passo è Massimo Scandella, eletto nel 2025 presidente del Consorzio BIM Lago di Como e fiumi Brembo e Serio.

A soli 25 anni, Scandella incarna un profilo ancora raro nella governance degli enti sovracomunali: giovane, ma già con un percorso amministrativo strutturato. Originario di Rovetta, laureato in Economia Aziendale e assessore comunale, arriva alla guida del BIM dopo un’esperienza maturata all’interno del consiglio direttivo dell’ente. 

Il BIM: un motore silenzioso del territorio

Per comprendere il peso della sua nomina, bisogna partire dal ruolo del BIM. Il Consorzio del Bacino Imbrifero Montano non è un semplice ente tecnico: è uno strumento chiave per redistribuire le risorse derivanti dallo sfruttamento idroelettrico verso i territori montani. 

Si tratta di fondi fondamentali per:

  • sostenere i piccoli Comuni
  • finanziare opere pubbliche
  • contrastare il dissesto idrogeologico
  • promuovere sviluppo e servizi nelle valli

In altre parole, il BIM è uno dei pochi strumenti concreti che trasformano l’energia prodotta in montagna in investimenti diretti per chi quella montagna la vive.

Una nomina che segna un cambio generazionale

L’elezione di Scandella — avvenuta con un consenso quasi unanime — non è solo un passaggio istituzionale, ma un segnale politico forte. 

Dopo decenni di gestione più tradizionale, il BIM si affida a una figura giovane, cresciuta direttamente nel territorio e nelle sue dinamiche amministrative. Un cambio che riflette anche una trasformazione più ampia: quella delle comunità montane, sempre più chiamate a innovarsi per restare competitive.

Nel suo programma, Scandella ha messo al centro:

  • il dialogo tra enti locali
  • la progettazione condivisa
  • la tutela del territorio
  • il rafforzamento dei servizi nei piccoli Comuni 

La sfida: tenere viva la montagna

Il contesto in cui si inserisce questa nuova leadership è complesso. Le aree montane affrontano sfide cruciali:

  • spopolamento
  • carenza di servizi
  • fragilità ambientale
  • necessità di nuove infrastrutture

In questo scenario, il BIM diventa sempre più strategico. Non solo come ente erogatore di fondi, ma come cabina di regia capace di coordinare progetti e visioni territoriali.

Scandella ha sottolineato proprio questo aspetto: la necessità di lavorare insieme a Provincia, Regione e comunità montane per massimizzare le risorse e costruire strategie comuni. 

Oltre l’età: un nuovo approccio amministrativo

Definire Scandella semplicemente “giovane presidente” sarebbe riduttivo. La sua figura rappresenta piuttosto un cambio di approccio:

  • più attenzione al territorio reale
  • maggiore comunicazione verso i cittadini
  • centralità delle progettualità sovracomunali

Uno degli obiettivi dichiarati è anche quello di rendere il BIM più visibile, avvicinandolo alle persone e facendo conoscere meglio il suo ruolo, spesso poco percepito fuori dagli ambienti amministrativi. 

Il futuro delle valli passa da qui

La nomina di Massimo Scandella racconta una storia più ampia: quella di una montagna che non vuole restare ai margini.

Tra energia, ambiente e sviluppo locale, il futuro delle valli bergamasche passa anche da enti come il BIM e dalla capacità di chi li guida di trasformare risorse in opportunità.

E oggi, quel compito è nelle mani di una nuova generazione.

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