Louvre, riapre la Galerie d’Apollon dopo il furto

La Galerie d’Apollon del Louvre torna visitabile dopo il clamoroso furto del 2025: la sala è aperta, ma resta priva dei Gioielli della Corona.

Il Louvre prova a voltare pagina dopo uno degli episodi più delicati della sua storia recente. A nove mesi dal clamoroso furto dei Gioielli della Corona francese, la Galerie d’Apollon ha riaperto le porte ai visitatori, segnando il primo concreto passo verso il ritorno alla normalità. La storica galleria, tuttavia, si presenta oggi in una veste inedita: nessuna vetrina, nessuna teca e soprattutto nessun gioiello. Una scelta voluta dalla nuova direzione del museo, che trasforma temporaneamente uno spazio espositivo in un luogo di contemplazione architettonica e artistica.

La riapertura rappresenta un momento simbolico per il museo più visitato al mondo, chiamato oggi ad affrontare non soltanto le conseguenze di un furto senza precedenti, ma anche una più ampia riflessione sul proprio modello organizzativo, sulla sicurezza e sulla gestione di una struttura che ogni anno accoglie milioni di persone.

La Galerie d’Apollon torna ad accogliere il pubblico

Poco dopo le nove del mattino, le grandi porte della Galerie d’Apollon si sono nuovamente aperte ai visitatori. Il lungo corridoio di oltre 61 metri, ispirato alla Galleria dei Carracci di Palazzo Farnese a Roma e successivamente modello per la celebre Galerie des Glaces della Reggia di Versailles, torna così a essere percorribile dopo nove mesi di chiusura.

L’atmosfera, tuttavia, è profondamente diversa rispetto al passato. In fondo alla galleria, una robusta inferriata impedisce ancora l’accesso al balcone affacciato sulla Senna, punto dal quale, il 19 ottobre 2025, il commando di rapinatori riuscì a introdursi nel museo sfruttando un montacarichi posizionato lungo il Lungosenna.

Quel dettaglio architettonico è oggi il segno più evidente di una vicenda che ha profondamente scosso una delle istituzioni culturali più prestigiose del pianeta.

Il furto che ha sconvolto il Louvre

Il colpo venne portato a termine in pochi minuti. I rapinatori riuscirono a sottrarre otto preziosi Gioielli della Corona francese custoditi nella Galleria di Apollo, tra cui il celebre diadema appartenuto alla principessa Eugénie.

Quest’ultimo venne successivamente ritrovato in strada, seppur danneggiato, mentre le indagini portarono all’arresto dei quattro presunti responsabili dell’assalto.

L’episodio mise immediatamente in evidenza numerose criticità nella sicurezza del museo. Le indagini e le verifiche successive hanno fatto emergere vulnerabilità nei sistemi di videosorveglianza, problemi strutturali e una gestione ormai ritenuta non più adeguata alle esigenze di un complesso museale delle dimensioni del Louvre.

Una galleria senza gioielli per valorizzarne la storia

Il nuovo direttore del museo, Christophe Leribault, ha scelto una strada insolita. La Galerie d’Apollon resterà temporaneamente completamente priva delle collezioni di gioielli che per decenni ne hanno costituito il principale motivo di richiamo.

L’obiettivo è riportare al centro dell’attenzione la magnificenza della sala stessa, permettendo ai visitatori di ammirarne l’architettura e le straordinarie decorazioni realizzate da artisti come Charles Le Brun ed Eugène Delacroix.

Secondo Leribault, questa scelta consente di riscoprire la funzione originaria della galleria, concepita come ambiente rappresentativo dell’antica residenza dei Re di Francia prima della trasformazione del palazzo nel più celebre museo del mondo.

Parallelamente, il direttore ha annunciato la realizzazione di una nuova area ad altissima sicurezza destinata ai Gioielli della Corona. Il progetto prevede una vera e propria cassaforte museale, completamente priva di finestre, collocata in un’altra zona del Louvre. L’iniziativa richiederà importanti lavori strutturali e significativi investimenti economici.

Il restauro del diadema di Eugénie

Tra i simboli del furto figura senza dubbio il diadema della principessa Eugénie.

Il suo restauro è tuttora in corso, ma secondo Leribault le condizioni dell’opera sono migliori di quanto inizialmente temuto. Praticamente tutti gli elementi risultano recuperabili e il direttore si dice convinto che proprio il furto finirà, paradossalmente, per aumentarne la notorietà.

Il paragone richiamato è quello con la Gioconda, divenuta un’icona mondiale anche dopo il celebre furto del 1911, episodio che contribuì in maniera decisiva alla fama universale del capolavoro di Leonardo da Vinci.

Una crisi che va oltre il furto

Il clamoroso episodio dell’ottobre 2025 ha rappresentato soltanto il punto culminante di una situazione già complessa.

Negli ultimi anni il Louvre è stato infatti al centro di crescenti critiche per problemi strutturali, infiltrazioni d’acqua, impianti tecnologici ormai obsoleti, climatizzazione insufficiente e servizi ritenuti non adeguati all’enorme afflusso di pubblico.

Le difficoltà hanno alimentato una profonda crisi interna culminata, durante l’inverno scorso, in scioperi ripetuti del personale, proteste sindacali e nelle dimissioni dell’allora presidente Laurence des Cars.

Un quadro che ha reso ancora più urgente il piano di rilancio annunciato dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron già all’inizio del 2025.

Il progetto “Louvre Nouvelle Renaissance”

Il programma denominato “Louvre Nouvelle Renaissance” punta a ridisegnare profondamente il futuro del museo.

Tra gli interventi previsti figura la creazione di uno spazio autonomo dedicato esclusivamente alla Gioconda, capace di distribuire meglio i flussi dei visitatori e restituire visibilità a molti altri capolavori oggi inevitabilmente oscurati dall’attrazione esercitata dal dipinto di Leonardo.

Secondo Leribault, circa l’80% dei visitatori si dirige immediatamente verso la Gioconda, spesso ignorando opere straordinarie di Tiziano, Veronese e di altri grandi maestri presenti nella stessa ala del museo.

Il nuovo percorso prevede ingressi contingentati, prenotazioni con orario definito e una migliore esperienza di visita grazie a sale introduttive dedicate alla storia dell’opera e a nuovi collegamenti interni mediante ascensori e scale.

Nuovi ingressi e investimenti miliardari

Tra gli interventi strategici figura anche la realizzazione di un secondo accesso al museo, destinato ad affiancare la celebre Piramide progettata da Ieoh Ming Pei.

L’attuale ingresso, pensato negli anni Ottanta per circa quattro milioni di visitatori annuali, deve oggi gestire oltre nove milioni di presenze. Durante i mesi estivi, spiega Leribault, il sovraffollamento e le elevate temperature rendono particolarmente complessa la permanenza sia del pubblico sia del personale.

Alla necessità di ampliare gli accessi si affianca quella di rinnovare gli impianti tecnici, spesso arrivati a fine ciclo. Il malfunzionamento dei sistemi di climatizzazione, in particolare durante le ondate di calore, costringe talvolta alla chiusura temporanea di alcune sale per garantire la conservazione delle opere.

Il piano di rilancio richiederà risorse ingenti. Le stime parlano di investimenti superiori al miliardo di euro, da reperire attraverso fondi pubblici e contributi privati.

Anche la futura visita alla Gioconda potrebbe prevedere un biglietto dedicato con un supplemento economico, destinato a sostenere parte dei costi del progetto.

Il Louvre riparte dalla propria identità

La riapertura della Galerie d’Apollon non rappresenta soltanto il ritorno di uno spazio storico alla fruizione del pubblico. È soprattutto il simbolo di un museo che tenta di trasformare una delle pagine più difficili della propria storia in un’occasione di rinnovamento.

Le ferite lasciate dal furto dell’ottobre 2025 restano evidenti, così come le criticità strutturali emerse negli ultimi anni. Tuttavia, il percorso avviato dalla nuova direzione punta a coniugare sicurezza, tutela del patrimonio e qualità dell’esperienza dei visitatori. Per il Louvre si apre così una nuova fase, nella quale la valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico dovrà procedere di pari passo con una profonda modernizzazione dell’intero complesso museale.