Teheran blindata per l’ultimo saluto ad Ali Khamenei
L’Iran ha dato ufficialmente il via alle cerimonie funebri pubbliche dedicate all’ayatollah Ali Khamenei, la cui salma è stata esposta nella Grande Mosalla di Teheran all’interno di una teca di vetro. Migliaia di persone hanno raggiunto la capitale fin dalle prime ore del mattino per rendere omaggio all’ex Guida Suprema, mentre le autorità prevedono un’affluenza complessiva fino a 20 milioni di fedeli nell’arco dei sei giorni di commemorazioni.
L’intero centro di Teheran è stato trasformato in una zona ad altissima sicurezza, con centinaia di agenti schierati, numerosi posti di blocco e rigidi controlli agli accessi. Già dalla serata di venerdì centinaia di cittadini si erano messi in fila davanti alla Grande Mosalla per poter entrare tra i primi nella camera ardente.
La bara di vetro e l’omaggio dei fedeli
La bara di vetro contenente il corpo di Khamenei è stata collocata in posizione rialzata all’interno della moschea. Accanto al feretro sono esposte anche le bare di alcuni familiari rimasti uccisi insieme a lui nel primo giorno del conflitto: secondo quanto riferito dalle autorità iraniane, si tratta di una figlia, un genero, una nuora e una nipote di appena 14 mesi.
Le immagini diffuse dalla televisione di Stato mostrano migliaia di persone raccolte in preghiera davanti alla salma, mentre numerose bandiere iraniane e vessilli con scritte in arabo invocano vendetta per la morte dell’ex Leader Supremo.
Sei giorni di funerali tra Iran e Iraq
Il programma delle esequie si svilupperà nell’arco di sei giorni attraversando alcuni dei principali luoghi simbolo dello sciismo.
Dopo l’omaggio pubblico nella capitale, lunedì è prevista una grande processione per le strade di Teheran. Martedì il feretro verrà trasferito a Qom, dove sarà celebrata una preghiera di massa nei pressi della moschea di Jamkaran.
Mercoledì le commemorazioni dovrebbero proseguire in Iraq, nelle città sante sciite di Najaf e Karbala. La sepoltura è infine prevista per giovedì 9 luglio a Mashhad, città natale di Khamenei, presso il santuario dell’Imam Reza.
Oltre 400 tende della Mezzaluna Rossa per assistere i pellegrini
Per gestire l’enorme afflusso di persone provenienti da tutto il Paese, le autorità iraniane hanno predisposto un imponente piano logistico.
Sono state allestite oltre 400 tende della Mezzaluna Rossa iraniana, mentre sono stati distribuiti punti di ristoro e autobotti per l’acqua potabile per fronteggiare temperature superiori ai 35 gradi previste nei prossimi giorni.
Secondo la televisione di Stato, la camera ardente resterà aperta fino alle ore 20 locali di domenica, mentre le preghiere collettive continueranno nella giornata successiva prima dell’inizio ufficiale delle cerimonie funebri.
Folla in lutto e slogan contro Stati Uniti e Israele
L’atmosfera nella capitale resta estremamente tesa. Durante la cerimonia migliaia di persone hanno esposto bandiere rosse, simbolo del martirio e della richiesta di giustizia, scandendo slogan come “Morte all’America” e “Vendetta, vendetta”.
Le manifestazioni di cordoglio si intrecciano con il clima di forte tensione regionale seguito alla morte di Khamenei, avvenuta durante l’attacco del 28 febbraio attribuito dalle autorità iraniane a Israele e agli Stati Uniti.
Trump: “Muro d’acciaio contro Teheran, ma non voglio chiudere Hormuz”
Sul fronte internazionale continuano intanto le reazioni. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di aver costruito un “muro d’acciaio” contro Teheran, precisando tuttavia di non voler procedere alla chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio.
Parallelamente cresce la tensione anche nello Yemen, dove i ribelli Houthi hanno minacciato l’Arabia Saudita dopo la presunta violazione del proprio spazio aereo, alimentando ulteriormente le preoccupazioni per un possibile allargamento della crisi in Medio Oriente.

