Gillian Anderson protagonista dell’horror queer Camp Miasma: tra identità, desiderio e omaggi al grande cinema

L’horror incontra il melodramma, il desiderio e la riflessione sull’identità in “Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte”, il nuovo film della regista transgender Jane Schoenbrun, tra le voci più originali del cinema contemporaneo. Dopo il successo ottenuto al Sundance, la pellicola ha conquistato la Palma Queer nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes ed è pronta ad arrivare nelle sale italiane il 19 agosto, distribuita da Mubi.

Protagoniste del film sono Gillian Anderson e Hannah Einbinder, interpreti di un racconto che unisce horror slasher, passione queer e un raffinato tributo alla storia del cinema, da Halloween alle opere del regista Douglas Sirk.

epa12953115 (L-R) Gillian Anderson, Director Jane Schoenbrun and Hannah Einbinder attend the photocall for ‘Teenage Sex And Death At Camp Miasma’ during the 79th annual Cannes Film Festival, in Cannes, France, 13 May 2026. The film festival runs from 12 to 23 May 2026. EPA/CLEMENS BILAN

L’omaggio a Scream e la nascita di una visione personale

Per Jane Schoenbrun, l’ispirazione nasce da una passione adolescenziale per la saga di Scream, che ha rappresentato molto più di un semplice riferimento horror.

La regista ha spiegato come proprio quella serie le abbia insegnato i meccanismi del genere, mostrando allo stesso tempo quanto fosse possibile sovvertirne le regole e giocare con le aspettative del pubblico. Un approccio che diventa il cuore stesso di Camp Miasma, dove il cinema riflette continuamente su se stesso.

epa12952952 Gillian Anderson attends the photocall for ‘Teenage Sex And Death At Camp Miasma’ during the 79th annual Cannes Film Festival, in Cannes, France, 13 May 2026. The film festival runs from 12 to 23 May 2026. EPA/CLEMENS BILAN

Una storia tra sangue, cinema e seduzione

La protagonista Kris, interpretata da Hannah Einbinder, è una giovane e promettente regista chiamata a rilanciare una celebre saga horror ormai in declino, costruita attorno al misterioso serial killer Little Death, figura dall’identità sia maschile sia femminile.

Determinata a restituire prestigio al franchise, Kris decide di convincere a tornare sul set Billy Presley, l’attrice protagonista del primo capitolo, interpretata da una magnetica Gillian Anderson. Billy vive ormai isolata proprio nella località dove venne girato l’originale Camp Miasma, circondata da un’aura di mistero e da un’estetica che richiama le grandi icone del cinema classico, da Gloria Swanson a Lana Turner.

L’incontro tra le due donne si trasforma rapidamente in un’intensa relazione fatta di attrazione, desiderio e tensione, mentre la linea di confine tra realtà e finzione si dissolve in un crescendo di violenza, sangue e presenze oscure.

25000epa12952954 Hannah Einbinder attends the photocall for ‘Teenage Sex And Death At Camp Miasma’ during the 79th annual Cannes Film Festival, in Cannes, France, 13 May 2026. The film festival runs from 12 to 23 May 2026. EPA/CLEMENS BILAN

Gillian Anderson: “La libertà nasce quando scompare la vergogna”

Gillian Anderson ha raccontato di aver trovato nel progetto una profonda sintonia anche grazie all’esperienza maturata durante la realizzazione del libro Want, pubblicato nel 2024 e dedicato alle fantasie sessuali raccontate da donne di tutto il mondo.

Secondo l’attrice, il desiderio e la sessualità riescono a esprimere pienamente il loro significato solo quando vengono vissuti senza vergogna, come uno spazio di libertà e autenticità. Una visione che, a suo giudizio, Jane Schoenbrun riesce a trasmettere con straordinaria naturalezza attraverso il film.

Anderson ha inoltre elogiato la sensibilità della regista nell’intrecciare alla narrazione elementi della propria esperienza personale di transizione, definendo il suo racconto sincero, coraggioso e capace di suscitare profonda ammirazione.

Un horror d’autore già candidato al successo

Acclamato dalla critica internazionale sin dalla presentazione a Cannes, “Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte” viene indicato da molti osservatori come uno dei possibili protagonisti della prossima stagione dei premi, con concrete possibilità di entrare nella corsa agli Oscar.

Più che un semplice horror, il film si presenta come un’opera che riflette sul linguaggio cinematografico, sull’identità, sul desiderio e sul rapporto tra immaginario e realtà, confermando Jane Schoenbrun tra le autrici più innovative del panorama internazionale.