Le mostre del weekend attraversano l’Italia: Man Ray a Parma, Silvestro Lega a Modigliana, Frank Horvat a Roma e Fan Ho a Torino.
Le mostre del weekend disegnano un itinerario culturale che attraversa l’Italia e mette in dialogo pittura, fotografia e scultura. Da Man Ray a Silvestro Lega, da Corrado Cagli a Giuseppe Modica, fino agli sguardi fotografici di Frank Horvat e Fan Ho, il calendario propone esposizioni capaci di raccontare epoche, linguaggi e sensibilità differenti.

Il viaggio parte da Taormina, prosegue verso Roma e Parma, raggiunge Torino e Modigliana e si conclude a Venezia. Ne emerge una geografia dell’arte articolata, nella quale la ricerca delle avanguardie incontra la memoria del Risorgimento, mentre la fotografia restituisce il volto delle città, delle donne e delle trasformazioni sociali.
Corrado Cagli e il ritorno impossibile a Taormina
Palazzo Corvaja, nel cuore di Taormina, ospita dal 10 settembre al 20 ottobre “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina”, a cura di Raffaele Bedarida. Il progetto espositivo prende le mosse dalla mostra organizzata nel 2023 a New York, dedicata al rapporto tra l’artista e gli Stati Uniti, per concentrare questa nuova tappa sul legame con la Sicilia.
Il titolo Nostoi richiama i poemi della tradizione greca dedicati al ritorno degli eroi in patria e, in particolare, il lungo viaggio di Ulisse. Per Cagli, tuttavia, il ritorno non rappresenta una semplice riconquista dei luoghi abbandonati. Diventa piuttosto una condizione interiore, un movimento continuo attraverso il quale l’identità viene interrogata, trasformata e ricostruita.
Roma, New York e Taormina non sono soltanto tre coordinate geografiche. Costituiscono altrettante dimensioni culturali e biografiche di un artista che ha attraversato il Novecento confrontandosi con la diaspora, la memoria e l’impossibilità di ritrovare intatto il proprio passato.
Fan Ho, la poesia luminosa di Hong Kong
A Torino, Palazzo Falletti di Barolo accoglie dall’11 settembre al 10 gennaio “Fan Ho. Il maestro della fotografia di Hong Kong”, curata da Elisa Maupas e Sarah Van Ingelgom. L’antologica, presentata per la prima volta in Italia, riunisce cento fotografie e ripercorre la ricerca estetica di uno dei più sensibili interpreti della metropoli asiatica.
Fan Ho ha saputo trasformare le strade di Hong Kong in un teatro fatto di luce, geometrie, ombre e presenze umane. Nei suoi scatti la precisione della composizione non soffoca la vita, ma la rende più intensa. Figure solitarie, lavoratori, passanti e bambini emergono dagli spazi urbani come protagonisti di una narrazione sospesa tra documento e poesia.
La mostra torinese consente di osservare la costante attenzione del fotografo verso la dignità dei soggetti rappresentati. Dietro l’equilibrio formale delle immagini affiora infatti una partecipazione autentica alla quotidianità, colta nei suoi gesti più semplici e nelle trasformazioni di una città in rapido cambiamento.
Le mostre del weekend tra Man Ray e Silvestro Lega
Dal 12 settembre al 13 dicembre, la Fondazione Magnani-Rocca di Parma presenta “Man Ray: tutto”, grande retrospettiva curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi. Il percorso riunisce oltre 250 opere, tra fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film.
L’ampiezza della selezione restituisce la complessità di Man Ray, figura centrale delle avanguardie del Novecento e sperimentatore capace di oltrepassare continuamente i confini tra le discipline. Il titolo della mostra sottolinea proprio questa pluralità: l’autore non può essere racchiuso nella sola fotografia, benché ne abbia profondamente rinnovato l’immaginario.
La retrospettiva, indicata come la più completa mai dedicata in Italia all’artista, offre una visione estesa del suo lavoro. Ogni linguaggio diviene parte di una ricerca fondata sulla libertà creativa, sull’ironia e sulla capacità di attribuire agli oggetti una vita inattesa.
Nelle stesse date, dal 12 settembre al 13 dicembre, la Pinacoteca Comunale di Modigliana ospita “La causa della patria, la causa dell’arte”, mostra dedicata a Silvestro Lega e curata da Gianfranco Brunelli ed Elisabetta Matteucci.
Allestita nel bicentenario della nascita dell’artista, l’esposizione ricostruisce la sua vicenda umana e professionale rileggendone l’opera alla luce degli ideali risorgimentali. La pittura di Lega viene così ricondotta al clima storico e civile che segnò profondamente la sua generazione.
Il titolo evidenzia l’intreccio tra impegno politico e ricerca artistica. La costruzione dell’Italia unita non rappresentò soltanto lo sfondo della sua esperienza, ma contribuì a formare uno sguardo nel quale la vita quotidiana, gli affetti e la dimensione domestica acquistano un significato morale e collettivo.
Frank Horvat, il ritratto femminile alle Terme di Caracalla
A Roma, le Terme di Caracalla ospitano dall’11 settembre al 10 gennaio la mostra “Frank Horvat”, dedicata al fotografo scomparso nel 2020. Settantadue immagini compongono un racconto incentrato soprattutto sui ritratti dell’universo femminile, tema affrontato attraverso esperienze, periodi e linguaggi diversi.
La prima delle tre sezioni presenta le fotografie nate dai servizi documentari realizzati in numerosi Paesi, tra cui Pakistan, India, Brasile, Senegal, Egitto e Giappone. È uno sguardo aperto sul mondo, attento alla relazione tra individuo, ambiente e cultura.
La seconda sezione raccoglie immagini della serie Vere sembianze, nella quale Horvat instaura un confronto diretto con la pittura. La terza è dedicata al ciclo Goethe in Sicilia, realizzato nei primi anni Ottanta attraverso un dialogo visivo con le pagine del Viaggio in Italia. Fotografia e letteratura si incontrano in un percorso nel quale il paesaggio diventa memoria, esperienza e interpretazione.
Sempre a Roma, dall’11 settembre al 25 ottobre, il Mattatoio presenta “Il fuoco nel mare” di Giuseppe Modica, a cura di Giuseppe Appella. L’esposizione comprende quaranta opere di grandi dimensioni realizzate tra il 1997 e il 2026.
Non si tratta di un’antologica tradizionale, ma di un attraversamento della ricerca dell’artista. Tempo, memoria e spazio costituiscono i nuclei principali di un itinerario che invita il visitatore a entrare nella profondità dell’immagine e nei suoi equilibri percettivi.
Leiko Ikemura e la forma della luce a Venezia
Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dal 10 settembre al 22 novembre, è allestita “Leiko Ikemura. TransLucent – La forma della luce”, curata da Isabella Collavizza e dalla stessa artista.
Organizzata in occasione della Venice Glass Week, la mostra propone una selezione di sculture in vetro poste in dialogo con i capolavori di Paolo Veneziano, Tiziano e Tiepolo. Il confronto attraversa secoli differenti e si costruisce intorno alla luce, alla trasparenza e alla capacità della materia di accogliere e trasformare lo spazio.
Le opere contemporanee non vengono presentate come presenze isolate, ma entrano in relazione con la storia del museo e con la tradizione pittorica veneziana. Il vetro diventa così una superficie viva, fragile e mutevole, capace di restituire nuove possibilità di osservazione.
Un viaggio nell’arte attraverso l’Italia
Dalla Sicilia al Piemonte, dall’Emilia-Romagna al Lazio, fino alla laguna veneziana, le mostre del weekend compongono un panorama culturale ricco e trasversale. Ogni esposizione offre una diversa chiave di lettura: il ritorno e l’identità in Corrado Cagli, la città in Fan Ho, la sperimentazione in Man Ray, l’impegno civile in Silvestro Lega, la figura femminile in Frank Horvat.
A questi percorsi si aggiungono la meditazione pittorica di Giuseppe Modica e la luce trasformata in materia da Leiko Ikemura. Proposte differenti, unite dalla capacità dell’arte di custodire la memoria e, nello stesso tempo, di rinnovare il nostro modo di guardare il presente.
