Addio a Peppino di Capri, si spegne il signore della melodia italiana: aveva 87 anni

L’artista di Champagne, Roberta e Un grande amore e niente più lascia un patrimonio musicale che ha attraversato oltre sessant’anni di storia. Nel 1965 aprì anche gli storici concerti italiani dei Beatles.

La musica italiana perde uno dei suoi interpreti più eleganti e rappresentativi. È morto oggi, 11 luglio 2026, nella sua amata isola di Capri, Peppino di Capri, al secolo Giuseppe Faiella, che il prossimo 27 luglio avrebbe compiuto 87 anni. Da tempo combatteva contro una lunga malattia. La notizia della sua scomparsa ha immediatamente suscitato un’ondata di cordoglio nel mondo della cultura e dello spettacolo, segnando la fine di un’epoca della canzone italiana.

Con lui se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della musica leggera del Novecento, un artista capace di attraversare generazioni senza mai perdere il proprio stile, fondendo romanticismo, raffinatezza e modernità in una cifra artistica inconfondibile.

Una carriera lunga oltre sessant’anni

Nato a Capri il 27 luglio 1939, Giuseppe Faiella dimostrò un talento musicale straordinario fin da bambino. Ancora giovanissimo si esibiva già al pianoforte davanti ai soldati americani presenti sull’isola durante la Seconda Guerra Mondiale. Da quella precoce passione sarebbe nata una delle carriere più longeve e prestigiose della musica italiana.

Negli anni Cinquanta fondò il gruppo Peppino di Capri e i Rockers, contribuendo a portare in Italia le sonorità del rock’n’roll e del twist, senza mai rinunciare alle radici della tradizione napoletana. Una contaminazione musicale che lo rese un autentico innovatore.

Il suo repertorio ha regalato al pubblico canzoni diventate patrimonio della memoria collettiva:

  • Champagne
  • Roberta
  • Nessuno al mondo
  • St. Tropez Twist
  • Let’s Twist Again
  • E mo’ e mo’
  • Il sognatore
  • Un grande amore e niente più

Brani che ancora oggi vengono trasmessi dalle radio, reinterpretati dagli artisti più giovani e cantati da intere generazioni.

I trionfi al Festival di Sanremo

Il rapporto tra Peppino di Capri e il Festival di Sanremo è stato profondo e duraturo.

Partecipò numerose volte alla manifestazione, conquistando due vittorie destinate a entrare nella storia della musica italiana:

  • 1973 con Un grande amore e niente più;
  • 1976 con Non lo faccio più.

Successi che consacrarono definitivamente il cantante come uno degli interpreti più amati dal pubblico italiano.

Quando aprì i concerti italiani dei Beatles

Tra gli episodi più prestigiosi della sua carriera rimane senza dubbio il tour italiano dei Beatles del 1965.

Quando i Fab Four arrivarono nel nostro Paese per le loro storiche esibizioni, fu proprio Peppino di Capri l’artista scelto per aprire tutti i concerti italiani della tournée.

Dal Velodromo Vigorelli di Milano al Palazzo dello Sport di Genova, passando per il Teatro Adriano di Roma, il cantante caprese salì sul palco prima di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr.

Fu un riconoscimento straordinario del prestigio internazionale che Peppino di Capri aveva già raggiunto negli anni Sessanta. Negli anni successivi raccontò spesso quell’esperienza con orgoglio, ricordando anche l’amicizia nata con i Beatles, che gli concessero perfino il permesso di fotografarli e riprenderli durante la tournée. Quelle immagini sono diventate oggi documenti storici di un momento irripetibile della musica mondiale.

L’eleganza come marchio di fabbrica

A differenza di molti protagonisti della sua epoca, Peppino di Capri non inseguì mai le mode.

Scelse invece di costruire uno stile personale, fatto di melodie raffinate, arrangiamenti eleganti e interpretazioni mai sopra le righe.

Fu tra i primi artisti italiani a fondere la tradizione melodica napoletana con il rock, il twist e le influenze internazionali, contribuendo a modernizzare la canzone italiana senza tradirne l’identità. Una cifra stilistica che gli ha consentito di restare attuale per oltre sei decenni.

L’ultimo saluto nella sua Capri

Anche quando la malattia aveva ormai limitato la sua attività artistica, Peppino di Capri non aveva mai smesso di amare il suo pubblico.

Nell’estate del 2025, durante una manifestazione organizzata in suo onore alla Certosa di San Giacomo, sorprese tutti salendo spontaneamente sul palco per cantare Champagne e Il sognatore, accompagnato dai Capri Rockers guidati dal figlio Edoardo.

Quella che allora sembrò una semplice apparizione a sorpresa oggi assume il significato di un commovente saluto alla sua isola e ai tanti spettatori che lo avevano accompagnato lungo una carriera straordinaria.

I funerali saranno celebrati domenica 12 luglio nell’ex Cattedrale di Santo Stefano, nella celebre Piazzetta di Capri, mentre sull’isola è stato proclamato il lutto cittadino.

Un’eredità destinata a restare

Con la scomparsa di Peppino di Capri non si spegne soltanto una voce.

Si chiude uno dei capitoli più prestigiosi della musica italiana, quello degli artisti capaci di attraversare il tempo senza perdere autenticità.

Le sue canzoni continueranno ad accompagnare matrimoni, feste, ricordi d’estate e momenti d’amore, dimostrando come la vera musica non conosca il trascorrere degli anni.

Perché artisti come Peppino di Capri non appartengono soltanto alla cronaca. Appartengono alla memoria collettiva di un Paese che, grazie alle loro melodie, ha imparato a raccontare i sentimenti più profondi con la semplicità delle grandi canzoni.