LA SPAGNA CHIEDE UN FONDO EUROPEO CONTRO LE EMERGENZE CLIMATICHE: «NON BASTA PIÙ INTERVENIRE DOPO I DISASTRI»

La Spagna ha chiesto all’Unione europea di istituire un fondo permanente per l’adattamento climatico e di introdurre obiettivi vincolanti per la protezione di città, infrastrutture, agricoltura e sistemi sanitari.

Secondo i dati presentati da Madrid, dal 1980 gli eventi climatici estremi avrebbero provocato nei Paesi dell’Unione perdite per circa 822 miliardi di euro. Un quarto di questi danni si sarebbe concentrato tra il 2021 e il 2024, dimostrando una rapida accelerazione dei costi economici associati a siccità, incendi, alluvioni e temperature record.

La proposta prevede valutazioni dei rischi climatici ogni cinque anni, da integrare nelle decisioni riguardanti infrastrutture, territorio e investimenti pubblici. Tra gli strumenti finanziari indicati figurano contributi sugli utili delle società petrolifere e del gas, obbligazioni legate al rischio climatico e, eventualmente, nuovo debito comune europeo.

Madrid chiede inoltre di trasformare rescEU, il meccanismo comunitario di protezione civile, in una struttura permanente per le emergenze climatiche, dotata di mezzi condivisi e di una flotta europea per il contrasto degli incendi.

Il dibattito riguarda direttamente anche l’Italia, esposta a siccità, alluvioni, dissesto idrogeologico e incendi. Finanziare la prevenzione costa, ma ricostruire dopo ogni emergenza può risultare molto più oneroso. La proposta spagnola tenta quindi di spostare l’azione europea dalla gestione occasionale dei disastri a una programmazione comune della sicurezza climatica.