UN DRONE RUSSO COLPISCE IL QUARTIER GENERALE DEI SERVIZI UCRAINI: LA GUERRA ENTRA NEL CUORE DI KIEV

Un drone russo ha colpito il quartier generale del Servizio di sicurezza ucraino, l’SBU, nel centro storico di Kiev. Secondo le autorità della capitale, l’attacco ha provocato almeno dodici feriti e danneggiato alcuni edifici nell’area vicina alla Cattedrale di Santa Sofia, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha sostenuto che il velivolo fosse diretto contro l’ufficio del capo dell’SBU e ha annunciato una risposta «tangibile». L’agenzia rappresenta una delle strutture più importanti dell’apparato militare e di intelligence ucraino: conduce operazioni di controspionaggio, attività speciali e attacchi in profondità contro infrastrutture strategiche russe.

Colpire apertamente il quartier generale dell’SBU assume quindi un valore militare e simbolico. Gli edifici governativi della capitale erano stati danneggiati solo raramente dall’inizio dell’invasione, mentre gli attacchi degli ultimi giorni indicano una maggiore pressione russa sul centro decisionale ucraino.

L’episodio rischia inoltre di compromettere il nuovo tentativo diplomatico promosso dagli Stati Uniti. Gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner sono attesi a Mosca e a Kiev per presentare una proposta di pace, ma il bombardamento dimostra quanto sia ampia la distanza fra le iniziative negoziali e ciò che continua ad accadere sul terreno.

La guerra entra così in una fase ancora più delicata: mentre si torna a parlare di trattative, entrambe le parti cercano di migliorare la propria posizione attraverso operazioni militari sempre più profonde e visibili.