Banche, assicurazioni e grandi gruppi energetici potrebbero essere chiamati a sostenere i conti pubblici italiani attraverso un anticipo delle imposte. La proposta è stata avanzata dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il Forum TEHA di Cernobbio.

L’obiettivo sarebbe reperire risorse per la legge di Bilancio 2027 e finanziare eventuali interventi contro il caro energia, senza introdurre formalmente nuove tasse. Il modello indicato è quello degli accordi già utilizzati con banche e assicurazioni, attraverso i quali alcune entrate fiscali vengono anticipate rispetto alle normali scadenze.
La distinzione è politicamente rilevante. Forza Italia continua a respingere l’ipotesi di una tassa straordinaria sugli extraprofitti, sostenuta invece da altri settori della maggioranza. Tajani propone quindi una soluzione negoziata: ottenere liquidità immediata dalle aziende che hanno registrato utili importanti, evitando un’imposizione che potrebbe allarmare investitori e mercati.
Un anticipo fiscale, tuttavia, non crea automaticamente nuove risorse strutturali. Porta nel bilancio corrente entrate che, in assenza di altre misure, potrebbero mancare negli anni successivi. Il vero nodo della prossima manovra resterà quindi la capacità del Governo di conciliare riduzione del deficit, sostegno alle famiglie, investimenti e contenimento del costo dell’energia.
La dichiarazione arrivata da Cernobbio rappresenta il primo segnale di un confronto che accompagnerà l’autunno politico. Dietro la formula della collaborazione con le imprese si apre una questione decisiva: chi dovrà finanziare le misure necessarie a proteggere il potere d’acquisto degli italiani?
