Dalla fondazione ai campionati nazionali, dalle sfide con le grandi del calcio italiano alla rinascita contemporanea: il club rappresenta da oltre un secolo il volto sportivo di Saronno

Ci sono squadre che partecipano a un campionato e altre che finiscono per diventare parte dell’identità di una città. Il FBC Saronno 1910 appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Il biancoceleste, a Saronno, non è soltanto il colore di una maglia. È un filo che attraversa generazioni, famiglie, domeniche allo stadio, vittorie memorabili e ripartenze costruite con tenacia. Una storia lunga 116 anni, nella quale il calcio è sempre stato qualcosa di più di un semplice risultato.
Tutto ebbe inizio nel 1910
Il club venne fondato il 15 marzo 1910 con il nome di Circolo Sportivo Saronnese. Le prime divise biancocelesti, insieme alle scarpe e ai palloni necessari per dare forma alla nuova avventura sportiva, furono acquistate in Inghilterra.
I primi calciatori erano soprattutto studenti del Collegio Arcivescovile Castelli e lavoratori che, terminati i propri impegni, si ritrovavano per giocare contro le formazioni delle città vicine.
Nel 1912 arrivò l’ingresso nelle competizioni ufficiali della FIGC. In meno di un decennio il Saronno riuscì a raggiungere la Prima Categoria nazionale, che allora rappresentava il massimo livello del calcio italiano. Era l’inizio di una tradizione destinata a radicarsi profondamente nella comunità. La storia ufficiale del FBC Saronno
Quel successo contro l’Inter entrato nella leggenda
Tra le pagine più affascinanti degli albori rimane la vittoria per 3-2 contro l’Internazionale, ottenuta il 15 aprile 1917 in una partita amichevole.
Il dato assume un valore ancora più suggestivo considerando il contesto storico: gran parte dei calciatori titolari era impegnata nella Prima guerra mondiale e il Saronno scese in campo con una formazione composta interamente da giocatori minorenni.
Un episodio lontano nel tempo, ma capace ancora oggi di raccontare lo spirito di una società abituata a non sentirsi mai battuta in partenza.
Nel 1921 arrivò un altro momento di enorme prestigio: un calciatore biancoceleste venne convocato nella Nazionale italiana per un’amichevole contro la Svizzera. Rimane l’unico tesserato del Saronno ad avere ricevuto una chiamata in azzurro mentre indossava la maglia del club.
Il sogno della Serie B
Negli anni successivi il Saronno si confrontò stabilmente con il calcio nazionale. Dopo avere vinto il proprio girone di Seconda Divisione nel 1927-1928, approdò in Prima Divisione e, nella stagione 1931-1932, arrivò a sfiorare la promozione in Serie B.
Nel secondo dopoguerra il club tornò a militare tra la terza, la quarta e la quinta serie. Particolarmente significativa fu la stagione 1960-1961, conclusa al terzo posto nel girone A di Serie C, ancora una volta a poca distanza dal campionato cadetto.
La storia del Saronno è fatta anche di un settore giovanile capace di conquistare risultati di livello nazionale: nel 1983 la formazione Under 19 vinse il titolo italiano, impresa ripetuta nel 1989 dalla squadra Under 18.
Non si trattò soltanto di trofei. Quelle vittorie dimostrarono la capacità della società di formare giovani calciatori, trasmettere valori e costruire appartenenza.
Gli anni Novanta e una città vicina alla Serie B
Una delle stagioni più emozionanti della storia moderna arrivò a metà degli anni Novanta.
Dopo il ripescaggio in Serie C2 nel 1994, il Saronno vinse immediatamente i playoff, superando il Lumezzane in finale e conquistando la promozione in Serie C1.
Nella stagione 1996-1997 i biancocelesti chiusero il campionato al quarto posto, qualificandosi per i playoff che mettevano in palio l’accesso alla Serie B.
Il sogno del campionato cadetto si fermò nella semifinale contro il Carpi, ma quella squadra rimane una delle immagini più forti nella memoria sportiva cittadina: uno stadio coinvolto, una comunità intera al fianco dei propri colori e il Saronno nuovamente vicino al grande calcio.
Cadere, rialzarsi, ricominciare
La storia biancoceleste non è stata una linea retta. Ha conosciuto crisi economiche, interruzioni dell’attività, rifondazioni e retrocessioni. Proprio per questo conserva un valore particolare.
Ogni volta che il percorso sembrava essersi interrotto, qualcuno ha raccolto quella maglia e ha ricominciato. È questo uno dei significati più autentici del calcio di territorio: una società può attraversare categorie e generazioni, ma continua a vivere finché una comunità è disposta a riconoscersi nei suoi colori.

Dopo gli anni dell’inattività, il progetto è ripartito nel 2015. Il ritorno allo storico stadio Colombo-Gianetti ha poi restituito al Saronno la sua casa naturale, ricomponendo il legame tra squadra, pubblico e città.
Il presente: un progetto che guarda avanti
Oggi il FBC Saronno continua a rappresentare una delle realtà sportive più riconoscibili del territorio. Accanto alla prima squadra cresce una struttura giovanile articolata, pensata per accompagnare i ragazzi nella loro formazione sportiva e personale.
La società è guidata dal presidente Giorgio Losa e dal direttore generale e patron Marco Proserpio, punti di riferimento di un progetto che vuole coniugare tradizione, organizzazione e ambizione.

Il lavoro portato avanti non riguarda soltanto la dimensione agonistica. L’obiettivo è consolidare il rapporto tra il club e la città, rafforzare il settore giovanile e costruire basi capaci di garantire continuità nel tempo.
La squadra che difende la città
Lo slogan scelto dal club — “Dal 1910, difendiamo la città” — racchiude il significato più profondo di questa storia.
Difendere la città significa rappresentarla con dignità sui campi della Lombardia. Significa custodirne la memoria sportiva, coinvolgere le nuove generazioni e offrire ai ragazzi un luogo nel quale crescere attraverso il calcio. Significa trasformare ogni partita casalinga in un momento di comunità.

In un calcio sempre più dominato da grandi investimenti, audience internazionali e logiche commerciali, realtà come il FBC Saronno ricordano dove nasce davvero questo sport: nei campi cittadini, negli spogliatoi, nel volontariato, nelle famiglie e nella fedeltà di chi continua a seguire la propria squadra indipendentemente dalla categoria.
Il Saronno ha affrontato avversari prestigiosi, vissuto stagioni tra i professionisti e accarezzato la Serie B. Ma il suo risultato più importante è forse un altro: essere rimasto, dopo oltre un secolo, un simbolo riconoscibile della città.
Centosedici anni dopo quel 15 marzo 1910, il pallone continua a rotolare e la maglia biancoceleste continua a raccontare Saronno.
Il passato è prestigioso, il presente è vivo e il futuro attende nuove pagine.
Avanti Saronno. Dal 1910, per la città e con la città.
